Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa


Missionari Martiri: Scheda di Animazione per bambini e ragazzi

* link ai sussidi della Giornata http://www.missioitalia.it/download.php?id=109&sito=Missio

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VEGLIA DI PREGHIERA Amando fino alla fine

Celebrante   Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Guida : In questa ventesima Giornata di preghiera e digiuno nella quale facciamo memoria dei missionari martiri di questo anno, mettiamo in evidenza il significato della parola “martirio” perché ci guidi subito a comprendere che l’esperienza di essere martiri riguarda tutti, in forza del battesimo che abbiamo ricevuto.

 La guida invita tutta l’assemblea a sedersi e mettersi in ascolto

  MARTIRIO E’  TESTIMONIANZA

 Lettore: Martirio significa testimonianza. Per noi cristiani è la testimonianza di un incontro che ci ha afferrato, coinvolto e che non possiamo più lasciare da parte, né dimenticare. E’ la testimonianza di una luce che ha fatto irruzione nella nostra vita e che abbiamo deciso di accogliere, amare, seguire. E’ la testimonianza della vita del Dio Gesù, il Dio che “nessuno ha mai visto” (cfr. Gv. 1,18), ma del quale Gesù  è la rivelazione piena e inequivocabile, che scalza e annienta tutte le altre immagini e maschere che noi creature umane continuamente ci facciamo di Dio. 

 Viene portato ai piedi dell’altare una luce oppure un braciere acceso che resterà acceso durante tutta la veglia.

 Guida: Esprimiamo il martirio-testimonianza ponendo il segno di una grande luce. Essa ci ricorda  che siamo chiamati a rendere testimonianza di Dio Gesù, luce del mondo e dell’umanità.

  TESTIMONIANZA DI DIO

 Lettore: Il primo testimone/martire è Dio stesso ed è alla sua testimonianza/martirio che si rifanno tutti gli altri testimoni/martiri. Paolo, nella prima lettera ai cristiani di Corinto (2,6; 1,6) dice: “Sono venuto tra voi fratelli per annunciarvi la testimonianza di Dio e ora la testimonianza di Gesù si è stabilita saldamente tra voi”.

 TESTIMONIANZA DELLA CROCE: COSI’ DIO CI AMA

Attraversa la navata centrale una Croce che viene posta accanto l’altare, con ai piedi la luce accesa precedentemente.

 Dalla prima lettera ai Corinzi (1,22-24)

Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.   

Parola di Dio

 TESTIMONIANZA DI UN AMORE CHE LIBERA

 Viene portato ai piedi della croce una catena che sarà posta attorno alla grande luce, segno che l’Amore di Dio Padre rende ogni uomo libero dalla schiavitù del peccato.

 Dal Vangelo secondo Luca (4,14-21)

Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nazaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me;per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai poveri,a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista;a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore.Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”.

 Parola del Signore

 Omelia del Celebrante o Testimonianze Missionarie                         

 TESTIMONIANZA DEI MARTIRI DEL 2011

Guida

Anche quest’anno diversi fratelli e sorelle cristiani hanno dato testimonianza di un amore fino alle estreme conseguenze. Incamminati alla sequela di Gesù, hanno vissuto da figli del Padre e da fratelli e sorelle con tutti, amando come Lui. Ne ricordiamo solo alcuni, esempi di una lunga fila di discepoli e discepole che vivono nell’anonimato, ma che sono tutti autentici testimoni di fede.

 Si fa memoria dei missionari uccisi lo scorso anno con la lettura del martirologio. Contemporaneamente verranno attaccati sulla croce dei nastri rossi per ogni martire proclamato. 

 Guida: Leggiamo adesso il testamento spirituale di Shahbaz Bhatti, Ministro delle minoranze religiose ucciso in Pakistan il 2 marzo 2011.

 Il mio nome è Shahbaz Bhatti. Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno influenzato la mia infanzia Ricordo un venerdì di Pasqua quando avevo solo tredici anni: ascoltai un sermone sul sacrificio di Gesù per la nostra redenzione e per la salvezza del mondo. E pensai di corrispondere a quel suo amore ponendomi al servizio dei cristiani, specialmente dei poveri, dei bisognosi e dei perseguitati che vivono in questo paese islamico. Mi è stato richiesto di porre fine alla mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. 

