Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

SIRIA È MISSIONE. LA SFIDA ECUMENICA E INTERRELIGIOSA

A conclusione della settimana dedicata alla preghiera per l’unità dei cristiani rivolgiamo il nostro interesse verso i cristiani d’Oriente troppo spesso – come afferma il giornalista Giuseppe Caffulli – “fratelli dimenticati”. E lo facciamo ponendo l’attenzione verso quei luoghi che furono teatro della più importante conversione cristiana di tutti i tempi (ricordata il 25 di questo mese) e dai quali partì la più grande “operazione missionaria” al mondo. Ci uniamo,inoltre, alle iniziative di preghiera che giorno 29 Gennaio sono state realizzate in tutto il mondo per i siriani.

Damasco - città vecchia - antico tempio di Giove da cui si può accedere al famoso suq al- Hamidiyya

Damasco – città vecchia – antico tempio di Giove da cui si può accedere al famoso suq al- Hamidiyya

di Valeria Gennaro Selvaggio

“Come potrei dimenticare il magnifico contributo dato alla storia della Cristianità dalla Siria e dalla regione circostante? Fin dai suoi inizi troviamo qui delle comunità fiorenti; nel deserto di Siria è sbocciato il monachesimo cristiano e nomi di siriani come Efrem e Giovanni Damasceno sono per sempre incisi nella memoria cristiana. Alcuni miei predecessori sono nati nella regione. Penso, infine, anche alla grande influenza culturale dell’Islam di Siria che, sotto i califfi ummayyadi, si è esteso fino alle rive più lontane del Mediterraneo.”

È il discorso pronunciato il 5 maggio 2001 da Giovanni Paolo II, appena sbarcato all’aeroporto di Damasco. Esaminiamo attentamente le parole del Papa. Innanzitutto mi preme chiarire l’espressione: “dalla Siria e dalla regione circostante”. Ebbene, tale espressione può essere spiegata con quella araba “S™riy… al-Kubr…”, “Grande Siria” o “Siria Storica” che corrisponde ad un territorio più vasto della Siria attuale e che ingloba Libano, Giordania, Palestina. Questa regione era nota anche come “Bil…d aš-Š…m” (in arabo “Paese del Nord”), termine usato dagli abitanti della penisola arabica per definire una  vasta area situata a settentrione dei deserti arabici.

Ora, l’intervento del Santo Padre mette in evidenza la duplice vocazione di questa terra che fu sia culla del Cristianesimo sia culla della civiltà islamica.

Cristianizzata nell’anno 37, la Siria fu luogo della missione di San Paolo, “l’Apostolo delle Genti”,  dopo la sua conversione. L’aramaico, lingua di Siria, era parlato da Gesù e dai suoi discepoli i quali per la prima volta nel 43, nell’antica capitale Antiochia, presero il nome di Cristiani. Gli abitanti di Ma¼l™l… sono gli eredi di quella lingua. La presenza del fenomeno ascetico-monastico, attestata già alla fine del III secolo (tra i cui protagonisti ricordiamo San Simeone lo Stilita e San Marone), fu caratteristica nella Chiesa siriaca.

Sotto gli Ommayadi la Siria fu il centro propulsore dell’Isl…m ma i nuovi governanti fecero appello ai cristiani perché li aiutassero ad amministrare popoli di cui ignoravano quasi tutto. San Giovanni Damasceno seguì l’esempio di suo padre e si mise al servizio dei califfi. Sotto questa potente dinastia (661-750) in Siria cristiani e musulmani vivevano di buon grado.

Se attribuiamo alla “Siria Storica” il ruolo di “culla del cristianesimo” da un lato e quello di “culla della civiltà islamica” dall’altro, non sarà difficile comprendere il suo ruolo di ponte di dialogo fra le culture. Nel Bil…d aš-Š…m, d’altronde, sono nate le tre grandi religioni monoteiste e il panorama intercomunitario che ha caratterizzato la Siria fino ai giorni nostri fa da filo conduttore tra Cristianesimo e Isl…m.

