Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa


Missionari Iblei: Giornata diocesana 2017 dedicata a p. Paolo Giandinoto

Dal 2015 missionario in Perù e dal 2016 superiore regionale di Cusco, p. Paolo Giandinoto è missionario dei Servi dei Poveri del Terzo Mondo originario di Vittoria. Nell’estate scorsa ha scritto una bellissima lettera rivolta a tutti gli amici e sostenitori con il racconto della sua missione tra le comunità rurali della Cordigliera della Ande in Perù.

Andahuaylillas – Cusco 30 agosto 2016

Solennità di S. Rosa di Lima

Carissimi fratelli e sorelle,

Spero che stiatetutti bene! Come sempre è da tanto tempo che avrei voluto scrivere, pero quanti impegni, quante cose da fare e pensare! La vita del missionario e tutta un’avventura continua, costante… e imprevedibile!

Sono appena tornato da un giorno di missione veramente speciale. Oggi e la festa di S. Rosa di Lima che è la Patrona d’America, e devo dire che quest’anno l’ho festeggiato in un modo specialissimo. Infatti, siamo andati a celebrare venti battesimi di bambini (meno del solito) in uno dei nostri villaggi di missione. Vi racconto un po’ la storia di questo villaggio che si chiama Mayumbamba. E un villaggio come altri dell’Alta Cordigliera molto povero. Alcuni anni fa noi padri andavamo in questo villaggio una volta al mese per celebrare la S. Messa, pero con un’assistenza quasi inesistente, in pratica, solo il catechista che fa anche da sacrestano, alcuni cagnolini del vicinato e basta. Perché la gente era abbastanza indifferente e anche perché le sette evangeliche si erano molto estese. Per questo motivo si decise di ritirarci da questo villaggio per cercare di evangelizzare altrove.

 

Quest’anno, mentre insieme ad altri padri e fratelli andavamo con la nostra camionetta, come ogni mercoledì, nei villaggi dell’Alta Cordigliera a visitare i bambini delle varie scuole pee insegnare il catechismo, portargli anche il pane e il yogurt, passando per Mayumbamba, che è il primo villaggio che sta nel cammino, le professoresse della scuola elementare di questo villaggio, avendo riconosciuto la nostra camionetta, sono uscite sulla strada per supplicarci di fermarci e dare anche ai loro alunni il catechismo e i sacramenti. Ci dicevano che la scuola era frequentata da una cinquantina di bambini e solo pochissimi (3-5) erano battezzati, ma che la maggior parte non sapevano niente né di Dio, né del catechismo.

Veramente questo non era nei nostri piani, infatti, io stavo cominciando, dato che era l’inizio dell’anno, una nuova missione in un altro villaggio che stava nelle stesse esatte condizioni, una cinquantina di bambini, senza sacramenti, senza nessuna nozione della dottrina cristiana, praticamente abbandonati. Pero in questa inaspettata supplica di questi professori intuimmo la mano provvidente di Dio, così dissi alle professoresse, che gli avrei dato una risposta, salutai i bambini, che nel frattempo erano scesi in strada per salutarci e abbracciarci, e ripartimmo verso l’altro villaggio a un’ora di strada che si chiama Parara.

Arrivati in questo villaggio, parlammo con il direttore della scuola, i bambini effettivamente non avevano ricevuto ancora nessun sacramento, né catechismo, perché questi villaggi appartengono a delle parrocchie immense e il parroco non ha la capacità materiale di arrivare in questi villaggi. Il direttore era molto commosso di vederci arrivare da così lontano, sono circa tre ore di cammino fra pietre e salti di ogni tipo strade di montagna, ai 4000 mt, strette e pericolose, con precipizi e burroni ecc. Il direttore era commosso e anche molto stupito perché era da molto tempo che non vedeva un sacerdote e desideroso di portare loro aiuti, catechismo, chitarra, canzoni, pane, yogurt e cioccolata. Tanto stupito che quasi non ci credeva. Curiosamente la sua risposta alla nostra proposta di venire ogni settimana a visitare la scuola, fu questa: “Padre, non settimanalmente, ma ogni due settimane”. La cosa mi lasciò perplesso perché è un poco fuori dal comune… normalmente tutti professori fanno a gara per ricevere aiuti… Poi pensai… Mayumbamba! Il Signore già aveva organizzato tutto! Una settimana a Mayumbamba, e l’altra a Parara, così ogni mese in totale staremo servendo a circa cento bambini senza contare la missione degli altri padri e fratelli!