La mia risposta è sempre stata la stessa. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questo mio battagliero sforzo di aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. 

 Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese. Molte volte gli estremisti hanno desiderato uccidermi, imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Io dico che, finché avrò vita, fino al mio ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità. 

LA NOSTRA TESTIMONIANZA

 Guida: Tutti noi che abbiamo partecipato a questa Veglia nella quale abbiamo fatto memoria della testimonianza di Dio e dei nostri fratelli e sorelle martiri, non possiamo essere stati solo spettatori neutrali. La memoria ci spinge a rinnovare la scelta che abbiamo fatto nel battesimo di seguire Gesù e di essergli ogni giorno testimoni/martiri amando COME Lui ha amato. 

 Come segno finale ognuno riceverà un nastrino dai colori dei cinque continenti con su scritto il nome di una martire e il paese dov’è stato ucciso così da poter rivolgere con impegno e perseveranza le nostre preghiere per i popoli di quelle nazioni.

 Celebrante: Cari fratelli e sorelle, in comunione con la Chiesa diffusa in tutto il mondo e con i missionari che per il Vangelo donano la loro stessa vita, invochiamo insieme il nostro Dio con le stesse parole di Gesù Nostro Signore:

 Padre Nostro

 Benedizione Finale: O Dio, proteggi il tuo popolo, perdona i nostri errori e convertici al tuo amore, perché possiamo servirti con piena dedizione in tutti i giorni della nostra vita. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.


Appuntamenti diocesani fissati per celebrare la giornata in ricordo dei missionari martiri

Ufficio missionario di Ragusa
 
  Carissimi
vi inoltro la comunicazione di p. Giuseppe Burrafato (direttore Uff.Missionario di Ragusa)
con gli appuntamenti diocesani fissati per celebrare la giornata in ricordo dei missionari martiri.
 
Come potrete apprendere è già questo un appuntamento a carattere missionario di grande importanza nella Chiesa
previsto nel mese di marzo. Pertanto questo mese vivremo con la via crucis cittadina il nostro momento di preghiera e testimonianza missionaria a Vittoria.
 Il prossimo incontro (vi sarà ancora ricordato in aprile, con altri dettagli)
si terrà il 26 aprile alle ore 20,00
presso la parrocchia di San Giovanni Bosco,
con la partecipazione del gruppo missionario locale.
 
Fate girare la presente anche ad altri amici e interessati al cammino missionario.
E se avete altri indirizzi da segnalarmi, vi prego di inviarmeli
per accrescere il nostro indirizzario.
 
Pace.
     Umberto Virgadaula

@@@ UFFICIO DIOCESANO di PASTORALE MISSIONARIA @@@

Carissimi,

il 24 marzo – giorno dell’assassino di monsignor Oscar Arnulfo Romero, in Salvador, nel 1980 – la Chiesa Italiana celebra la giornata di preghiera e digiuno facendo memoria dei missionari martiri e di quanti ogni anno sono stati uccisi solo perché incatenati a Cristo. La ferialità della loro fede fa di questi testimoni delle persone a noi vicine, modelli accessibili, facilmente imitabili.

La XX GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO PER I MISSIONARI MARTIRI che si celebra sabato 24 marzo ha come slogan: “Amando fino alla fine”.

Nell’anno 2011 sono stati uccisi 26 operatori pastorali: 18 sacerdoti, 4 religiosi e 4 laici, questi nostri fratelli hanno dato la loro vita in fedeltà all’annuncio del Vangelo e al servizio dei più poveri.

La loro è stata una scelta, una decisione di vivere fino in fondo una vita evangelica, sullo stile di Gesù. Attraverso il ricordo e il sacrificio dei missionari uccisi per il vangelo, si rende presente oggi la passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, fonte e sorgente della speranza per il mondo.

Il sussidio di questa giornata, arriverà direttamente in ogni parrocchia a cura dalle Pontificie Opere Missionarie. Sul sito www.giovani.missioitalia.it è possibile scaricare tutto il materiale on-line. Si svolgeranno:

VENERDI’ 23 MARZO ALLE ORE 19.00

CATTEDRALE SAN GIOVANNI BATTISTA IN RAGUSA

VIA CRUCIS PER I MISSIONARI MARTIRI.