Prendiamo ad esempio lo scenario della Capitale. Qui l’antico tempio romano destinato al culto del dio Giove, trasformato in epoca bizantina nella cattedrale dedicata a San Giovanni Battista, con l’avvento della dinastia Ommayade divenne quella che oggi è la Grande Moschea della Città dove si dice sia conservata la testa del santo, venerata da cristiani e musulmani. Nelle vicinanze c’è anche la tomba di Saladino. La Grande Moschea degli Ommayadi è stata per lungo tempo il centro della vita religiosa e del sapere. Dopo La Mecca, Medina e Gerusalemme il quarto luogo santo dell’Isl…m sunnita è, appunto, Damasco. Sempre nella città vecchia si trova la cappella di Sant’ Anania, il discepolo che battezzò San Paolo.

Al mio arrivo a Damasco nell’estate 2005 sono stata colpita subito da questo panorama intercomunitario. Dai miei incontri “su strada” con religiosi, ma anche bottegai e negozianti cristiani, emergeva l’orgoglio di quella gente nell’abitare una terra che vanta fatti storici importanti per la cristianità: dalla conversione di San Paolo alla visita di Giovanni Paolo II (2001).

Passeggiando per le strade della “medina”, nella parte antica, edicole votive, case e vicoli mi ricordavano lo scenario di un particolare presepe: c’era un’atmosfera magica, anzi mistica, in lontananza si poteva sentire il suono delle campane di una chiesa che si confondeva e si perdeva poi nella calda voce di un mu’a÷÷in che invitava alla preghiera. Si dice che proprio lungo la via che parte da B…b Šarq† San Paolo cadde da cavallo. Forse non è un caso che la più importante conversione cristiana di tutti i tempi, dalla quale scaturì la più grande “operazione missionaria” al mondo, avvenne in quei luoghi caratterizzati storicamente dall’incontro fra culture e dalla convivenza fra le religioni.

Nel corso del tempo i cristiani in Siria da maggioranza sono divenuti una minoranza. Si tratta comunque di una forte presenza autoctona, radicata nel territorio e, dunque, araba.

Anche se a partire dalla seconda metà del XX secolo la popolazione cristiana si è ridotta progressivamente in percentuale, si può affermare che tutte le Chiese cristiane orientali, ad eccezione dei copti, sono rappresentate in Siria. Data la loro varietà, realizzare un’azione congiunta fra esse può risultare difficoltoso. Ad esempio, ad Aleppo vi sono undici comunità cristiane e nove vescovi di riti diversi. Damasco è la sede di tre Patriarcati: greco–ortodosso, greco-cattolico (melchita) e siriaco–ortodosso. Sono presenti in questo Paese le diverse confessioni cristiane provenienti dalle quattro “famiglie” in cui rientrano tutte le Chiese facenti parte del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente (CEMO). Assiri o nestoriani, armeni ortodossi, siro-ortodossi, greco-ortodossi, maroniti, greco-cattolici o melchiti, caldei, siro-cattolici, armeno-cattolici, latini, protestanti. I cristiani siriani hanno svolto sempre un ruolo attivo nella vita politica del Paese.

Alla formazione del nuovo stato nazionale arabo hanno partecipato sia musulmani che cristiani, poiché l’identità araba ingloba anche le differenze confessionali.

Se esaminiamo poi la libertà religiosa dei cristiani in terra di Isl…m, la Siria rappresenta certamente un esempio positivo specie se si paragona questo status con quello di altri paesi mediorientali come l’Egitto o con quello storico della ÷imma. Le comunità cristiane da questo punto di vista godono di una discreta libertà religiosa (possono acquistare terreni, costruire chiese, organizzare processioni). A tal proposito, il Paese pullula di santuari e monasteri mete di pellegrinaggio religioso. È vero che non è stato sempre un sistema perfetto, che ci sono state talvolta contraddizioni e problemi ma, nonostante ciò, si può comunque affermare che, tra alti e bassi, i cristiani in Siria hanno sempre vissuto tenendo ben presenti i valori della convivenza pacifica.

Anch’io durante la mia permanenza in questa terra ho seguito le orme di Saulo (“L’Apostolo del confronto col diverso da sé” come lo definisce Padre Paolo Dall’Oglio, fondatore di una comunità monastica in Siria), vivendo un’esperienza di fede nuova e autentica, accostandomi al Cristianesimo Orientale.

