Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

La missione di p. Salvatore Amato in Congo

P. Salvatore Amato, missionario Saveriano originario di Monterosso ha scritto una lettera a fedeli e amici per l’anno 2015.

 

Carissimi amici

(Questa lettera) è un’occasione buona per potervi salutare a distanza e ringraziare per tutto quello che fate per noi e per i più poveri del mondo.

La nostra casa è diventata un Centro di spiritualità missionaria al servizio della Chiesa Locale, perché questa sia sempre più orientata verso i lontani e attenta a tutti i bisogni spirituali e materiali degli uomini.

Attorno a noi stiamo cercando di far crescere la cultura dell’amore, della giustizia, del perdono, della fraternità e della tolleranza. In questa nostra zona, durante due anni che sono qui, hanno ucciso (bruciate) tre donne accusate di stregoneria.

Da quando in agosto dell’anno scorso abbiamo organizzato il grest dei bambini (oltre mille) tutti ci conoscono e ci apprezzano: cattolici (una minoranza), protestanti, mussulmani e pagani. I padri siamo in due: P. Giulio di 80 anni che per il momento si trova in Italia per cure mediche e io che per ora faccio tutto e non ho tempo di annoiarmi. Un altro padre che sta con noi, non lavora da noi ma in città, all’economato della Diocesi, quindi parte al mattino e torna la sera. Per me non c’è problema, perché ho una buona salute e posso lavorare per più di uno. Un proverbio mashi (della tribù dei Bashi dove ero prima dice: Oli mulume na cihimbi c’owundi che vuole dire: sei un uomo più la metà di un altro).

Le attività che stiamo svolgendo sono numerose e penso di avervene già parlato, ma ve le condivido ancora perché possiate pregare molto per noi che il Signore ci dia la forza di mostrare tramite le opere quanto Dio ci ama nel suo Figlio che è morto per noi.

In questo periodo la parola di Dio che vivo di più è quella che dice: gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date! Cerco di vivere tutto con gratuità e la caratteristica della nostra comunità è diventata l’accoglienza. lo ho sempre sostenuto che qui in Africa, noi, con tutto lo sforzo che possiamo fare non riusciremo mai a testimoniare la povertà. La parola che rimpiazza povertà nel modo più perfetto è accoglienza. E’ la parola sacra che tutti capiscono, bambini, adulti, malati, poveri, ricchi, preti, suore, cattolici, pagani…..tutti tutti,ed è questa la più bella testimonianza che stiamo dando a tuffi. Ed è molto bello!

Ecco le attività principali per le quali vi chiediamo dì sostenerci con le vostre preghiere:

Orfanotrofio Si tratta di un piccolo orfanotrofio legato al nostro piccolo ospedale. Quando una mamma mette al mondo un bambino e per caso (spesso) muore, il bambino muore anche lui perché è difficile farlo vivere senza mamma Nei villaggi la mortalità di parto e frequente Avevo aiutato per tre casi di neonati senza mamma, aiutando la famiglia in un modo o in un altro dando i soldi per comprare il latte, ma sempre morti. Uno addirittura lo avevano portato in chiesa durante la messa con la speranza di salvarsi. Ma il problema e il cibo Un giorno hanno portato un bambino nato in un villaggio, La mamma morta, il padre assente Era una veccuitta che lo ha portato Questa volta ho deciso di tenerlo e abbiamo aperto come un piccolo orfanotrofio qui nel nostro ospedaletto. E qui che ho capito perché per una famiglia è difficile farlo vivere. Comprare il latte in polvere per neonati è difficile perchè costa molto. (Un) bambino è stato battezzato con il nome di BAHATI che significa Fortunato perché non è morto, e hanno voluto aggiungere anche l’altro nome AMATO perché me ne sono occupato io. Adesso cammina già e cresce bene. A questo bambino se ne sono aggiunti già altri e ci accorgiamo del peso che comporta. E’ arrivata Riziki e anche Moise, un bambino abbandonato dalla mamma che è pazza. Ultimamente è arrivata GRACIA, una bimbetta di alcuni giorni. E’ la nonna che la porta dicendoci che suo figlio aveva preso moglie ma poi è sparito e non si è più fatto vedere e possibile che sia morto. La ragazza rimasta incinta muore mettendo al mondo GRACIA e adesso non sa come fare. Gli ho chiesto cosa avesse dato da mangiare in questi giorni. Mi risponde: un po di acqua zuccherata e, per imbrogliarla, anche il mio seno e ce lo mostra per dire che non c’era niente! Le Saveriane ne hanno portato un altro di appena due mesi… e la famiglia aumenta sempre di più, speriamo nella Provvidenza che non ci è mai mancata. Come dire di no, ad una vecchietta che si presenta con un fagottino e ti chiede di aiutarla a non farlo morire. Come se non bastasse ancora sabato scorso ne hanno portata un’altra di una settimana.

