Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Martyria

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La “Martyria”è la conditio sine qua non per essere veramente discepoli di Gesù che in
questo non fa sconti a nessuno. Tutti infatti siamo chiamati a testimoniare la nostra fede, a
raccontare il nostro incontro col Risorto, a sopportare ogni sorta di tribolazione, ingiustizia,
persecuzione fisica e spirituale, incomprensioni di qualsiasi genere, pur di trasmettere la
Buona Notizia che noi stessi abbiamo ricevuto da altri.

Viviamo in un’epoca dove però sembra diventato difficilissimo testimoniare la propria
fede, noi cristiani in Italia abbiamo perso il sapore del nostro essere sale della terra e
spesso riduciamo il nostro annuncio a sterili e poco credibili dissertazioni sul tema con pure
l’aggravante di perbenismi che odorano più di ipocrisia che di cristianesimo.

Martirio vuol dire testimonianza, martire è dunque colui o colei che testimoniano. Siamo
giustamente tenuti a reputare tali, solo coloro che nel compiere questo annuncio
perdono drammaticamente la vita a causa della violenza altrui. Per cui la maggior parte
di noi può ritenersi esente da questa martyria visto che vive in realtà più o meno pacifiche
dove nessuno ti darebbe mai una sberla in faccia per aver parlato di Gesù.

Ci rendiamo però conto che commettiamo un grosso errore così pensando, poichè se
martyria è testimonianza allora riguarda ogni battezzato, ogni cristiano che si reputi
discepolo del Maestro non può sottrarsi dalla testimonianza. I Vangeli per altro sono
chiarissimi in questo e Gesù stesso più volte mette in evidenza questa necessità. Questo fa
della nostra chiesa una comunità missionaria, una parrocchia che testimonia l’Amore di
Cristo non solo negli eventi in cui “giochiamo in casa” ma soprattutto in quei luoghi di
minoranza, in quei luoghi dove lo spazio lo condividiamo con moltissimi altri che
potrebbero non pensarla come noi.

Quante volte nella nostra giornata parliamo ad altri di quanto e come Gesù abbia
sconvolto la nostra vita? Di come non riusciamo più a prescinderlo nelle scelte di ogni
giorno e di quanto lo sentiamo profondamente vicino?
La risposta ideale dovrebbe essere “sempre” ma si accettano anche promesse di fedeltà
con rinnovo quotidiano, sicuramente non “prestazioni occasionali”, poichè il Vangelo non
è per un’occasione di vita ma volendo giocare con le parole è la nostra occasione di
Vita.

Papa Francesco sin dall’inizio del suo pontificato ci esorta ad attraversare le periferie, ad
entrarvi ed impiantare lì la nostra dimora, la nostra tenda missionaria, poichè quelle
periferie sono il luogo preferito di Gesù, la strada è il luogo in cui Gesù ha scelto di vivere e
di annunciare il Vangelo.
Martyria è dunque uscire da se stessi, per entrare nella casa dei poveri e rinascere con Lui
ogni giorno attraverso un annuncio che instancabilmente ci spinge sulle strade del
mondo!

Alex Zappalà Prof. Luca Moscatelli
Segretario Nazionale Missio Giovani Teologo Centro Studi Missio

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