È così che mi sono trovata immersa in una realtà senza frontiere, dove il dialogo tra le religioni diventa non solo doveroso, ma anche arricchente. È quanto si propone la comunità monastica “al-³al†l” di Deyr M…r M™s… el-ðabaš† (Monastero di San Mosè l’Abissino) che ha deciso di vivere e propugnare con intensa fede il dialogo islamo – cristiano.

A proposito del monastero P. Paolo ha affermato: “Cominciavo a guardarlo diversamente, come uno spazio concreto di missione, capendo il ruolo che avrebbe potuto giocare nella Chiesa, in mezzo ai musulmani”. Le priorità di questa missione sono la vita spirituale, il lavoro manuale e l’accoglienza. Quest’ultima si basa sulla cultura della comunione che si realizza sia a livello interreligioso sia a livello ecumenico senza per questo perdere la propria specificità (siro-cattolica). L’orizzonte della missione di P. Paolo è quello della relazione islamo-cristiana. “Tale relazione non sempre facile nel passato ed ancora difficile e sofferta in molti luoghi, è parte integrante della vocazione spirituale dei monaci e delle monache di Deyr M…r M™s….”.

E oggi che ne è di quella terra di accoglienza e di dialogo? La Siria è precipitata in una feroce guerra civile ancora lontana dalla risoluzione. La sorte dei cristiani è legata a quella dei musulmani: è il caos per tutti i cittadini siriani.  Adesso si prega per coloro di cui non si hanno più notizie, fra i quali lo stesso Dall’Oglio. L’altro ieri (29 Gennaio), a sei mesi dalla sua scomparsa, su invito dei suoi confratelli siriani, si sono tenute veglie di preghiera in tutto il mondo: dal Qatar al Giappone, da Beyrut a Puerto Rico fino alle principali città europee e italiane (Milano, Roma, Verona, Venezia, Bologna, Trento). L’atmosfera a M…r M™s…, secondo quanto ha reso noto Suor Houda Fadoul nella Lettera di Natale 2013 agli “Amici di Deir Mar Musa”, è più che mai meditativa: “Non ci sono pellegrini né visitatori a causa della situazione generale.  È vero che in questo frangente non pratichiamo l’ospitalità, non facciamo seminari né qualsiasi altro tipo di attività religiosa o socio-culturale, tuttavia rimaniamo qui con l’aiuto di Dio, per il Suo amore e in solidarietà con i figli delle nostre chiese e con i nostri fratelli e sorelle musulmani in quest’amato Oriente. Noi leggiamo la continuità del nostro “rimanere” sulla luce della speranza in un futuro in cui giustizia e verità si abbracciano”.

V.G.S. Ragusa, 31/01/2014

Per approfondimenti e aggiornamenti sulla Comunità fondata da Padre Paolo Dall’Oglio visitare il sito: http://www.deirmarmusa.org/

Foto e didascalie – Valeria Gennaro Selvaggio

Damasco - accesso alla Grande Moschea Damasco - città vecchia Damasco - città vecchia - resti dell'antico tempio di Giove Damasco - città vecchia - suq dell'oro Damasco - città vecchia - uno degli imponenti minareti della moschea degli Ommayadi Damasco - città vecchia - vicolo Damasco - città vecchia - vicolo (2) Damasco - ingresso della Moschea degli Ommayadi - Damasco - Moschea degli Ommayadi - tomba di San Giovanni Battista Damasco - quartiere cristiano - cappella di Anania Damasco - quartiere cristiano - celebrazione all'interno della chiesa ortodossa Damasco - quartiere cristiano - interno della chiesa del convento francescano durante una celebrazione eucaristica  (rito latino) Damasco - quartiere cristiano - navata di sinistra - gigantografia di Giovanni Paolo II papa dell'amore e della pace Damasco - strada della città vecchia Damasco - una via della città vecchia Damasco- quartiere cristiano - chiesa ortodossa Deir Mar Musa - veduta del monastero dall'alto Deyr Mar Musa - cortile del monastero Deyr Mar Musa - percorso in salita verso il monastero Deyr Mar Musa -chiesa del monastero i cui affreschi risalgono al secolo XI Qala'at Samaan - Basilica di San Simeone -dell'antico pilastro (che doveva essere alto 18 m.) su cui il santo si ritirò a vita eremitica non resta che un masso

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