Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa


Lettera del nuovo direttore, don Santo Vitale, ai confratelli sacerdoti

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Ragusa, 8 ottobre 2017

Eccellenza reverendissima,
Carissimi confratelli.
Per prima cosa ringrazio S.E. il vescovo per la fiducia e il servizio che mi ha affidato
nell’animare missionariamente la nostra Diocesi; mi scuso con tutti voi se fino adesso non vi ho scritto neanche una riga visto che siamo già in pieno ottobre missionario.
Da alcune settimane i membri del Centro Missionario Diocesano hanno consegnato nelle
vostre parrocchie il materiale per l’animazione missionaria con l’auspicio che sia
utilizzato ed esposto nelle bacheche delle vostre parrocchie, con l’aiuto dei delegati
parrocchiali.
Se nella vostra parrocchia non vi fossero dei delegati, dei referenti per l’ufficio
missionario, vi chiedo di invitare qualcuno/a della comunità e di segnalarlo all’ufficio;
insieme cresceremo per custodire ed animare la vocazione missionaria delle comunità.
Nell’allegato trovate il messaggio del papa per questo mese missionario; la veglia di
preghiera in formato word per essere modificata come si ritiene opportuno per poterla
realizzare nei diversi vicariati della diocesi secondo il calendario stabilito a suo tempo con don Giovanni Battaglia; il calendario del Centro Missionario Diocesano con le attività
pastorali programmate, mentre, in seguito verranno comunicate le date per gli incontri
formativi dei giovani, dei delegati missionari delle diverse parrocchie della diocesi, degli
eventi nazionali e delle possibili esperienze nelle missioni.
Sapete, quando inizia qualcosa di nuovo, inizia sempre piccola, sottoterra e solo nel tempo cresce prima lo stelo, poi la pianta con i frutti. Anche per me è la stessa cosa, nel lasciarmi accompagnare, innestare dentro il Centro missionario diocesano accompagnato dall’équipe esistente per poter pian piano crescere e animare missionariamente tutta la diocesi nelle sue diverse strutture. Ho bisogno di tempo per prendere confidenza, cercherò di venirvi a trovare nelle vostre parrocchie, vi chiedo un ricordo nelle vostre preghiere.

Don Santo Vitale
Direttore

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Don Enrico Arena, promotore della pastorale missionaria

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Don Enrico Arena 
voleva essere missionario… 
e lo è stato come Dio ha voluto e dove lo ha “mandato”.
Ha aderito al Movimento dei Focolari e ne ha vissuto profondamente la Spiritualità Sacerdotale insieme ad altri confratelli (Focolare via dei Mille).
Ha lavorato da pioniere alla pastorale vocazionale creando il CE.VO. diventato vero vivaio e Comunità di accompagnamento per ragazzi e giovani, parecchi dei quali oggi preti.
Ha lavorato da pioniere alla pastorale Familiare – Matrimoniale creando il primo Consultorio Familiare di ispirazione cristiana.
Ha promosso la Pastorale Missionaria organizzando viaggi in Europa, in Africa e America creando tramite i filmati una conoscenza e sensibilizzazione dell’opera missionaria e la conoscenza di Comunità cristiane operanti nel mondo.
Don Enrico ha creduto nella Pastorale della Comunicazione realizzando reportage da inviato speciale senza frontiere e creando delle trasmissioni ad hoc nelle tivù locali… La sua creatività tecnologica lo portò a realizzare un racconto originale della Seconda Guerra Mondiale raccontata da lui con “effetti ” speciali !
Don Enrico uomo di Dio e per questo uomo tra gli uomini, ha illuminato umilmente i sentieri umani con le beatitudini…


Incontrare Siciliani in America Latina

La Testimonianza di Claudia Distefano in visita alla famiglia Macca, presso la missione francescana di Copiapò – Cile e a p. Gaetano Castello in Argentina.

Quando si fa un viaggio lungo un mese, può capitare di sentire sollievo, nel poter parlare per un giorno o un paio di giorni la propria lingua madre; se poi questa include anche l’accento siciliano, il sollievo aumenta.

