Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa


Incontrare Siciliani in America Latina

La Testimonianza di Claudia Distefano in visita alla famiglia Macca, presso la missione francescana di Copiapò – Cile e a p. Gaetano Castello in Argentina.

Quando si fa un viaggio lungo un mese, può capitare di sentire sollievo, nel poter parlare per un giorno o un paio di giorni la propria lingua madre; se poi questa include anche l’accento siciliano, il sollievo aumenta.

Quando si fa un viaggio in Sud America, in stile economico e improvvisato, si prova decisamente sollievo nell’essere ospitati da qualcuno che ti mette a disposizione casa propria a titolo completamente gratuito: wifi e una doccia calda sono in alcune zone davvero quasi un lusso. Aggiungiamo che il nostro viaggio ci ha portato ad essere d’inverno anche a meno 5 gradi sotto zero, con bagni all’aperto e assenza di copertura telefonica. Ecco, in mezzo a tutto questo, di ritorno da 4 duri giorni in Bolivia, ho deciso insieme alla mia amica di passare da una città lungo il nostro percorso in Cile, per incontrare dei giovani missionari di cui mi aveva parlato mia madre Gisela Hein, membro dell’equipe missionaria di Ragusa.

Così abbiamo incontrato Angela e Salvatore Macca, verso la fine del nostro viaggio questo luglio (2017) e verso la fine della città di Copiapò, alle porte del deserto di Atacama. ( Foto 1, 2, 3)

L’impressione è stata di immediata e totale accoglienza. (Foto 8)Nonostante fossimo in fondo delle perfette estranee per loro, hanno dimostrato disponibilità totale, cucinato per noi cibi tipici cileni e organizzato “giri e gite perlustrativi”, dalle baracche ancora semi distrutte dall’alluvione di poco tempo fa, fino alla costa dell’oceano Pacifico, insieme ai loro due splendidi bambini bilingue. (Foto 4,5,6,7,)Unica nota negativa: il pericolo ragni velenosi! Grazie al cielo mai avvistati.

Angela e Salvo si impegnano con la loro energia giovanile, ad evangelizzare e proporre attività di aggregazione, da anni a migliaia e migliaia di kilometri da casa.

Un altro incontro in stile siciliano è stato quello con il sacerdote Padre Cayetano Castello, nella capitale Buenos Aires qualche settimana dopo. ( Foto 9) Ciò che colpisce a prima vista della città è la sua straordinaria grandezza smisurata… Una stessa strada in rettilineo, può essere lunga anche 22 km, senza che per questo si esca dalla città; il numero civico in questi casi arriva fino a 20.000! Molti dei 12 milioni di abitanti vivono in zone di anarchia, dove le strade non hanno un nome e la criminalità trionfa. Padre Cayetano ha spostato tutti i suoi impegni e mi ha mostrato il quartiere in cui opera da decine e decine e decine di anni. Qui i salesiani sono molto presenti con oratori, (Foto 10) scuole ed altri edifici; c’è molto da fare ed ogni giorno centinaia di poveri si mettono in fila per cenare alla mensa. Abbiamo visitato anche il battistero dove è stato battezzato Papa Francesco. (Foto 11 , 12)

Sono grata di avere incontrato questi compaesani siciliani nel bel mezzo dell’America latina.

Il coraggio dello spostamento e il dono dell’accoglienza sono valori preziosi.

Claudia Distefano

 


