Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Rimpatriata “verdeoro” dei missionari iblei

Ripantriata Dieli

Nella foto sopra, da destra: Giovanni Benvissuto, p. Giovanni Battaglia, Suor Giovanna Dieli,            p. Giovanni Giglio, suor Teresa Dieli, Umberto Virgadaula

Teresa e Giovanna Dieli, Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria (dette anche d’Egitto), dopo 57 anni Teresa e 49 anni Giovanna di missione in Brasile, sono rientrate in Italia dall’estate del 2014. Le abbiamo incontrate nella residenza di campagna di uno dei fratelli delle suore missionarie nei pressi di Vittoria e abbiamo potuto rivolgere loro qualche domanda per conoscere meglio la loro missione negli ultimi anni di servizio e qualcosa della loro attuale vita in Italia.

«Ci manca così tanto la missione in Brasile che non potremo mai adattarci qui in Italia…» – esordisce Teresa – che mostra ancora tanta energia, voglia di donarsi e un pizzico di nostalgia per la sua missione di psicologa a servizio del popolo di Dio in Brasile. Ricordiamo loro che abbiamo avuto tante notizie dalla loro missione in Brasile. Molte sono state pubblicate nel libretto che la Diocesi di Ragusa ha pubblicato nel 2004 sui Missionari Iblei. Chiediamo allora qualcosa sui loro anni di missione dopo il Giubileo del 2000.

Dove s’è svolta la vostra missione negli ultimi anni di presenza in Brasile?

Suor Teresa: «Nel 2004 mi è stato diagnosticato un tumore al cervello e sono stata operata, ma dopo un anno già mi ero ripresa abbastanza bene. Così nel 2005 sono stata trasferita dal mio istituto a Campinas dove con una équipe di psicologi ho ripreso un servizio che avevamo interrotto qualche anno prima e che riguardava un centro di assistenza e di aiuto a religiosi in difficoltà o in crisi vocazionale e personale. E ne abbiamo aiutati tanti e con tanti problemi, facendoci toccare con mano i tanti volti della sofferenza interiore dell’uomo. Lì a Campinas mi occupavo anche della formazione delle postulanti e ho ritrovato per qualche hanno anche mia sorella Giovanna. Con lei non sempre abbiamo lavorato nella stessa città».

Qual’era la missione di Suor Giovanna prima della malattia?

Suor Teresa: «Mia sorella ha lavorato tanto presso lo Studentato che il nostro istituto ha in Campinas. Con 1 milione e 300 mila abitanti Campinas rappresenta un po’ la capitale culturale del Brasile. Lì si riversano migliaia di studenti che ambiscono a formarsi nelle migliori e più prestigiose università di tutto il Brasile, compresa l’Università Pontificia. Solo per poco tempo è stata trasferita da Campinas a Serra Negra per dirigere un pensionato per turisti, giacché in quella terra di montagna è molto frequentata da turisti, ma dopo aver accusato l’ictus è stata nuovamente trasferita a Campinas sino al 2 luglio dell’anno scorso quando siamo definitivamente rientrate in Italia».

Adesso siete in Italia. Come vivete la vostra vocazione missionaria?

Suor Teresa: «Io sono stata incaricata dalla mia Madre Generale di occuparci della scrittura di testi a commento dei miracoli di guarigione di Gesù che possano aiutare le suore per il loro servizio di assistenza ai sofferenti e ai malati. Ma le mie giornate passano veloci anche per altre attività, nonostante avessimo da qualche tempo celebrato io nel 2006 e mia sorella nel 2011 i nostri 50 anni di professione religiosa. Sono stati quasi tutti spesi per l’America Latina, per il nostro Brasile…una terra che ci manca tanto, soprattutto perché potevamo spenderci specie con i giovani. Al rientro potevamo scegliere tra Napoli, Palermo e Spello. Noi abbiamo scelto l’Umbria perché in quella casa del Pellegrino della nostra Congregazione possiamo metterci al servizio ancora dei giovani e delle famiglie che vogliono visitare i luoghi di San Francesco e quella magnifica terra che ha donato tanti altri santi alla Chiesa. Spello offre anche la giusta assistenza sanitaria per le nostre necessità di salute, specie per mia sorella Giovanna dopo l’ictus che dal 2010 ha ridotto alcune funzioni neurologiche e abilità fisiche. Ora che lasciamo questa nostra terra ragusana per una destinazione più vicina vi rivolgiamo l’invito a venirci a trovare a Spello. Saremo felici di accogliervi nella nostra casa».

La nostra gioia è stata grande nell’incontrare nell’occasione anche padre Giovanni Giglio , Fidei Donum della Diocesi di Ragusa dal 1979 in sudamerica (Brasile e Cile).

Intervista a cura di

Umberto Virgadaula

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