Quando si fa un viaggio in Sud America, in stile economico e improvvisato, si prova decisamente sollievo nell’essere ospitati da qualcuno che ti mette a disposizione casa propria a titolo completamente gratuito: wifi e una doccia calda sono in alcune zone davvero quasi un lusso. Aggiungiamo che il nostro viaggio ci ha portato ad essere d’inverno anche a meno 5 gradi sotto zero, con bagni all’aperto e assenza di copertura telefonica. Ecco, in mezzo a tutto questo, di ritorno da 4 duri giorni in Bolivia, ho deciso insieme alla mia amica di passare da una città lungo il nostro percorso in Cile, per incontrare dei giovani missionari di cui mi aveva parlato mia madre Gisela Hein, membro dell’equipe missionaria di Ragusa.

Così abbiamo incontrato Angela e Salvatore Macca, verso la fine del nostro viaggio questo luglio (2017) e verso la fine della città di Copiapò, alle porte del deserto di Atacama. ( Foto 1, 2, 3)

L’impressione è stata di immediata e totale accoglienza. (Foto 8)Nonostante fossimo in fondo delle perfette estranee per loro, hanno dimostrato disponibilità totale, cucinato per noi cibi tipici cileni e organizzato “giri e gite perlustrativi”, dalle baracche ancora semi distrutte dall’alluvione di poco tempo fa, fino alla costa dell’oceano Pacifico, insieme ai loro due splendidi bambini bilingue. (Foto 4,5,6,7,)Unica nota negativa: il pericolo ragni velenosi! Grazie al cielo mai avvistati.

Angela e Salvo si impegnano con la loro energia giovanile, ad evangelizzare e proporre attività di aggregazione, da anni a migliaia e migliaia di kilometri da casa.

Un altro incontro in stile siciliano è stato quello con il sacerdote Padre Cayetano Castello, nella capitale Buenos Aires qualche settimana dopo. ( Foto 9) Ciò che colpisce a prima vista della città è la sua straordinaria grandezza smisurata… Una stessa strada in rettilineo, può essere lunga anche 22 km, senza che per questo si esca dalla città; il numero civico in questi casi arriva fino a 20.000! Molti dei 12 milioni di abitanti vivono in zone di anarchia, dove le strade non hanno un nome e la criminalità trionfa. Padre Cayetano ha spostato tutti i suoi impegni e mi ha mostrato il quartiere in cui opera da decine e decine e decine di anni. Qui i salesiani sono molto presenti con oratori, (Foto 10) scuole ed altri edifici; c’è molto da fare ed ogni giorno centinaia di poveri si mettono in fila per cenare alla mensa. Abbiamo visitato anche il battistero dove è stato battezzato Papa Francesco. (Foto 11 , 12)

Sono grata di avere incontrato questi compaesani siciliani nel bel mezzo dell’America latina.

Il coraggio dello spostamento e il dono dell’accoglienza sono valori preziosi.

Claudia Distefano

 