P. Amato e Suor Iannizzotto testimoni per…”Avere fiducia”

“Avare fiducia” è stato il tema scelto dagli animatori della Parrocchia San Luigi di Ragusa per i 52 ragazzi (11-15 anni) della comunità, in occasione del campo scuola vissuto a Casa San Luca, nei giorni 11/12/13/14 Luglio scorso.
La riflessione sul tema proposto era già stara avviata in Quaresima. Ai gruppi dei ragazzi, che vanno dalla prima media al secondo superiore, era stato lanciata l’iniziativa di preoccuparsi dei problemi dei vari continenti, concentrandosi particolarmente sugli stati dove si trovano i missionari iblei.
I gruppi di questa età sono 11, si chiamano tribù e prendono il nome dei 12 figli di Israele. 11 stati per 11 tribù. Il primo step: conoscere gli stati e i loro problemi; secondo step: conoscere i santi che hanno lavorato in quegli stati (la chiesa del passato); terzo step: contattare i missionari iblei che oggi lavorano in questi stati, per scoprire la fa Chiesa cosa fa ora. I ragazzi li hanno contattato via e-mail e hanno risparmiato qualcosa per donarla a loro.
Tra i tanti missionari che hanno risposto alle e-mail dei ragazzi , siamo stati fortunati ad averne due presenti proprio al campo estivo. Padre Amato (che la parrocchia di San Luigi conosce bene, perché la frequenta spesso quando è in Italia) e Suor Lucia Iannizzotto. Hanno risposto alle domande dei ragazzi con allegria e hanno fatto capire meglio i problemi e le risorse degli stati dove prestano servizio: è stato bello ascoltarli. Soprattutto hanno trasmesso il concetto di comunione tra gli uomini di chiesa: padre Amato quando già pensava di partire era stato colpito dall’entusiasmo durante la cerimonia del mandato di Suor Lucia, dove lui, seminarista, cantava nel coro. È bello sapere che tutto è collegato e che c’è una mano che intreccia i nostri fili in modi che neanche noi conosciamo ma che scopriamo con la nostra vita.
Ecco alcune risonanze su questo speciale incontro.
Simone, 3 media – Mi ha colpito molto quello che fanno per gli altri per farli stare bene e fare capire che esistono anche loro infatti io stimo i missionari per il coraggio che anno ad affrontare malattie e affrontare la vita la in quei paesi che non è facile. Un’altra cosa importante a noi studenti ci secca ad andare a scuola anche se abbiamo tutte le comodità e a scuola arriviamo in 1 minuto e invece loro fanno Km e Km per andarci
Ester 3 media – Le parole di Suor Lucia e Padre Amato sono state molto significative, mi hanno fatto tanto riflettere sul fatto che non abbiamo tutti le stesse cose…mi dispiace che ci sono persone che hanno TROPPO e persone che hanno TROPPO POCO…sicuramente ho cambiato alcuni modi nella mia vita e spero lo facciano anche i miei compagni…è stato un bell’incontro❤
Michela, 2 media – Nei missionari, supratutto su suor Lucia e Padre Amato ho visto uno spirito coraggioso che io non avrei sicuro… Mi ha colpito soprattutto come Padre Amato vede morire tante persone bambini e adulti ogni giorno… E il coraggio di una ragazza cha a 22 anni decide di diventare missionario!
Alessio, 3 media – A me i missionari mi sono piaciuti tutti e due (sono veramente degli eroi che per aiutare quelle persone si sono messe nella loro situazione ). Una cosa che mi ha colpito e il succhia veleno di padre Amato
Simone, 1 media – A me ha colpito che nonostante tutte le sofferenze che hanno patito e tutte le giungle che hanno attraversato erano contenti di essere missionari e non rimpiangere di essere partiti
Luca, 1 superiore – A me ha colpito che grazie alla loro forza spirituale e a quella di dio sono riusciti a salvare tanti bambini e tante comunità. Inoltre mi ha colpito che non si sono mai pentiti di cio che hanno fatto e penso che Non si pentiranno di cio che faranno
Ammamaria Allocca


P. Silvestro Castilletti è salito alla casa del Padre

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L’11 Luglio scorso p. Silvestro Castilletti, missionario cappuccino originario di Ragusa, è morto in Brasile all’età di 98 anni (n. 22 Marzo 1919).

Incardinatosi nella provincia di Rio de Janeiro, ultimo di 12 missionari originari della provincia religiosa dei Frati Minori Cappuccini di Siracusa in Brasile, era partito per l’America Latina  a soli tre anni dall’ordinazione sacerdotale. In occasione di una visita del padre provinciale che passava dal convento di Vittoria, dove p. Silvestro era stato destinato nel dopoguerra, ricevette la chiamata alla missione “ad Gentes”: “Vuoi andare in Brasile?”. E p. Silvestro: “Si, ora!”. E il 24 settembre del 1946.

Il 7 giugno di 2001, Padre Luis Canoa Sicheira, Ministro Provinciale di Rio, incontrandosi a ltambacurì prima di partire dopo una riunione, gli disse: “Frei, scriva le sue memorie”. E p. Silvestro, ormai poco più che ottantenne, inizia a scrivere le memorie di una lunga vita dedicata quasi interamente alla missione, pagine di un diario di bordo che intitolerà con una semplicità tutta francescana “Ricordando”, dove sono raccontati i ricordi di una vita dove la grazia di Dio si mescola con la quotidianità delle vicende umane. P. Silvestro ne racconta tanti e molti di questi li ritiene veri e propri miracoli – come usa dire nei suoi scritti –  episodi che a volte non hanno molta apparenza…”perché Dio aiuta i piccoli”.