 VENERDI’ 23 MARZO ALLE ORE 20.00

a partire dalla Chiesa di san Giovanni Battista

in Vittoria fino alla Chiesa S. Maria Maddalena

VIA CRUCIS CITTADINA PER I MISSIONARI MARTIRI.

  Augurandovi un buon cammino quaresimale vi saluto fraternamente in Cristo.

 Ragusa, 2 marzo 2012                      

don Giuseppe Burrafato

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INDICAZIONI PER LE CELEBRAZIONI DELLA GIORNATA IN MEMORIA DEI MISSIONARI MARTIRI

«Un vescovo potrà morire, ma la Chiesa di Dio, che è il popolo, non morirà mai.» (Mons. Óscar Arnulfo Romero)

La giornata è dedicata a tutte le Chiese locali, agli Istituti e Congregazioni religiose, alle comunità e a tutti quelli che desiderano pregare per sostenere i missionari, le missionarie e le comunità cristiane che vivono oggi discriminazioni e persecuzioni.

INVITIAMO:

le COMUNITA’ diocesane, parrocchiali, gli istituti e congregazioni religiose, le comunità di vita consacrata, i seminari, i noviziati, gli animatori

• a utilizzare la veglia, la via crucis, l’adorazione eucaristica, la celebrazione ecumenica, per vivere momenti di preghiera non solo il 24 marzo ma anche nei giorni precedenti o successivi;

• a creare in Chiesa l’angolo del martirio utilizzando una croce, un drappo rosso (che potrebbe essere esposto anche davanti alla porta principale), i ceri con i colori dei continenti in cui sono morti quest’anno i missionari/e, a scrivere in modo visibile su un cartellone i nomi delle missionarie e dei missionari uccisi;

• a compiere un gesto di riconciliazione con coloro di altre confessioni che si trovano nelle nostre città;

• a informarsi se qualche missionario/a è stato ucciso nella propria diocesi anche negli anni passati e pregare anche per lui/lei;

• a offrire l’offerta del digiuno per sostenere il progetto di solidarietà proposto dalla Fondazione Missio;

Le FAMIGLIE

• a compiere un gesto di riconciliazione: tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, tra vicini di casa, tra membri della stessa famiglia, etc.;

• ad invitare a pranzo un fratello o una sorella di un Paese straniero;

• a pregare quando possibile con la propria famiglia per i missionari martiri uccisi nell’anno;

Gli AMMALATI e i SOFFERENTI

• a unire e offrire la loro sofferenza in memoria dei missionari e delle missionarie uccisi per l’annuncio del Vangelo, per sostenere il lavoro apostolico di quanti operano in ogni angolo della terra e per chiedere al Signore il dono di sante e numerose vocazioni missionarie;

• a sottoscrivere l’atto di offerta della sofferenza;

I GIOVANI

• a visitare, singolarmente o in gruppo, l’ospedale, una casa di riposo, il carcere, gli ammalati o anziani soli in casa, un campo rom, etc.;

• a donare il proprio sangue;

• a offrire l’offerta del digiuno per sostenere il progetto di solidarietà proposto dalla Fondazione Missio;

• a vivere nella propria parrocchia o diocesi la giornata di preghiera per i missionari martiri.

@ CHI VUOLE CONDIVIDERE LE INIZIATIVE REALIZZATE IN DIOCESI, IN OCCASIONE DELLA GIORNATA INVII  TESTI E FOTO ALL” UFFICIO MISSIONARIO DIOCESANO O  pegiobruno@gmail.com

NET: https://missionariblei.wordpress.com

Twitter  @MissioIblei

Facebook    Missionari Iblei

Portale Diocesano http://www.diocesidiragusa.it/pastoralemissionaria 


Don Marek Rybinski, ucciso a Manouba (Tunisia)

Don Marek Rybinski, polacco,missionario salesiano,  ucciso il 18 febbraio

33 anni, è stato trovato senza vita in un locale della scuola salesiana di Manouba. Secondo la ricostruzione del Vescovo di Tunisi, era uscito dalla casa lasciando la sua automobile alla missione. Il giorno dopo, nella sua camera è stato trovato il computer acceso. Si pensa quindi che qualcuno lo abbia fatto chiamare con una scusa, per farlo uscire, lo avrebbe rapito per poi ucciderlo il giorno successivo.

