Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

P.Paolo Giandinoto ci scrive dal Perù

A pochi mesi dal suo arrivo in America Latina, p. Paolo Giandinoto scrive la sua prima lettera da sacerdote dopo gli anni di formazione in Spagna. Il Natale, la Pasqua e il suo primo incarico sono al centro dei racconti dalla sua nuova missione tra la povera gente del Perù.

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Giovedì, 28 maggio 2015

Festa di Gesù Cristo Sommo ed Eterno Sacerdote.

  

Carissimi fratelli e sorelle,

 Non potete immaginare da quanto tempo ho desiderio di scrivervi, realmente non lo potete immaginare…! Ma anche se non ho potuto scrivervi per i troppi impegni e tanto lavoro, ogni giorno, siete nelle mie preghiere e nel mio piccolo cuore.

 Anche se sono passati appena sei mesi della mia ordinazione sacerdotale, sono successe così tante cose, tante esperienze, tanti volti, tante parole, che mi sembra che sono passati già tanti anni! Io sto bene grazie a Dio, anche se, l’atterraggio non è stato proprio morbido, perché pieno di tante attività. Sono arrivato a Cusco, dopo l’ordinazione, il 23 dicembre e ho celebrato la mia prima S. Messa con i bambini, la notte di Natale. Dopo 2 giorni sono partito per una breve missione a Colccaqui, uno di questi luoghi ancora all’età della pietra, ancora senza luce, e nel mio caso anche senz’acqua, perché nella casa dove ci alloggiavamo hanno rotto il tubo dell’acqua diretta…; poi pero ci siamo arrangiati con i bagni della scuola. È stata davvero una bella esperienza. La prima volta da sacerdote tra i poveri. Un Natale vissuto nella povertà con i poveri pastori, proprio come ci racconta il Vangelo della notte di Natale. Tutto il villaggio ha risposto con generosità, alla nostra missione, ed erano veramente contenti di tenerci con loro, e assidui alle funzioni liturgiche: Rosario, Adorazione, Messa, Processioni…; poi abbiamo dato regali di Natale ai bambini e cioccolato ai grandi… ed erano tutti veramente felicissimi. La sera, facevamo canti, giochi e un poco di catechesi; si è creato veramente un ambiente bello e familiare. Non posso dimenticare il volto nostalgico dei bambini (e anche dei grandi) il giorno che ripartivamo verso casa.

 Appena tornato da questa missione, sono andato con i ragazzi del nostro seminario minore a Lima per 15 giorni di vacanze… in un piccolo paesino sul mare (Oceano pacifico), ospiti di una famiglia umile, pero molto generosa che non ci ha fatto mancare proprio nulla. Poi, la Quaresima…., poi la Pasqua, e un’altra volta nei villaggi per il Triduo Pasquale. È stata la mia prima Pasqua da sacerdote, e l’ho passata “solo”, pero unito al Signore che con amore e premura guidava i miei primi passi sacerdotali. Così, ho potuto sperimentare la sua forza attraverso la gioia della gente povera di questo villaggio (Punacancha). Ho visitato tutte le case di questo villaggio e anche altri due villaggi vicini.

 In un’occasione, nella quale andavo per confessare nella chiesetta di uno de questi piccoli villaggi, non ho incontrato nessuno ad aspettarmi, perché la gente è molto presa del suo lavoro nei campi e delle sue pecorelle. Così, ho deciso di andare a visitare casa per casa, come i testimoni di Geova, per benedire tutte le case, i campi, le persone, pecore, cavalli e buoi… e “confessare le genti a domicilio”. Ci fu una persona, una madre di famiglia, con due angioletti per figli che giocavano a terra, (come sempre in mezzo alla sporcizia degli animali) tanto indaffarata che non voleva ricevermi, per tener la casa in disordine… (come se esistesse l’odine in quelle povere case…) e perché diceva che aveva tanto lavoro…, ma io sentì in me una forza superiore e una grande gioia, che mi diceva, “insisti”, cosa che non è del mio carattere. La signora finalmente, accettò di ricevermi e di confessarsi e fu veramente un momento di grazia straordinario per questa persona, un momento d’incontro con Gesù, nel quale ha svuotato il suo cuore da tanti e tanti pesi… “e grossi…”, tanto che in quel momento mi sembrava di rivivere il brano di Zaccheo quando Gesù gli disse: “oggi la salvezza è entrata in questa casa!”. Poi a questa signora e un’altra famiglia, nella quale ho confessato tutti (anche il cane quasi), l’ho invitati a partecipare alla      S. Messa di Pasqua, e nonostante ci fosse una larga camminata a piedi per arrivare all’altro villaggio, (forse un’ora ai 4000 mt…), con grande gioia e sorpresa ho visto che erano proprio venuti insieme ai loro bambini per partecipare alla S. Messa di Pasqua con grande devozione e commozione. Veramente, ho visto come Dio opera nei cuori di tutti gli uomini allo stesso modo; per Lui non c’è nessuna differenza tra un ricco e un povero… anzi ama alla follia le persone più umili e più povere; e quando penso che noi per fare cinque passi ci stanchiamo, ci scoraggiamo… (oggi non vado a Messa…, piove, fa freddo… ecc; … pur avendo la macchina!) mi viene la pelle d’oca! Penso che questa povera gente c’insegna che bisogna saper mettere sempre Dio al primo posto.

