Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

“PORTA LA MISERICORDIA CON GIOIA”

3“PORTA LA MISERICORDIA CON GIOIA” è stato il tema del Convegno Nazionale annuale Missio Ragazzi 26 al 28 febbraio.

E’ la seconda volta che partecipo come inviata della nostra diocesi; anche quest’anno il convegno ha luogo al CUM (Centro Unitario Missionario) di Verona.

I partecipanti sono 67, un po’ meno del 2015 ma con una maggiore presenza maschile e giovanile.

Il numero delle diocesi rappresentate purtroppo è sempre piccolo: 26 sulle 224 diocesi in Italia.

Dalla Sicilia siamo 12, veniamo da cinque diocesi (Catania, Messina, Piazza Almeria, Palermo, Ragusa)

Com’è piccolo il mondo quando ci si incontra nello stesso spirito: Raffaella ha una figlia che studia a Düsseldorf (vicino casa mia); Jessica da Trento era compagna di cammino da …. a ….. di Maria Giovanna di Comiso e di Maria Pia, Comboniana Secolare che per diversi anni ha collaborato con i giovani “Missione in cammino” della nostra diocesi; con la giovane coppia di Catania ci ritroviamo già sulla navetta dall’aeroporto; P. Claudio ha fatto il noviziato insieme a P. Amato.

 

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Calorosa l’accoglienza della suora burundese alla reception, fredda invece quella nella stanza; in un’ala del secondo piano non funzionano i termosifoni. Qui bisogna mettere in pratica lo spirito missionario: infilo un golfo sul pigiama, metto un’altra coperta e mentre sento ballare l’avvolgibile  per il forte vento, sono felice di avere un tetto sulla testa. Dal rubinetto usciva addirittura acqua calda! La gioia è grande quando trovo la stanza riscaldata pomeriggio successivo. Solo confrontando le situazioni si comprende la vita!

E’ Don Mario, un sacerdote giovanissimo, nuovo Segretario Nazionale di Missio Ragazzi ad introdurre i lavori e a guidarci in questi tre giorni fra ascolto, laboratori, riflessione, condivisione e preghiera.

Come annunciare il Vangelo (Lc: Gesù invia altri 72 dicepoli) oggi ai giovani nelle scuole, nelle parrocchie? Don Mario ci mette in guardia dal non privatizzare la Parola perché è proprio questo atteggiamento la “radice perchè non si esprime la misericordia” (Papa Francesco). La Parola  “è efficace a suo modo e in forme molto diverse, tali da sfuggire spesso alle nostre previsioni e rompere i nostri schemi” (Evangelii Gaudium 22).

Don Michele Falabretti, direttore Ufficio Nazionale Pastorale Giovanile, nella sua relazione “La Misericordia e i gesti nella vita pastorale” ci mette davanti a due immagini.

  • La Chiesa di oggi sembra una grande nave in mezzo al mare che ha perso la rotta  perché le vecchie cartine non funzionano più. L’equipaggio (le comunità) sotto coperta continua a portare avanti il proprio lavoro. Avverte lo smarrimento ma spera che il comando sul ponte faccia bene.

Abbiamo messo i giovani nel salone delle feste, contenti che così non creano problemi, invece di coinvolgerli nel comando.

  • La Chiesa sembra trovarsi davanti ad un’aurora boreale, quando ci si chiede: E’ un’alba o il tramonto? Così c’è chi pensa stiano iniziando tempi nuovi e chi vede la fine di tutto.

 Papa Francesco, primo Papa nato sotto l’equatore, lì, dove l’acqua nel rubinetto gira a contrario, chiede a tutti noi di cambiare punto di vista. Il “valore” degli scandali nella Chiesa è quello di farci capire che ad oscurare il volto di Gesù siamo noi stessi. Possiamo garantire la nostra credibilità solo se torniamo al Vangelo, solo se troviamo l’arte di tenere accesa la fiamma della Fede.

 

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A questo punto Don Michele dà largo spazio al Messaggio di Papa Francesco ai Ragazzi in occasione del Giubileo, incontro a Roma ad Aprile. Le nostre relazioni sono buone se parlano di Dio. L’educatore non è colui che vuole cambiare i ragazzi ma colui che sta accanto a loro soprattutto nell’adolescenza quando si destruttura la vita, si mette in discussione tutto: la famiglia, perfino i genitori… e naturalmente anche il Vangelo. L’animatore è colui che aiutata a rimontare  tutto.