Abbiamo accolto anche lei, ma questa volta purtroppo eravamo decisi a rifiutare perchè il sostegno di questi bambini è diventato pesante e impossibile. Però ho accettato ancora perchè questa volta tutta la comunità cristiana del villaggio si è detta disposta a coltivare un terreno in favore dei bambini dell’orfanotrofio La cosa mi e sembrata molto positiva che tutto un villaggio accetti di interessarsi e in più il capo comunità cristiana ha messo a disposizione anche un suo terreno Speriamo che non arrivino altri perché fa voce si è sparsa. E le spese aumentano sempre più.

Il Centro di spiritualità. Il primo scopo della nostra casa è far rifiorire la spiritualità dell’amore per i più poveri. La Diocesi di Uvira dove mi trovo ha conosciuto troppe difficoltà a tutti i livelli. Dalla guerra del ’96 non ha avuto pace. Anche come Chiesa ha sofferto molto e da 5 anni non c’era il vescovo. Da dicembre scorso c’è il nuovo vescovo ma la strada è tutta in salita. E necessario dare spazio allo Spirito per preti; suore e laici cristiani impegnati perché possano dare nuovo slancio a tutta la Chiesa di Uvira. La nostra Casa con tutta la parcella che arriva fino al lago Tanganika la stiamo ristrutturando in Centro di spiritualità. E’ tutta sabbia, ma stiamo riuscendo a trasformarla in un bel giardino adatto ad adulti, giovani e bambini, con aiuole, fiori, alberi per animali, uccelli. Tutto è come un paradiso adatto alla riflessione sulla Parola di Dio e alla preghiera. Noi siamo anche disponibili per conferenze, meditazioni, direzione spirituale e predicazioni per ritiri spirituali. ….Pian piano prende forma. L’abbiamo chiamata OASI VESTI MBELE (Gesù davanti).

Essendo come un’oasi con l’acqua pura che è il Cristo Per i bambini la frase è diventata un saluto reciproco L’uno dice Vesti mbele e l’altro risponde Sisi nyuma (noi dietro).

Gruppo infanzia missionaria. La Colonie de vacances (Grest) che avevo organizzato in agosto dell’anno scorso con 1200 bambini era stato un successo unico. Le parole chiavi erano: Fratellanza – Solidarietà – Tolleranza. E lo scopo era di aprire i bambini alla mondialità, liberi da pregiudizi razziali o di tribù che qui sono molto marcati. I bambini erano di tante tribù e anche di religioni diverse. Si sono divertiti, hanno mangiato qualcosa ogni giorno (anche questo era necessario) e sono diventati amici tra di loro Tramite loro sono diventati amici anche i genitori E’ stata una bellissima esperienza. Per non farla finire con l’estate, abbiamo pensato di continuarla trasformandola in Infanzia missionaria e incontrandoli ogni due mesi. Vengono oltre 800. Appena i bambini mi vedono, o vedono la mia macchina che tutti conoscono, gridano Amato.. Amato… Amato…” E’ così che mi chiamano e hanno inventato anche delle canzoni. Quest’anno abbiamo ancora fatto il grest nel mese di agosto i bambini erano più numerosi di l’anno scorso e sono aumentati anche gli animatori.

P Giovanni Battaglia e qualche altro sacerdote della Diocesi di Ragusa mi hanno aiutato per le magliette dove c’è scritta la frase Yesu mbele kwa watoto wa dunia nzima = Gesù davanti per i bambini del mondo intero E tutti i bambini sono organizzati per continenti: (Africa (verde), America (rosso) Europa (bianco), Oceania (blu) e Asia (giallo). E ogni continente è organizzato in fasce di età: 5-7 anni gruppo Fratellanza; 8-9 anni gruppo Solidarietà; 10-13 anni gruppo Tolleranza. Queste semplici parole sono diventate ormai talmente frequenti nel loro, linguaggio che certamente aiuteranno [bambini a cambiare la mentalità degli adulti. Durante l’anno si continua sempre come Santa Infanzia (Infanzia missionaria) e 111 ottobre si  festeggiata la patrona delle missioni Santa Teresa dei Bambino Gesù. I bambini sono venuti numerosissimi. Intanto si preparano alla giornata della Santa Infanzia, e per mandare qualcosa al Papa per i bambini del mondo, anche loro si stanno impegnando C’è solo un problema loro non hanno la paghetta, o soldi per-comprare dolci o gelato ed. nòri hàhhò pr6pri6rùfta, e per potere contribuire, stanno facendo un piccolo lavoro (pulire e tagliare erbe) per guadagnare qualcosa e mandarla a Roma.

