Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa


P. Amato e Suor Iannizzotto testimoni per…”Avere fiducia”

“Avare fiducia” è stato il tema scelto dagli animatori della Parrocchia San Luigi di Ragusa per i 52 ragazzi (11-15 anni) della comunità, in occasione del campo scuola vissuto a Casa San Luca, nei giorni 11/12/13/14 Luglio scorso.
La riflessione sul tema proposto era già stara avviata in Quaresima. Ai gruppi dei ragazzi, che vanno dalla prima media al secondo superiore, era stato lanciata l’iniziativa di preoccuparsi dei problemi dei vari continenti, concentrandosi particolarmente sugli stati dove si trovano i missionari iblei.
I gruppi di questa età sono 11, si chiamano tribù e prendono il nome dei 12 figli di Israele. 11 stati per 11 tribù. Il primo step: conoscere gli stati e i loro problemi; secondo step: conoscere i santi che hanno lavorato in quegli stati (la chiesa del passato); terzo step: contattare i missionari iblei che oggi lavorano in questi stati, per scoprire la fa Chiesa cosa fa ora. I ragazzi li hanno contattato via e-mail e hanno risparmiato qualcosa per donarla a loro.
Tra i tanti missionari che hanno risposto alle e-mail dei ragazzi , siamo stati fortunati ad averne due presenti proprio al campo estivo. Padre Amato (che la parrocchia di San Luigi conosce bene, perché la frequenta spesso quando è in Italia) e Suor Lucia Iannizzotto. Hanno risposto alle domande dei ragazzi con allegria e hanno fatto capire meglio i problemi e le risorse degli stati dove prestano servizio: è stato bello ascoltarli. Soprattutto hanno trasmesso il concetto di comunione tra gli uomini di chiesa: padre Amato quando già pensava di partire era stato colpito dall’entusiasmo durante la cerimonia del mandato di Suor Lucia, dove lui, seminarista, cantava nel coro. È bello sapere che tutto è collegato e che c’è una mano che intreccia i nostri fili in modi che neanche noi conosciamo ma che scopriamo con la nostra vita.
Ecco alcune risonanze su questo speciale incontro.
Simone, 3 media – Mi ha colpito molto quello che fanno per gli altri per farli stare bene e fare capire che esistono anche loro infatti io stimo i missionari per il coraggio che anno ad affrontare malattie e affrontare la vita la in quei paesi che non è facile. Un’altra cosa importante a noi studenti ci secca ad andare a scuola anche se abbiamo tutte le comodità e a scuola arriviamo in 1 minuto e invece loro fanno Km e Km per andarci
Ester 3 media – Le parole di Suor Lucia e Padre Amato sono state molto significative, mi hanno fatto tanto riflettere sul fatto che non abbiamo tutti le stesse cose…mi dispiace che ci sono persone che hanno TROPPO e persone che hanno TROPPO POCO…sicuramente ho cambiato alcuni modi nella mia vita e spero lo facciano anche i miei compagni…è stato un bell’incontro❤
Michela, 2 media – Nei missionari, supratutto su suor Lucia e Padre Amato ho visto uno spirito coraggioso che io non avrei sicuro… Mi ha colpito soprattutto come Padre Amato vede morire tante persone bambini e adulti ogni giorno… E il coraggio di una ragazza cha a 22 anni decide di diventare missionario!
Alessio, 3 media – A me i missionari mi sono piaciuti tutti e due (sono veramente degli eroi che per aiutare quelle persone si sono messe nella loro situazione ). Una cosa che mi ha colpito e il succhia veleno di padre Amato
Simone, 1 media – A me ha colpito che nonostante tutte le sofferenze che hanno patito e tutte le giungle che hanno attraversato erano contenti di essere missionari e non rimpiangere di essere partiti
Luca, 1 superiore – A me ha colpito che grazie alla loro forza spirituale e a quella di dio sono riusciti a salvare tanti bambini e tante comunità. Inoltre mi ha colpito che non si sono mai pentiti di cio che hanno fatto e penso che Non si pentiranno di cio che faranno
Ammamaria Allocca


P. Silvestro Castilletti è salito alla casa del Padre

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L’11 Luglio scorso p. Silvestro Castilletti, missionario cappuccino originario di Ragusa, è morto in Brasile all’età di 98 anni (n. 22 Marzo 1919).

Incardinatosi nella provincia di Rio de Janeiro, ultimo di 12 missionari originari della provincia religiosa dei Frati Minori Cappuccini di Siracusa in Brasile, era partito per l’America Latina  a soli tre anni dall’ordinazione sacerdotale. In occasione di una visita del padre provinciale che passava dal convento di Vittoria, dove p. Silvestro era stato destinato nel dopoguerra, ricevette la chiamata alla missione “ad Gentes”: “Vuoi andare in Brasile?”. E p. Silvestro: “Si, ora!”. E il 24 settembre del 1946.

Il 7 giugno di 2001, Padre Luis Canoa Sicheira, Ministro Provinciale di Rio, incontrandosi a ltambacurì prima di partire dopo una riunione, gli disse: “Frei, scriva le sue memorie”. E p. Silvestro, ormai poco più che ottantenne, inizia a scrivere le memorie di una lunga vita dedicata quasi interamente alla missione, pagine di un diario di bordo che intitolerà con una semplicità tutta francescana “Ricordando”, dove sono raccontati i ricordi di una vita dove la grazia di Dio si mescola con la quotidianità delle vicende umane. P. Silvestro ne racconta tanti e molti di questi li ritiene veri e propri miracoli – come usa dire nei suoi scritti –  episodi che a volte non hanno molta apparenza…”perché Dio aiuta i piccoli”.

P. Silvestro, quasi centenario, ci ha lasciato una grande testimonianza di vita consacrata in particolare alla missione e all’evangelizzazione dei popoli, dalla lontana Itanbacurì a 700 Km da Rio, stato di Minas grande come due volte l’Italia. Nel cuore pulsante di questo paese di montagna, dove ha vissuto con i molti poveri presenti in quella terra, fondata dai PP. Cappuccini per evangelizzare degli indios nativi nel centro della foresta, il suo battito si sentirà ancora…

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