 Oltre alle missioni di Natale e Pasqua, e il lavoro come aiutante nel Seminario minore, ho anche l’incarico di due missioni di una giornata (la domenica e il mercoledì) in altri tre villaggi dell’alta Cordigliera… ogni settimana… Così la maggior parte del tempo me lo passo da una montagna all’altra per dare ai poveri IL PANE DI VITA E LA PAROLA DI DIO! Non c’è gioia più grande di spendere la propria vita “portando Gesù sulle proprie spalle!”.

 Ah dimenticavo! La domenica delle Palme sono entrato trionfalmente nel villaggio come Gesù con l’asino; un asino piccolino fatto su misura per me. Prima di partire, per sicurezza, gli ho dato la benedizione, devo dire che nonostante la paura delle nostre care suore…, si è comportato abbastanza bene, pero viste le mie scarse doti d’equitazione… la gente ha preferito farmi scendere in un tratto di discesa fangosa per non farmi una scivolata di queste che te la ricordi finché vivi. Così anche grazie “alla premurosa scorta” che avevo sono arrivato sano e salvo alla porta della Chiesa e ho ringraziato tutti i santi per aver tenuto buono quest’asinello che più lo accarezzavo, per farmelo amico, più si arrabbiava! Poi ho scoperto che era una femmina… e così ho capito perché fosse tanto suscettibile! Eh, eh, eh! Pero il bello deve ancore venire!

 Il 13 aprile scorso sono stato nominato superiore regionale del Cusco. So che vi viene da ridere, e anche a me, però questa è la conferma che Dio non sceglie mai le persone più intelligenti, più abili, più idonee, ma anzi al contrario come dice S. Paolo, SCEGLIE SEMPRE LE PERSONE PIÙ INADATTE di questo mondo, affinché risplenda sempre e solo la sua eterna gloria!

 Questo è anzitutto un motivo per affidarmi ancora di più alle vostre preziose preghiere, affinché sia diligente, umile, e soprattutto perennemente unito a Gesù, come ci ha insistentemente ripetuto il Signore in questa Santa Pasqua “Rimanete in me”.

 Con molta gioia vi mando anche alcune foto (in digitale…) affinché possiamo sentirci ancora più uniti, perché io mi sento molto unito a voi nella preghiera del cuore, e vi porto a spasso con me per le montagne… Ultimamente ho anche rispolverato la mia chitarra e cerco di portarmela sempre per animare le catechesi e i rosari… affinché lascino un segno profondo nei cuori dei bambini! Ovviamente non per merito mio, ma per la grazia dello Spirito Santo che sin dall’inizio del mondo non smette di alleggiare sui nostri cuori.

 Bene cari fratelli e sorelle, ho scritto questa lettera tutta d’un fiato, perché ne avevo bisogno, e perché vi voglio tanto bene! Ricordatevi sempre di questo vostro piccolo fratellino, che con voi annuncia le meraviglie di Dio ai nostri fratelli amati di queste lontane terre! Sostenetemi con le vostre preghiere adesso ancora di più che il Signore mi ha dato la responsabilità di essere modello ed esempio per i nostri bambini, fratelli, suore, famiglie…. della nostra comunità.

 Che Cristo visiti i vostri cuori e li colmi con la sua grazia traboccante, di cuore vi benedico e imploro su di voi la presenza infinita dello Spirito Santo e dei suoi doni.

 

 Con grande affetto P. Paolo Giandinoto, msp.

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