E cosìa bbiamo cominciato. All’inizio non è stato tanto facile, i bambini erano un poco selvaggi, pero l’incanto della Parola di Dio, i canti, le risate, le messe ecc., hanno fatto si che sempre più aprissero i loro cuori a Dio. E cosa incredibile specialmente a Mayumbamba, dove prima non veniva nessuno, grazie soprattutto alla preziosa collaborazione di queste infaticabili professoresse,  si è riacceso un poco l’entusiasmo per la fede cattolica…

 

Ho manifestato alle professoresse che l’obiettivo principale del nostro lavoro è quello di catechizzare i bambini affinché imparino i concetti fondamentali della fede e aiutarli a riconoscere Dio come Padre, Signore e Creatore in modo da aprire il loro cuore verso orizzonti più alti e ricevendo i sacramenti farli innamorare di Dio.

Le professoresse piene d’entusiasmo si sono dedicate anima e corpo a questo progetto, noi facevamo catechismo ogni 15 giorni e loro visitavano le famiglie per spiegare l’importanza del battesimo, che bello è che i bambini siano battezzati e crescano nella fede. Così l’entusiasmo si diffuse per tutto il villaggio tutti preparavano i documenti necessari, la ricerca dei padrini, insomma alla fine s’iscrissero al battesimo venti bambini del villaggio. Praticamente un miracolo! Fu fissata la data dei battesimi il giorno di S. Rosa la patrona del villaggio e del collegio, che in Perù si festeggia il 30 di agosto.

Una cosa incredibile e particolare per questi luoghi è che anche i genitori hanno insistito per avere un incontro sul battessimo, perché non sapevano bene cosa fosse, che requisiti ecc. Così facemmo una missione di due giorni, durante la quale visitai quasi tutte le famiglie, celebrai la S. Messa ed una piccola catechesi sul battesimo. Incredibile! La Chiesetta piena, tutti attenti! Dopo quasi tre ore tra, Rosario, Messa, e catechesi il tempo è volato, pero non erano stanchi e non volevano andarsene… erano già quasi le dieci di sera!

Finalmente arriva il giorno da loro tanto atteso! È festa in tutto il villaggio, immaginate venti bambini significa che c’è una festa in ogni casa, il villaggio in festa, tutti elegantissimi e felici!

Mentre eravamo in cammino verso Mayumbamba, abbiamo visto un camion incidentato così vecchio che gli si era staccato l’asse del volante e praticamente era andato fuori strada verso un precipizio di circa 7-10 mt ma che miracolosamente si era fermato in bilico grazie a una grande pietra nella quale si era  incastrato. Nel camion c’erano varie persone, perché nella Cordigliera, ancora oggi, si usa viaggiare con i camion nella parte posteriore perché costa meno, anche se uno arriva strapieno di polvere. Ci fermiamo per dare loro aiuto e per chiedere che cosa gli era successo e praticamente questa povera gente piangendo e tremando ci ha raccontato l’accaduto e di come il camion miracolosamente si era fermato al limite del precipizio, e che loro erano tutti padrini e madrine che stavano andando al battesimo! Io gli dissi che anche io stavo andando al battesimo perché ero io che dovevo celebrarlo. Erano circa sei persone vi erano anche bambini li trasportai dentro e dietro la camionetta e li ho accompagnati fino al villaggio che tra l’altro era ormai vicino.