(ANS – Manouba) – Don Marek Rybinski, giovane missionario polacco a Manouba, Tunisia, è stato trovato morto stamattina nella scuola salesiana di Manouba. Incerto il movente.

Don Rybinski era stato visto dai confratelli della sua comunità ieri mattina verso le 10.00. Non vedendolo alla preghiera serale e alla messa di questa mattina, don Lawrence Essery, direttore della presenza salesiana a Manouba, si è allarmato e, non trovandolo nella sua stanza, ha allertato la polizia locale. Gli inquirenti, giunti poco dopo, hanno iniziato la ricerca di don Rybinski. Tragicamente il suo corpo è stato trovato in un ripostiglio con la gola tagliata. È il secondo religioso trovato morto in questo ultimo periodo, caratterizzato da tumulti sociali.

Alle 9.30 del mattino di ieri, don Rybinski ha avuto un contatto telefonico con suor Ewa Siuda, della Procura Missionaria di Varsavia, chiedendole l’invio di un fax che attestasse l’avvenuto trasferimento di una somma di denaro – trasferita già nel mese di dicembre – della quale la banca faceva difficoltà al rilascio.

Il 31 gennaio, nel giorno della festa di Don Bosco, i salesiani di Manouba hanno trovato sotto la porta di casa una lettera anonima che minacciava i religiosi di morte nel caso non avessero pagato. Ufficialmente la polizia non si è espressa circa il movente che resta in bilico tra il furto e il fondamentalismo religioso.
Don Rybinski, di soli 33 anni, originario dell’Ispettoria di Varsavia, Polonia, era stato ordinato sacerdote nel maggio del 2005. Nel settembre del 2007 giunse a Manouba dove ha ricoperto il ruolo di economo della comunità.
“Marek era estremamente efficiente e attraverso i suoi contatti con la procura missionaria polacca, dove aveva lavorato prima di arrivare in Tunisia, è riuscito a finanziare diversi progetti per il bene della scuola.” Ha dichiarato in una nota ad ANS don Essery. Dall’arcivescovo di Tunisi era stato nominato cappellano della comunità polacca con la quale trascorreva molto tempo preparando i ragazzi alla cresima.
Questa sera nella cattedrale mons. Maroun Elias Nimeh Lahham, arcivescovo di Tunisi, presiederà una Eucaristia in suffragio di don Rybinski.
Il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Pascual Chávez Villanueva, appena raggiunto dalla notizia, ha espresso la sua costernazione e il suo dolore

fonte: Radio Vaticana


Martirologio: Padre Fausto Tentorio, italiano,missionario del PIME,

Padre Fausto Tentorio, italiano,missionario  del PIME, ucciso a Mindanao ( Filippine ) il 17 ottobre

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 E’ stato ucciso la mattina davanti alla sua parrocchia,stava recandosi ad un incontro dei presbiteri quando è stato assalito da due uomini armati che gli hanno sparato a sangue freddo, alla testa e alla schiena. Portato in ospedale, i medici ne hanno potuto solo constatare il decesso. Lavorava nell’apostolato fra i tribali. Ha dedicato tutta la sua vita al servizio di alfabetizzazione e sviluppo degli indigeni detti lumads, in particolare alle tribù dei manobo. Ha realizzato programmi di scolarizzazione, costruito condutture idriche per dare acqua potabile ai villaggi e ai campi, ha attivato corsi di formazione. Padre Tentorio, nelle Filippine dal 1978, operava nella diocesi di Kidapawan dal 1980.

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P. Fausto Tentorio aveva fatto della sua vita un dono totale

ROMA, lunedì, 17 ottobre 2011 (ZENIT.org).- “Dono totale”: così padre Bernardo Cervellera, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) e direttore di AsiaNews, definisce sulla sua agenzia la vita di padre Fausto Tentorio, missionario originario della provincia di Lecco ucciso questo lunedì nelle Filippine.