P. Silvestro, quasi centenario, ci ha lasciato una grande testimonianza di vita consacrata in particolare alla missione e all’evangelizzazione dei popoli, dalla lontana Itanbacurì a 700 Km da Rio, stato di Minas grande come due volte l’Italia. Nel cuore pulsante di questo paese di montagna, dove ha vissuto con i molti poveri presenti in quella terra, fondata dai PP. Cappuccini per evangelizzare degli indios nativi nel centro della foresta, il suo battito si sentirà ancora…

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Pellegrinaggio missionario 2017

Programma – “Annunciare…narrando con Maria”

15,45 – Arrivi e accoglienza

16,00 – Preghiera comunitaria

16,15 – In Ascolto dei missionari

Padre Vittorio: “Guardare il mondo con gli occhi di Dio”

Suor Giovanna: “Tutto il popolo di Dio annuncia il Vangelo”

Seguono interventi in sala

17,20 – Intervallo con…dolce

17,40 – Via Lucis itinerante

18,30 – Intervallo e preparazione S. Messa

19,00 – Celebrazione Eucaristica (presiede Padre Vittorio)

20,00 – Saluti


La Giornata dei Missionari Iblei del 2 aprile, un occasione per aprire il Libro delle Missioni

La Giornata dei Missionari Iblei ci aiuta a tenere viva nelle comunità parrocchiali, movimenti e associazioni ecclesiali la coscienza che la Chiesa è universale e missionaria, aperta al mondo e ai popoli.

E’ un’occasione preziosa di preghiera di gratitudine al Signore per avere chiamato e inviato tanti nostri fratelli e sorelle a “evangelizzare” nel mondo intero. E’ occasione preziosa di preghiera perché il Signore mandi molti “operai nella sua messe” (Lc 10,2), specialmente sacerdoti che possano celebrare l’Eucaristia alle comunità che ne sono prive. E’ occasione preziosa di solidarietà concreta con i missionari che condividono con noi progetti e sogni, certi della nostra fraternità e generosità.

La Giornata dei Missionari Iblei del 2 aprile, V Domenica di Quaresima, è dedicata a sostenere due progetti presentateci da padre Paolo Giandinoto, dei Missionari Servi dei Poveri del Terzo Mondo, giovane sacerdote vittoriese in Perù – Cuzco.

Non dimentichiamo i Missionari Iblei che già vivono nella gloria di Dio, in particolare ricordando alcuni anniversari: Fra Michelangelo da Ragusa (+ 12 maggio 1917, Rio de Janeiro); Fra Lorenzo da Chiaramonte (+ 8 ottobre 1957, San Paolo – Brasile); Fra Eugenio da Comiso (+17 ottobre 1957, Rio de Janeiro); Fra Samuele Cultrera (+ 16 dicembre 1957, Siracusa); P. Giovanni Baglieri (+ 13 luglio 1967, Ragusa). Sono tanti i nostri fratelli che hanno scritto delle belle pagine nel Libro delle Missione della Chiesa che è in Ragusa.

Aiutiamo le nostre comunità ad aprire il libro delle missioni, a guardare con gratitudine ed esultanza le meraviglie che lo Spirito Santo, protagonista della missione, opera in ogni parte della terra; ravviviamo il fuoco della missione nel cuore di ogni cristiano e non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione. La gioia del Vangelo riempia il cuore e la vita intera dei discepoli missionari del Cristo Risorto.

p. Giovanni Battaglia

Direttore dell’UMD


Missionari Iblei: Giornata diocesana 2017 dedicata a p. Paolo Giandinoto

Dal 2015 missionario in Perù e dal 2016 superiore regionale di Cusco, p. Paolo Giandinoto è missionario dei Servi dei Poveri del Terzo Mondo originario di Vittoria. Nell’estate scorsa ha scritto una bellissima lettera rivolta a tutti gli amici e sostenitori con il racconto della sua missione tra le comunità rurali della Cordigliera della Ande in Perù.

Andahuaylillas – Cusco 30 agosto 2016

Solennità di S. Rosa di Lima

Carissimi fratelli e sorelle,

Spero che stiatetutti bene! Come sempre è da tanto tempo che avrei voluto scrivere, pero quanti impegni, quante cose da fare e pensare! La vita del missionario e tutta un’avventura continua, costante… e imprevedibile!