Appena giunti al villaggio, la gente cominciava poco a poco ad arrivare, tutti “elegantissimi”, con la tipica puntualità dell’ Alta Cordigliera, dove non esiste l’orologio. L’orologio è il sole. Così la S. Messa,che doveva iniziare alle dieci cominciò alle dodici, alcune persone si confessarono e fu molto bello perché era da molto tempo che non si confessavano, poi cominciammo la S. Messa e i battesimi. La Chiesa era strapiena ed era un poco complicato gestire i vari momenti del Battesimo dato che sembravamo delle sardine in scatola, perché la Chiesa era molto piccola, pero è stato un momento di grazia unico e commovente per loro e anche per noi. Fuori della Chiesa c’erano presenti anche i fratelli protestanti, guardavano a bocca aperta un po’ stupiti di vedere un sacerdote e tante persone e tanti battesimi… sono sicuro che poco a poco ritorneranno con noi.

Finalmente, dopo la S. Messa, ci hanno invitato a festeggiare in ogni casa pero era impossibile… erano in troppi! Abbiamo visitato solo alcune famiglie poi siamo ritornati a casa stanchi, pero contenti di aver constatato come effettivamente Gesù cammina con noi e guida i nostri passi. Lui ha voluto che facessimo missione in questo Villaggio. Come il Signore disse a Paolo: “Non aver paura, ma continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male, perché io ho un popolo numeroso in questa città”. Cfr. At 18, 9.10

Grazie Gesù perché ci guidi e ci accompagni e ci precedi. Grazie anche a voi fratelli amici e benefattori che rendete possibile la nostra missione con il vostro aiuto materiale e spirituale. Senza il vostro aiuto chissà molti di questi bambini non avrebbero potuto conoscere Dio e le sue opere meravigliose.

Finalmente siamo arrivati a casa, stanchi ma felici, per pregare ancora i Vespri Solenni di S. Rosa, poi una cena comunitaria e chiassosa con tutti i bambini, un buonissimo gelato, in onore di S. Rosa, compieta e tutti a letto.

Un caro saluto e un grande grazie a tutti voi.

Come sempre vi ringrazio per il vostro affetto e per le vostre preghiere.

Vi ricordiamo ogni giorno anche noi nelle nostre preghiere.

Dio vi benedica con tutti i doni dello Spirito Santo.

P.Paolo Giandinoto


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Si annuncia narrando

Con il primo incontro dell’11 dicembre, ospitati dalla comunità parrocchiale della Chiesa Madre di Comiso, è partito il percorso della pastorale missionaria promossa dal CMD di Ragusa.

Dopo l’esperienza del IV Convegno Missionario Nazionale tenutosi a Sacrofano (Roma) nel novembre 2014, durante il quale si era avvertita l’esigenza di rendere operative le idee fondamentali scaturite in modo particolare nei vari laboratori d’interesse, anche nella nostra diocesi viene proposto un percorso triennale sviluppato attorno agli ambiti legati al 5° Convegno Ecclesiale Nazionale di  Firenze del 9-13 novembre 2015: Anno Pastorale 2015-2016: Abitare. Anno Pastorale 2016- 2017: Annunciare/Narrare. Anno Pastorale 2017- 2018: Trasfigurare.| Annunciare … narrando!

Le schede di questo secondo anno nascono dalla sensibilità e dall’esperienza della Chiesa in Africa, in quel continente è vastissimo e  dalle diverse culture, tradizioni, sensibilità, esperienze per lasciarsi toccare la mente ed il cuore dalla ricchezza dell’esperienza di sorelle e fratelli africani e di chi ha vissuto, amato e servito questa terra.

Dopo un primo momento laboratoriale con gruppi di riflessione, a padre Gianni Treglia (missionario della consolata) operativo a Modica insieme ad altri confratelli missionari di altri istituti per un servizio di presenza e mediazione presso i centri di accoglienza per immigrati in Sicilia, è stato chiesto: Come si annuncia in Africa?  Quale significato ha la narrazione nella vita in Africa?