Padre Fausto, parroco di Akaran (provincia di Nord Cotabato, nell’isola di Mindanao), è stato assassinato poco dopo aver celebrato la Messa e prima di recarsi a Kidapawan per incontrare gli altri sacerdoti della Diocesi.

L’assassino, con il volto coperto da un casco, gli si è avvicinato e gli ha sparato due colpi alla testa e alla schiena, allontanandosi poi su una motocicletta con un complice. Il sacerdote è stato portato in ospedale, ma i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

La vita di padre Fausto, ha sottolineato il direttore di AsiaNews, era un “dono totale”: “lunghe visite pastorali in moto, in macchina o a cavallo per andare a trovare i gruppi tribali più sperduti; dormire su una stuoia per terra; mangiare le povere cose degli indigeni per edificare una Chiesa dove essere straniero o locale non crea emarginazione o differenze ingiuste; impegnarsi per l’educazione di bambini e adulti”.

“P. Tentorio era un uomo di poche parole e di lui ci rimangono pochi scritti. Ma rimane forte l’affetto che gli indigeni hanno avuto per lui, da vivo e da morto”.

Il sacerdote ucciso aveva 59 anni e si trovava nelle Filippine da oltre 32.

“Affettuosamente lo avevamo soprannominato ‘il tribale’ talmente si era immedesimato con i lumad, gli indigeni di cui per trent’anni è stato il difensore contro ogni tipo di discriminazione”, ha  riferito a MISNA il confratello padre Giulio Mariani, direttore del Centro missionario Euntes a Zamboanga.

“Vestiva come loro, parlava la loro lingua, conosceva la loro cultura”, ha aggiunto. “Noi missionari del PIME perdiamo un amico, i lumad hanno perso un padre, un fratello. Sapevano che per loro avrebbe fatto qualsiasi cosa”.

“Era una persona in vista che si era impegnata molto nella difesa dei tribali, vittime di discriminazioni. Aiutava i loro figli a studiare, difendeva le loro terre ancestrali, faceva il possibile per ridare una dignità ai popoli indigeni”, ha sottolineato padre Mariani.

Nel 2003, padre Fausto era scampato a un attentato. Ad ogni modo, il suo assassinio “ha colto tutti di sorpresa”, come ha confessato all’agenzia vaticana Fides il confratello padre Giovanni Vettorello, PIME.

“Non viviamo una fase di particolare tensione, come in passato. Certo, il lavoro missionario comporta sempre rischi, ma p. Tentorio non aveva nemici, né mi ha mai detto di aver ricevuto minacce, né c’è stato un episodio eclatante per motivare il delitto. Era anche persona molto accorta e prudente”.

Il sacerdote ucciso, ha proseguito padre Vettorello, “ha dedicato tutta la sua vita al servizio di alfabetizzazione e sviluppo degli indigeni detti lumads, in particolare alle tribù dei manobo”, “popolazioni povere ed emarginate”.

In quest’opera, forse, “possono sorgere problemi relativi al possesso di terre, ai conflitti fra agricoltori, alle dispute fra tribù diverse. Ma nessuno poteva aspettarsi tale tragico evento”.

“Sono convito che il sangue di p. Fausto sia il sangue di un martire che darà buoni frutti alla missione nelle Filippine”, ha osservato padre Giovanni.

Dal canto suo, il Vescovo, monsignor Romulo de la Cruz, si è detto “inorridito e senza parole” per la tragedia.

Il corpo di padre Fausto è stato portato nella sua parrocchia, dove i fedeli lo stanno vegliando pregando senza sosta.

Padre Tentorio è il terzo missionario italiano del PIME assassinato nell’isola di Mindanao. Nel 1985 padre Tullio Favali venne ucciso a Tulunan da un gruppo di guardie private armate, mentre nel 1992 fu ucciso a Zamboanga City padre Salvatore Carzedda, impegnato nel dialogo con i musulmani.