P. Amato e Suor Iannizzotto testimoni per…”Avere fiducia”

“Avare fiducia” è stato il tema scelto dagli animatori della Parrocchia San Luigi di Ragusa per i 52 ragazzi (11-15 anni) della comunità, in occasione del campo scuola vissuto a Casa San Luca, nei giorni 11/12/13/14 Luglio scorso.
La riflessione sul tema proposto era già stara avviata in Quaresima. Ai gruppi dei ragazzi, che vanno dalla prima media al secondo superiore, era stato lanciata l’iniziativa di preoccuparsi dei problemi dei vari continenti, concentrandosi particolarmente sugli stati dove si trovano i missionari iblei.
I gruppi di questa età sono 11, si chiamano tribù e prendono il nome dei 12 figli di Israele. 11 stati per 11 tribù. Il primo step: conoscere gli stati e i loro problemi; secondo step: conoscere i santi che hanno lavorato in quegli stati (la chiesa del passato); terzo step: contattare i missionari iblei che oggi lavorano in questi stati, per scoprire la fa Chiesa cosa fa ora. I ragazzi li hanno contattato via e-mail e hanno risparmiato qualcosa per donarla a loro.
Tra i tanti missionari che hanno risposto alle e-mail dei ragazzi , siamo stati fortunati ad averne due presenti proprio al campo estivo. Padre Amato (che la parrocchia di San Luigi conosce bene, perché la frequenta spesso quando è in Italia) e Suor Lucia Iannizzotto. Hanno risposto alle domande dei ragazzi con allegria e hanno fatto capire meglio i problemi e le risorse degli stati dove prestano servizio: è stato bello ascoltarli. Soprattutto hanno trasmesso il concetto di comunione tra gli uomini di chiesa: padre Amato quando già pensava di partire era stato colpito dall’entusiasmo durante la cerimonia del mandato di Suor Lucia, dove lui, seminarista, cantava nel coro. È bello sapere che tutto è collegato e che c’è una mano che intreccia i nostri fili in modi che neanche noi conosciamo ma che scopriamo con la nostra vita.
Ecco alcune risonanze su questo speciale incontro.
Simone, 3 media – Mi ha colpito molto quello che fanno per gli altri per farli stare bene e fare capire che esistono anche loro infatti io stimo i missionari per il coraggio che anno ad affrontare malattie e affrontare la vita la in quei paesi che non è facile. Un’altra cosa importante a noi studenti ci secca ad andare a scuola anche se abbiamo tutte le comodità e a scuola arriviamo in 1 minuto e invece loro fanno Km e Km per andarci
Ester 3 media – Le parole di Suor Lucia e Padre Amato sono state molto significative, mi hanno fatto tanto riflettere sul fatto che non abbiamo tutti le stesse cose…mi dispiace che ci sono persone che hanno TROPPO e persone che hanno TROPPO POCO…sicuramente ho cambiato alcuni modi nella mia vita e spero lo facciano anche i miei compagni…è stato un bell’incontro❤
Michela, 2 media – Nei missionari, supratutto su suor Lucia e Padre Amato ho visto uno spirito coraggioso che io non avrei sicuro… Mi ha colpito soprattutto come Padre Amato vede morire tante persone bambini e adulti ogni giorno… E il coraggio di una ragazza cha a 22 anni decide di diventare missionario!
Alessio, 3 media – A me i missionari mi sono piaciuti tutti e due (sono veramente degli eroi che per aiutare quelle persone si sono messe nella loro situazione ). Una cosa che mi ha colpito e il succhia veleno di padre Amato
Simone, 1 media – A me ha colpito che nonostante tutte le sofferenze che hanno patito e tutte le giungle che hanno attraversato erano contenti di essere missionari e non rimpiangere di essere partiti
Luca, 1 superiore – A me ha colpito che grazie alla loro forza spirituale e a quella di dio sono riusciti a salvare tanti bambini e tante comunità. Inoltre mi ha colpito che non si sono mai pentiti di cio che hanno fatto e penso che Non si pentiranno di cio che faranno
Ammamaria Allocca


P. Silvestro Castilletti è salito alla casa del Padre

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L’11 Luglio scorso p. Silvestro Castilletti, missionario cappuccino originario di Ragusa, è morto in Brasile all’età di 98 anni (n. 22 Marzo 1919).

Incardinatosi nella provincia di Rio de Janeiro, ultimo di 12 missionari originari della provincia religiosa dei Frati Minori Cappuccini di Siracusa in Brasile, era partito per l’America Latina  a soli tre anni dall’ordinazione sacerdotale. In occasione di una visita del padre provinciale che passava dal convento di Vittoria, dove p. Silvestro era stato destinato nel dopoguerra, ricevette la chiamata alla missione “ad Gentes”: “Vuoi andare in Brasile?”. E p. Silvestro: “Si, ora!”. E il 24 settembre del 1946.