La risposta è stata: Si annuncia narrando.

E p. Gianni ci ha donato, con la narrazione della propria esperienza personale di testimone di Dio in Africa e ora in Sicilia, la propria lettura del servizio missionario che non può prescindere dall’andare, come movimento in uscita, là dove nessuno vuole andare. Così come è stato Gesù nel suo cammino verso Gerusalemme, attraversando la Samaria. Un luogo significativo dove è stata “narrata” l’esperienza dell’incontro di Gesù con la samaritana, al centro della riflessione del missionario: tutti siamo in attesa dell’amore vero di Dio che viene come uno sposo fedele, che porta quell’acqua della verità per una vita bella e realizzata.


L’équipe missionaria diocesana incontra il vescovo Carmelo

     Perseverare nell’impegno di animazione, nonostante le tante difficoltà e le fatiche che possono scoraggiare, e promuovere con spirito di rinnovamento coraggiose iniziative esperienziali, in un tempo dove la “missione viene a noi” con la presenza di tanti immigrati presenti nelle nostre terre ragusane, rappresentano le due indicazioni principali e al tempo stesso la sintesi dello speciale incontro di scambio e condivisione tra il vescovo di Ragusa Mons. Carmelo Cuttitta e l’équipe missionaria diocesana.

Ad introdurre l’incontro e a presentare l’équipe diocesana è stato il direttore dell’UMD p. Giovanni Battaglia che ha esposto al vescovo Carmelo, da circa un anno a servizio della chiesa ragusana, i diversi percorsi di animazione e cooperazione missionaria svolti negli ultimi anni, , dalle giornate di preghiera e spiritualità missionaria ai percorsi di animazione giovanile in collaborazione con gli istituti missionari, dalla promozione dei progetti dei Missionari Iblei nel mondo alle attività di sostentamento alla Chiesa universale tramite le Pontificie Opere Missionarie.

Diversi sono stati gli interventi da parte dei vari membri dell’équipe missionaria che hanno avuto modo di raccontare alcune esperienze significative vissute a servizio della chiesa missionaria e così confrontarsi con il vescovo Carmelo circa le nuove prospettive di servizio, privilegiando quelle proposte che possano offrire alla comunità e soprattutto ai giovani cammini esperienziali che possano orientare e marcare profondamente le scelte di vita basate sul Vangelo e la solidarietà con i poveri, come ad esempio l’accoglienza e le visite ai missionari, i campi di servizio nei centri per immigrati o in terra di missione.

Una nuova occasione di rinnovamento della pastorale missionaria, è stato ricordato a conclusione del piacevole incontro, è dato dal Vademecun diffuso dall’Ufficio Missionario Nazionale che può ora meglio orientare la nuova missione della nostra Chiesa ragusana.

Umberto Virgadaula


Un grazie da Cuzco, Perù

Carissimi
Grazie di cuore per il vostro affetto e per il vostro contributo a favore della nostra missione, soprattutto al Vescovo di Ragusa Mons. Carmelo, al direttore P. Giovanni Battaglia e a tutto l’equipe que si occupa di fare arrivare gli aiuti a noi missionari iblei.. GRAZIE MILLE!
Come sapete, grazie al vostro dono abbiamo potuto acquistare vari lettini nuovi (circa 20) per i nostri bambini disabili del nostro centro Hogar nido S. Teresa a Cusco…che sono molto più comodi e adatti per questi nostri fratelli sofferenti…

Vi sono sempre vicino con il mio affetto e la mia riconoscenza. mi raccomando alle vostre preghiere. Che il Signore vi ricolmi di numerose grazie e benedizioni… vi ricordo tutti nella preghiera.
Il vostro piccolo fratellino missionario,

P.Paolo Giandinoto, msp