“Giorni fa, 500 persone, i famosi black bloc, hanno messo a ferro e fuoco la città di Roma, distruggendo e incendiando”, ha osservato il direttore di AsiaNews. “Oggi Roma e il mondo scoprono che vi sono persone che per anni hanno costruito rapporti di fede e di speranza fino ai confini del mondo”. http://www.zenit.org/article-28346?l=italian – Um dossier   http://diariodiunamissione.blogspot.com/2011/10/testimonianza-missionaria-7-padre.html 

Dossier di Asia-News http://www.asianews.it/index.php?l=it&dos=147


Suor Jeanne Yegmane, congolese

Suor Jeanne Yegmane, congolese,Congregazione dell’Ordine di San’Agostino, uccisa il 15 gennaio a Dungu (RD Congo)
Uccisa in un’imboscata stradale, gli assalitori usciti all’improvviso dalla foresta hanno sparato contro i veicoli di passaggio, uccidendola. Dopo aver fermato le auto, i banditi hanno rapinato i passeggeri e incendiato i veicoli. Dopo la conclusione del suo mandato di Superiora, Suor Yegmane si era specializzata in oftalmologia a Kinshasa. Era molto impegnata nella cura dei malati e da mesi lavorava intensamente per la realizzazione del Centre Ophtalmologique Siloe d’Isiro, destinato a coprire un bacino di utenza di circa 2 milioni di persone.

http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=35427&lan=ita   http://www.cbmitalia.org/news/195-congo-uccisa-dai-ribelli-una-suora-che-lavorava-con-cbm-italia.htm


Martirologio 2011: María Elizabeth Macías Castro @NenaDLaredo

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María Elizabeth Macías Castro,messicana,del Movimento Laico Scalabriniano uccisa a Nuevo Laredo (Messico) il 24 settembre
Aveva 39 anni, conosciuta come Marisol, è stata sequestrata da un gruppo di narcotrafficanti. Dopo due giorni di ricerche e di drammatico silenzio, il suo corpo senza vita è stato rinvenuto in una strada orrendamente mutilato. Era membro del comitato centrale del Movimento Laico Scalabriniano e lavorava presso la casa del Migrante.
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María Elizabeth Macías Castrol, uccisa nello stato di Tamaulipas, Messico, era caporedattrice della testata Primera Hora e madre di due figli: accanto al suo corpo sono stati rinvenuti tasti di computer, un lettore di mp3 e diversi cavi insieme ad un messaggio che indica l’omicidio come una rappresaglia per le denuncie delle attività criminose fatte dalla vittima attraverso i social network.

Amnesty international ha chiesto alle autorità messicane di indigare a fondo su questo ennesimo omicidio di una giornalista non solo affinché gli assassini non rimangano impuniti ma per non indebolire ulteriormente l’esercizio della libertà di espressione e del diritto all’informazione in Messico.

In Messico i giornalisti e le giornaliste sono sottoposti a grosse pressioni, vivono sotto continue minacce e spesso non possono scrivere liberamente per le censure imposte dagli editori che cercano di evitare guai con i narcotrafficanti. Così la Rete di blog come Wikinarco, Blogdelnarco e di utenti dei social network hanno cominciato a fare informazione dal basso pagando spesso con la vita il loro impegno.

Così è successo, ad esempio, a due blogger trovati impiccati diversi giorni fa accanto ai cui corpi è stato lasciato il messaggio: Questo è quello che succederà a tutti quelli che postano cose divertenti su internet. È meglio se fate attenzione. Sto per venirvi a prendere.

Lo scorso 14 settembre sempre nella stessa zona sono stati rinvenuti i corpi di altre persone accanto a cui è stato trovato un biglietto che qualificava i loro omicidi come una rappresaglia per aver denunciato sulla rete le attività portate avanti dalla delinquenza organizzata della città.

Con l’omicidio di María Elizabeth Macías Castro sono almeno 8 gli omicidi di lavoratori/trici dell’informazione uccisi dall’inizio dell’anno.

Missionaria laica Scalabriniana http://blogsdelagente.com/el-rincon-de-fredy-clarin/2011/09/27/otra-periodista-asesinada-en-mexico-era-misionera-laica/
“NenaDLaredo Q.E.P.D. 1972-2011. Siempre estarás PRESENTE”.
http://lastresyuncuarto.wordpress.com/2011/09/29/nenadlaredo/

http://pisandocharcosaguirre.blogspot.com/2011/09/el-peor-crimen-es-el-silencio-la-muerte.html