Il 7 giugno di 2001, Padre Luis Canoa Sicheira, Ministro Provinciale di Rio, incontrandosi a ltambacurì prima di partire dopo una riunione, gli disse: “Frei, scriva le sue memorie”. E p. Silvestro, ormai poco più che ottantenne, inizia a scrivere le memorie di una lunga vita dedicata quasi interamente alla missione, pagine di un diario di bordo che intitolerà con una semplicità tutta francescana “Ricordando”, dove sono raccontati i ricordi di una vita dove la grazia di Dio si mescola con la quotidianità delle vicende umane. P. Silvestro ne racconta tanti e molti di questi li ritiene veri e propri miracoli – come usa dire nei suoi scritti –  episodi che a volte non hanno molta apparenza…”perché Dio aiuta i piccoli”.

P. Silvestro, quasi centenario, ci ha lasciato una grande testimonianza di vita consacrata in particolare alla missione e all’evangelizzazione dei popoli, dalla lontana Itanbacurì a 700 Km da Rio, stato di Minas grande come due volte l’Italia. Nel cuore pulsante di questo paese di montagna, dove ha vissuto con i molti poveri presenti in quella terra, fondata dai PP. Cappuccini per evangelizzare degli indios nativi nel centro della foresta, il suo battito si sentirà ancora…

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Pellegrinaggio missionario 2017

Programma – “Annunciare…narrando con Maria”

15,45 – Arrivi e accoglienza

16,00 – Preghiera comunitaria

16,15 – In Ascolto dei missionari

Padre Vittorio: “Guardare il mondo con gli occhi di Dio”

Suor Giovanna: “Tutto il popolo di Dio annuncia il Vangelo”

Seguono interventi in sala

17,20 – Intervallo con…dolce

17,40 – Via Lucis itinerante

18,30 – Intervallo e preparazione S. Messa

19,00 – Celebrazione Eucaristica (presiede Padre Vittorio)

20,00 – Saluti


La Giornata dei Missionari Iblei del 2 aprile, un occasione per aprire il Libro delle Missioni

La Giornata dei Missionari Iblei ci aiuta a tenere viva nelle comunità parrocchiali, movimenti e associazioni ecclesiali la coscienza che la Chiesa è universale e missionaria, aperta al mondo e ai popoli.

E’ un’occasione preziosa di preghiera di gratitudine al Signore per avere chiamato e inviato tanti nostri fratelli e sorelle a “evangelizzare” nel mondo intero. E’ occasione preziosa di preghiera perché il Signore mandi molti “operai nella sua messe” (Lc 10,2), specialmente sacerdoti che possano celebrare l’Eucaristia alle comunità che ne sono prive. E’ occasione preziosa di solidarietà concreta con i missionari che condividono con noi progetti e sogni, certi della nostra fraternità e generosità.

La Giornata dei Missionari Iblei del 2 aprile, V Domenica di Quaresima, è dedicata a sostenere due progetti presentateci da padre Paolo Giandinoto, dei Missionari Servi dei Poveri del Terzo Mondo, giovane sacerdote vittoriese in Perù – Cuzco.

Non dimentichiamo i Missionari Iblei che già vivono nella gloria di Dio, in particolare ricordando alcuni anniversari: Fra Michelangelo da Ragusa (+ 12 maggio 1917, Rio de Janeiro); Fra Lorenzo da Chiaramonte (+ 8 ottobre 1957, San Paolo – Brasile); Fra Eugenio da Comiso (+17 ottobre 1957, Rio de Janeiro); Fra Samuele Cultrera (+ 16 dicembre 1957, Siracusa); P. Giovanni Baglieri (+ 13 luglio 1967, Ragusa). Sono tanti i nostri fratelli che hanno scritto delle belle pagine nel Libro delle Missione della Chiesa che è in Ragusa.

Aiutiamo le nostre comunità ad aprire il libro delle missioni, a guardare con gratitudine ed esultanza le meraviglie che lo Spirito Santo, protagonista della missione, opera in ogni parte della terra; ravviviamo il fuoco della missione nel cuore di ogni cristiano e non lasciamoci rubare la gioia dell’evangelizzazione. La gioia del Vangelo riempia il cuore e la vita intera dei discepoli missionari del Cristo Risorto.

p. Giovanni Battaglia

Direttore dell’UMD