La sera la missione si fa prossimo negli incontri personali a tavola, nella mensa con alcuni ragazzi profughi; provengono dal Burkina Faso, dalla Nigeria e dal Ghana.

Dopo la messa e una buona colazione il sabato mattina – il caffè lascia a desiderare un po’- ci ritroviamo in sala conferenze per la Lectio Divina, guidata da Padre Gianfranco Vianella, missionario del Pime nuovamente in partenza per il Brasile.

La parabola della pecorella smarrita è ben conosciuta ma questa volta colgo una novità su cui non avevo mai riflettuto: Padre Gianfranco ci fa notare che il gesto di prendere sulle spalle la pecorella ritrovata, non è solo un gesto di affetto ma alzandola, il pastore la rende capace di vedere il mondo da un’altra prospettiva. La misericordia di Dio ci permette di fare diventare tutto nuovo.

La Dottoressa Iolanda Di Domenica, docente di recitazione e scrittrice di testi creativi-didattici, ci presenta il suo progetto “Non smettere di sognare”.

Il suo testo “Mon petit ami”, sviluppato per i reparti pediatrici e per altre strutture educative a Bruxelles, è stato ora adottato da alcuni coordinatori scolastici a Kinshasa/Rep. dem. del Congo. In breve il testo, tradotto in italiano e adattato al tema Missio, sarà pubblicato per le edizione Paoline.

 

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Nei vari laboratori (scenografia e pittura, danza africana e di gruppo, canto e tecnica digitale) prepariamo una festa nella quale alla fine ci ritroviamo tutti protagonisti.

La Dottoressa Iolanda ci segue nei lavori del laboratorio “recitazione”. Affascinante vedere come da tanti singoli pezzettini viene fuori un bellissimo mosaico; tutto senza prova generale  ma possiamo intuire l’impegno di preparazione che ci sta dietro.

A questo punto desidero ringraziare di cuore l’equipe che ha reso possibile l’armonioso e fruttuoso svolgimento dell’incontro. Cantando e ballando, seguendo l’entusiasmo della nostra guida e animatrice Eleonora, l’inno della GMR 2016 “Come Gesù” ci accompagna. La storia del protagonista del video, Ettore, un povero artista che tramite questo lavoro ha ritrovato la gioia dei colori e la stima degli abitanti del paese, ci ha commosso.

Sabato sera siamo tutti diretti verso il museo africano alla casa madre dei Comboniani. A guidarci è l’instancabile P. Elio, missionario in Benin, Togo, Ruanda e Burundi. La struttura è molto accogliente. Non si limita a mostrare tanti oggetti ma in vari powerpoint riesce a presentare bene al visitatore la storia del continente africano.

Domenica mattina Chiara spiega brevemente, per chi non la conosce ancora, la storia delle POIM. Ci fa notare un cambiamento avvenuto qualche anno fa: l’opera missionaria non prevede più una propria iscrizione ma vuole essere a servizio di chiunque sia interessato alla missione. I sussidi di animazione non sono più destinati direttamente ai ragazzi ma agli animatori. L’obiettivo del “Ponte d’oro”, ora affidato alla redazione della rivista “Popolo e missione” è quello di arrivare in TUTTE le case dei ragazzi battezzati. L’animatore missionario non è colui che cerca di attirare i ragazzi a sé (gruppo privilegiati) ma fa animazione nei vari gruppi, lì dove i ragazzi sono. La nuova proposta missionaria per l’estate per esempio, può essere inserita in un Grest già esistente e i disegni nella newsletter possono arricchire gli incontri di catechismo.

Don Mario riassume i vari interventi al convegno e fa notare che lo slogan “Porta la misericordia con gioia” non è un semplice imperativo, ma si rifà anche all’immagine della porta in quanto luogo di passaggio e di cambiamento da un modo di essere ad un altro.

Papa Francesco ci invoglia a dare vita al Vangelo, perché “la gioia è segno di libertà cristiana” (video https://www.youtube.com/watch?v=I9OUR4jL63M ).

 

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Il convegno si conclude con il pranzo, dopo la Santa Messa celebrata da tutti i sacerdoti e il diacono presente.

Anche quest’anno mi colpisce il disegno all’entrata della chiesa. Di certo anche questo convegno ci ha dato ancora una volta lo slancio per mettere in pratica ciò che Egli ci ha detto.

Ci diamo l’appuntamento per il 10-11-12 marzo 2017, questa volta a Roma.

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