Gruppo Giovani animatori Per potere organizzare tutti questi bambini ho dovuto anche trovare dei giovani animatori e formarli per questo scopo e loro sono diventati il gruppo missionario animatori. Ci riuniamo ogni mese. Sono oltre 60. Abbiamo momenti di formazione spirituale e educativa. A volte anche qualche film. Sono diventati i nostri amici più sinceri e ci aiutano in tutte le attività.

Gruppo di ricerca vocazionale. Il lavoro non mi manca proprio. Una volta al mese c’è il ritiro spirituale dei giovani e ragazze che sono alla ricerca della loro vocazione. La nostra Casa si presta benissimo per la preghiera, la riflessione-meditazione Aiutare altri a riflettere sulla loro vocazione (anche matrimoniale) ci aiuta a confermarci nella nostra vocazione E’ un servizio molto prezioso Pregate per questi giovani che si incontrano ogni quarta domenica del mese.

Kuufunza ni haki (Studiare è un diritto). E’ come se ci avessi preso gusto ad aiutare bambini ad uscire dall’ignoranza. Qui non ci sono diritti per nessuno!

Conoscere tanti bambini e vedere che non vanno a scuola, non riesco più a sopportano. E’ come dare loro un marchio da cui non si Obereranno mai: essere analfabeti E cosi, con il vostro aiuto che serve soprattutto per questo scopo, riesco ancora a fare studiare centinaia di bambini, che altrimenti non studierebbero A causa della crisi economica molti amici italiani non possono più aiutare e tengo a ringraziarvi di vero cuore perché voi riuscite ancora a starmi vicino con il vostro aiuto che diventa sempre più necessario e utile Attualmente sosteniamo nella scuola materna 10 bimbi della scuola elementare, 105 della scuola superiore 54, dell’Università 5 e qualche aiuto sporadico (una tantum) ad alcuni studenti bisognosi E un buon aiuto perché arriva ad oltre 1000€ al mese L’opera non si vede perché non si tratta di costruzioni con mattoni, ma e costruire un futuro per tanti bambini Purtroppo i bambini sono moltissimi e devo rifiutarne tanti perché i mezzi sono molto limitati.

Afva kwa wote (Salute per tutti) Il dispensano che avevo cominciato a costruire in questa zona da quando ero a Bukavu, senza sapere che un giorno sarei venuto qui, adesso funziona perfettamente e c’è anche un medico stabile. Con l’aiuto di un Organismo siamo riusciti a trasformarlo in piccolo ospedale e così le curesono più efficaci E veramente una grande fortuna. Ma la gente è poverissima e non riesce a pagare le cure mediche e le medicine. Lo Stato ovviamente è assente. I medici e infermieri sono pagati da quello che pagano i malati. Noi stiamo aiutando moltissimi malati pagando loro le fattùre del Centro ospedaliero, altrimenti non potrebbero curarsi. Aiutando i malati aiutiamo l’ospedale a funzionare. Come si fa ad essere insensibili quando vedi una donna o adulto malato e non sa come curarsi o un bambino che viene e piangendo ti dice: ni mgorijwa! “Sono malato” e si vede… .!Gesù era vicino ai bambini e ai malati e noi, in questo modo, continuiamo a mostrare la vicinanza di Gesù verso i malati e i bambini

Come può un bambino malato dire ‘Gesù mi ama’?, se non ci sono io che amo quel bambino?”

Incontri con i giovani nelle scuole Per potere incontrare i giovani mi sono deciso anche di insegnare in due scuole superiori e cosi ho< contatto tutte le settimane con giovani di tutte le tribù e diverse religioni. Questo mi ha dato anche l’occasione di essere conosciuto dai professori e con loro ho organizzato il corso biblico (una volta la settimana) a cui si sono aggiunti anche infermieri e altre persone interessate. Avevamo fatto una pausa durante le vacanze, e adesso, da settembre, abbiamo ripreso.