Sono appena tornato da un giorno di missione veramente speciale. Oggi e la festa di S. Rosa di Lima che è la Patrona d’America, e devo dire che quest’anno l’ho festeggiato in un modo specialissimo. Infatti, siamo andati a celebrare venti battesimi di bambini (meno del solito) in uno dei nostri villaggi di missione. Vi racconto un po’ la storia di questo villaggio che si chiama Mayumbamba. E un villaggio come altri dell’Alta Cordigliera molto povero. Alcuni anni fa noi padri andavamo in questo villaggio una volta al mese per celebrare la S. Messa, pero con un’assistenza quasi inesistente, in pratica, solo il catechista che fa anche da sacrestano, alcuni cagnolini del vicinato e basta. Perché la gente era abbastanza indifferente e anche perché le sette evangeliche si erano molto estese. Per questo motivo si decise di ritirarci da questo villaggio per cercare di evangelizzare altrove.

 

Quest’anno, mentre insieme ad altri padri e fratelli andavamo con la nostra camionetta, come ogni mercoledì, nei villaggi dell’Alta Cordigliera a visitare i bambini delle varie scuole pee insegnare il catechismo, portargli anche il pane e il yogurt, passando per Mayumbamba, che è il primo villaggio che sta nel cammino, le professoresse della scuola elementare di questo villaggio, avendo riconosciuto la nostra camionetta, sono uscite sulla strada per supplicarci di fermarci e dare anche ai loro alunni il catechismo e i sacramenti. Ci dicevano che la scuola era frequentata da una cinquantina di bambini e solo pochissimi (3-5) erano battezzati, ma che la maggior parte non sapevano niente né di Dio, né del catechismo.

Veramente questo non era nei nostri piani, infatti, io stavo cominciando, dato che era l’inizio dell’anno, una nuova missione in un altro villaggio che stava nelle stesse esatte condizioni, una cinquantina di bambini, senza sacramenti, senza nessuna nozione della dottrina cristiana, praticamente abbandonati. Pero in questa inaspettata supplica di questi professori intuimmo la mano provvidente di Dio, così dissi alle professoresse, che gli avrei dato una risposta, salutai i bambini, che nel frattempo erano scesi in strada per salutarci e abbracciarci, e ripartimmo verso l’altro villaggio a un’ora di strada che si chiama Parara.

Arrivati in questo villaggio, parlammo con il direttore della scuola, i bambini effettivamente non avevano ricevuto ancora nessun sacramento, né catechismo, perché questi villaggi appartengono a delle parrocchie immense e il parroco non ha la capacità materiale di arrivare in questi villaggi. Il direttore era molto commosso di vederci arrivare da così lontano, sono circa tre ore di cammino fra pietre e salti di ogni tipo strade di montagna, ai 4000 mt, strette e pericolose, con precipizi e burroni ecc. Il direttore era commosso e anche molto stupito perché era da molto tempo che non vedeva un sacerdote e desideroso di portare loro aiuti, catechismo, chitarra, canzoni, pane, yogurt e cioccolata. Tanto stupito che quasi non ci credeva. Curiosamente la sua risposta alla nostra proposta di venire ogni settimana a visitare la scuola, fu questa: “Padre, non settimanalmente, ma ogni due settimane”. La cosa mi lasciò perplesso perché è un poco fuori dal comune… normalmente tutti professori fanno a gara per ricevere aiuti… Poi pensai… Mayumbamba! Il Signore già aveva organizzato tutto! Una settimana a Mayumbamba, e l’altra a Parara, così ogni mese in totale staremo servendo a circa cento bambini senza contare la missione degli altri padri e fratelli!

E cosìa bbiamo cominciato. All’inizio non è stato tanto facile, i bambini erano un poco selvaggi, pero l’incanto della Parola di Dio, i canti, le risate, le messe ecc., hanno fatto si che sempre più aprissero i loro cuori a Dio. E cosa incredibile specialmente a Mayumbamba, dove prima non veniva nessuno, grazie soprattutto alla preziosa collaborazione di queste infaticabili professoresse,  si è riacceso un poco l’entusiasmo per la fede cattolica…

 

Ho manifestato alle professoresse che l’obiettivo principale del nostro lavoro è quello di catechizzare i bambini affinché imparino i concetti fondamentali della fede e aiutarli a riconoscere Dio come Padre, Signore e Creatore in modo da aprire il loro cuore verso orizzonti più alti e ricevendo i sacramenti farli innamorare di Dio.