Progetto KAHORORO Si tratta di un piccolo villaggio al centro delle paludi che si trovano a qualche kilometro da noi. Avevo sentito parlare di questo villaggio ma non ci ero mai andato. Finalmente ho organizzato una visita e mi sono accorto della grande povertà Ifl CUI vive la sua popolazione Sono andato a piedi, facendo un giro motto lungo perché non c’è strada, la zona è paludosa, (si passa in piroga), senza dispensari, senza scuola.. abbandonati da tutti. Mi sono detto: qui devo fare subito qualcosa! E la prima cosa da fare è un ponte. Abbiamo cercato con il capo villaggio una zona più alta che si può ricongiungere con la grande strada se si fa un ponte di una quindicina di metri su una specie di fiumiciattolo che è più palude che fiume. Con un tecnico italiano avevamo fatto qualche calcolo di cemento, pietre, sabbia, tronchi di alberi e tavole ecc., ma, dovendo costruire dentro l’acqua , fango e sabbia le spese sono state molto superiori del previsto. Da poco più di una settimana abbiamo fatto la gettata. Vi erano più di cento persone ad aiutare gratuitamente. Abbiamo preparato riso fagioli e molta birra. I più impegnati hanno lavorato fino alle 11.00 h di notte. Per questa opera un grande aiuto lo abbiamo avuto da P. Giovanni Battaglia come Centro missionario diocesano di Ragusa che ringrazio di cuore e un altro aiuto di è arrivato dal Comune di Monterosso Almo, che !n un modo o in un altro &sernprepresente. nelle nostre opere di sviluppo sociale. Le spese sono state superiori al previsto ma ne valelva la pena. Le altre opere che seguiranno sono la scuola almeno elementare e un posto per urgenze sanitarie (poste de santé) come un dispensano in collaborazione con il nostro ospedaletto e una sala polivalente al servizio della popolazione per incontri di formazione culturale e per incontri di preghiera. La gente è entusiasta, e il capo villaggio mi ha già dato un terreno che ovviamente utilizzeremo per fare le altre opere.

Maison Maendeleo (Casa per lo sviluppo). Considerando i grandi bisogni della popolazione di Kilomoni, la zona dove mi trovo adesso, da l’anno scorso ho pensato di costruire una struttura di tre grandi aule e due piccoli uffici, per fare alfabetizzazione alle donne (tantissime) che non sanno leggere né scrivere, fare insegnare loro e soprattutto alle ragazze il cucito o altre attività prettamente femminili recuperare bambini per la scuola, soprattutto i grandicelti che non sono mai andati… insomma vedremo tutto quello che sarà possibile.., i bisogni ci sono e tanti, vedremo se avremo anche le possibilità. Intanto l’opera continua e siamo già arrivati al tetto. Questa è un’opera che non finisce con la costruzione, ma il lavoro più grande sarà quello che segue, e qui abbiamo bisogno di tanti benefattori che aiutino a dare più dignità alla donna curando maggiormente la sua formazione.

Siku kuu va Wazee (Festa degli anziani). Qui gli anziani sono proprio dimenticati, perchè non hanno pensioni e non hanno la forza per sostenersi da soli. Spesso diventono un peso in più in una famiglia già economicamente provata. Per mostrare la loro importanza, festeggiamo la loro giornata nella festa della Madonna del Rosario, il 7 ottobre. Gli invitati sono oltre 70 e puoi vedere la loro gioia che esce fuori da tulle le parti. Sembrano ringiovaniti. Prevediamo sempre una cerimonia con il rosario meditato. Un bel pranzetto che le ragazze del villaggio preparano… e un abito per ognuno di loro. Alcuni portavano ancora l’abito dato loro l’anno scorso. La musica e le danze anche se anziani, non possono mancare. Sanno danzare meglio dei giovani e quando si scatenano… Alleluia! Sto pensando che il prossimo ottobre è molto lontano e forse mi deciderò di organizzare ancora qualcosa per loro a fine anno. Vedremo se sarà possibile!!!!

La nostra casa si trova alla frontiera con il Burundi e spesso vado a Bujumbura per tanti motivi. Ultimamente sono dovuto andare per il problema dell’uccisione delle sorelle Saveriane. Tutte e tre erano mie amiche e le conoscevo da tanti anni ed erano per me un grande esempio di missionarietà. Vi chiedo di pregare molto per i missionari e perché tutta la Chiesa diventi apostolica, offriamo i nostri sacrifici come segni-di conversione e condivisione.

Ovviamente non facciamo solo questo,…ma queste sono le più importanti e visibili. La mia giornata comincia alle 5 dei mattino, alle 6 abbiamo messa con la gente, (la chiesetta nuova costruita l’anno scorso sempre piena) e io preparo la mia predica in kiswahili che pian piano sto imparando… e poi tutte le attività giornaliere…… Andiamo a letto verso le 10.00 h.

Il vostro aiuto è di grande sollievo per noi e per i nostri bambini e non so proprio come ringraziarvi. Il mio grande impegno è quello di non deludervi come missionario in questa zona dell’Africa. Da solo non potrei proprio far nulla. Tutti i giorni siamo a contatto con la miseria cui dare risposte. La miseria della gente a tutti i livelli è grande e noi facciamo del nostro meglio per potere alleviare la sofferenza di tanti e mostrare il volto bello e consolatore della Chiesa vicina ai poveri.

lo sono in Congo, alla frontiera del Burundi, vicino all’aereoporto. Venire da noi non è per niente difficile e se volete farvi un regalo anche di pochi giorni, da noi potete farlo. Farà molto bene alla salute e allo spirito

 

Un caro saluto a tutti voi. Buon Anno 2015.

Vi penso sempre, con immenso affetto Padre Amato

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