Le professoresse piene d’entusiasmo si sono dedicate anima e corpo a questo progetto, noi facevamo catechismo ogni 15 giorni e loro visitavano le famiglie per spiegare l’importanza del battesimo, che bello è che i bambini siano battezzati e crescano nella fede. Così l’entusiasmo si diffuse per tutto il villaggio tutti preparavano i documenti necessari, la ricerca dei padrini, insomma alla fine s’iscrissero al battesimo venti bambini del villaggio. Praticamente un miracolo! Fu fissata la data dei battesimi il giorno di S. Rosa la patrona del villaggio e del collegio, che in Perù si festeggia il 30 di agosto.

Una cosa incredibile e particolare per questi luoghi è che anche i genitori hanno insistito per avere un incontro sul battessimo, perché non sapevano bene cosa fosse, che requisiti ecc. Così facemmo una missione di due giorni, durante la quale visitai quasi tutte le famiglie, celebrai la S. Messa ed una piccola catechesi sul battesimo. Incredibile! La Chiesetta piena, tutti attenti! Dopo quasi tre ore tra, Rosario, Messa, e catechesi il tempo è volato, pero non erano stanchi e non volevano andarsene… erano già quasi le dieci di sera!

Finalmente arriva il giorno da loro tanto atteso! È festa in tutto il villaggio, immaginate venti bambini significa che c’è una festa in ogni casa, il villaggio in festa, tutti elegantissimi e felici!

Mentre eravamo in cammino verso Mayumbamba, abbiamo visto un camion incidentato così vecchio che gli si era staccato l’asse del volante e praticamente era andato fuori strada verso un precipizio di circa 7-10 mt ma che miracolosamente si era fermato in bilico grazie a una grande pietra nella quale si era  incastrato. Nel camion c’erano varie persone, perché nella Cordigliera, ancora oggi, si usa viaggiare con i camion nella parte posteriore perché costa meno, anche se uno arriva strapieno di polvere. Ci fermiamo per dare loro aiuto e per chiedere che cosa gli era successo e praticamente questa povera gente piangendo e tremando ci ha raccontato l’accaduto e di come il camion miracolosamente si era fermato al limite del precipizio, e che loro erano tutti padrini e madrine che stavano andando al battesimo! Io gli dissi che anche io stavo andando al battesimo perché ero io che dovevo celebrarlo. Erano circa sei persone vi erano anche bambini li trasportai dentro e dietro la camionetta e li ho accompagnati fino al villaggio che tra l’altro era ormai vicino.

Appena giunti al villaggio, la gente cominciava poco a poco ad arrivare, tutti “elegantissimi”, con la tipica puntualità dell’ Alta Cordigliera, dove non esiste l’orologio. L’orologio è il sole. Così la S. Messa,che doveva iniziare alle dieci cominciò alle dodici, alcune persone si confessarono e fu molto bello perché era da molto tempo che non si confessavano, poi cominciammo la S. Messa e i battesimi. La Chiesa era strapiena ed era un poco complicato gestire i vari momenti del Battesimo dato che sembravamo delle sardine in scatola, perché la Chiesa era molto piccola, pero è stato un momento di grazia unico e commovente per loro e anche per noi. Fuori della Chiesa c’erano presenti anche i fratelli protestanti, guardavano a bocca aperta un po’ stupiti di vedere un sacerdote e tante persone e tanti battesimi… sono sicuro che poco a poco ritorneranno con noi.

Finalmente, dopo la S. Messa, ci hanno invitato a festeggiare in ogni casa pero era impossibile… erano in troppi! Abbiamo visitato solo alcune famiglie poi siamo ritornati a casa stanchi, pero contenti di aver constatato come effettivamente Gesù cammina con noi e guida i nostri passi. Lui ha voluto che facessimo missione in questo Villaggio. Come il Signore disse a Paolo: “Non aver paura, ma continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male, perché io ho un popolo numeroso in questa città”. Cfr. At 18, 9.10

Grazie Gesù perché ci guidi e ci accompagni e ci precedi. Grazie anche a voi fratelli amici e benefattori che rendete possibile la nostra missione con il vostro aiuto materiale e spirituale. Senza il vostro aiuto chissà molti di questi bambini non avrebbero potuto conoscere Dio e le sue opere meravigliose.

Finalmente siamo arrivati a casa, stanchi ma felici, per pregare ancora i Vespri Solenni di S. Rosa, poi una cena comunitaria e chiassosa con tutti i bambini, un buonissimo gelato, in onore di S. Rosa, compieta e tutti a letto.

Un caro saluto e un grande grazie a tutti voi.

Come sempre vi ringrazio per il vostro affetto e per le vostre preghiere.

Vi ricordiamo ogni giorno anche noi nelle nostre preghiere.

Dio vi benedica con tutti i doni dello Spirito Santo.

P.Paolo Giandinoto