Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Paolo: l’incontro che cammino si fa

Riproponiamo per i nostri lettori una lectio – ritiro sull’incontro tra Paolo, apostolo e Gesù. Dall’incontro è nato un cammino nuovo per Paolo e per noi.

Venero la Parola di Dio, l’Icona ed il Crocifisso.

Traccio sulla mia persona il Segno della mia fede, il Segno della Croce, mi metto alla presenza del Signore che vuole parlarmi.

Invoco lo Spirito Santo:

Vieni in noi, Spirito di Cristo,

vieni a guidarci, fragili discepoli,

sviati da mille tentazioni, sempre bisognosi di conversione.

Tu hai illuminato gli uomini di fede

Di ogni popolo e di ogni tempo;

hai ispirato i profeti e sostenuto i martiri;

hai guidato Gesù di Nazaret e i suoi primi discepoli;

hai sorretto e sorreggi la Chiesa

nel suo faticoso navigare nelle tempeste della storia.

Guida anche noi verso la pienezza della verità,

verso la comunione con Cristo

nella pluralità delle culture

e dei modi di incarnare l’unico comandamento,

che tutti riunifica e tutto rinnova.

Facci comprendere, sulle orme di Paolo,

la forza del Vangelo della croce,

riletto con gli occhi dei poveri e degli umili,

annunciato fino agli estremi confini della terra.

Amen.

Veni, Sancte Spiritus

Veni, per Mariam.

PER ACCOGLIERE GESÙ, IL TUO SALVATORE.

INTRODUZIONE

Nel mondo della fede, il tempo è scandito dalla preparazione ai grandi eventi del rivelarsi dell’amore di Dio in Cristo: Natale, Pasqua, Pentecoste e regalità universale del Signore.

Il tempo è dunque occasione, opportunità di costruire una accoglienza sempre più consapevole di Cristo, per vivere in Lui, con Lui e per Lui.

Oggi stai vivendo un tempo di “ferie”, un tempo di riposo dalla routine quotidiana all’interno del quale puoi ritagliarti uno spazio di riflessione e di riavvicinamento a Gesù salvatore.

Tutto concorre ad invitarti a conoscere sul serio Gesù. Dalla conoscenza devi poi passare ad accoglierlo nel cuore, con un atto di fede sincera, e una volta accolto lo devi consegnare, insieme con la tua persona, a chi incontri quotidianamente lungo le strade della tua vita.

Oggi è una buona occasione per aprirti ad una fruttuosa conoscenza e accoglienza del Signore. Egli non aspetta altro! Sant’Agostino scriveva molti secoli fa’: “Temo di non riconoscere il Signore che passa “. Approfitta perciò delle occasioni che si presentano in questo periodo di riposo, e apri mente e cuore all’incontro con Lui.

Ti aiuterà in questo l’esperienza di un grande convertito: l’apostolo Paolo. Il Signore lo ha scelto come un’immagine singolare dell’incontro con Lui, perché anche tu, come ogni cristiano di buona volontà, rifletta sull’importanza di una vera apertura a Cristo.

Tu sei un cristiano, ossia un credente in Cristo, e sei tale fin dal giorno del tuo Battesimo. Forse sei

tra quelli che ritengono di essere dei cittadini onesti e che, anche se non vanno a Messa la Domenica, comunque non rubano e non ammazzano, perciò non hanno nulla da rimproverarsi di fronte a Dio.

Prova però a pensare: quando e come ho incontrato veramente il Signore? Che cosa potrei scrivere o

descrivere del mio personale incontro con Lui? Posso dire di aver realmente incontrato Gesù Cristo

nella mia vita? Non sarò forse un cristiano senza Cristo?

LECTIO     Apro la Parola di Dio e leggo in piedi il brano dagli Atti degli Apostoli (Atti 9, 1-9))

“Saulo frattanto, sempre fremente minaccia e strage contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco al fine di essere  autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme uomini e donne, seguaci della dottrina di Cristo, che avesse trovati. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». E la voce: «Io sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda”.

Parola di Dio.

MEDITATIO            Seduto, rileggo la Parola per più volte, lentamente. Anche la lettura della Parola di Dio è preghiera. Siamo entrati in quella zona più sacra e più lunga del nostro Ritiro on line: “Il Grande Silenzio”! Il protagonista è lo Spirito Santo.

RIFLETTI E CONTEMPLA

Alcuni brani degli Atti degli Apostoli e delle Lettere di san Paolo, ti aiuteranno ad entrare nell’evento che ha cambiato radicalmente la vita del fariseo Saulo e ne ha fatto l’apostolo delle genti.

Devi abituarti a saper pesare parola per parola di quanto viene scritto nei testi del Nuovo  Testamento. Ogni termine è ricco di significato in vista del messaggio che s’intende comunicare. Io ne sottolineerò qualcuno e tu, con l’aiuto dello Spirito Santo, ne evidenzierai certamente altri.

Paolo è in pieno atteggiamento persecutorio, certo di compiere un’azione gradita a Dio, convinto com’era che quei seguaci della dottrina di Cristo fossero come una peste all’interno del mondo giudaico.

Paolo pensa a Cristo come il propagatore di una dottrina e ancor peggio come il fondatore di una setta. Anche oggi non è tramontata in molti l’idea che Gesù sia semplicemente il maestro di una dottrina, di un insieme di regole e di insegnamenti da osservare, magari profondi e sublimi. Se è così, si può pensare diversamente da lui e scegliere un altro maestro, non ti pare? Il “supermercato” delle religioni ne offre tanti!

Saulo viene avvolto da una luce dal cielo. La precisazione “dal cielo” indica la provenienza divina di quella luce che, come lo stesso Paolo ribadirà nella sua difesa davanti al re Agrippa, era più forte di quella del sole. Si tratta dunque di una luce divina, soprannaturale. Saulo entra, senza sua iniziativa, in rapporto con Dio, proprio nel momento in cui era “fremente d’ira” nei confronti dei cristiani. Egli scoprirà così che l’iniziativa di Dio è assolutamente gratuita. Non siamo noi a “catturare” Dio, è Lui che cattura noi; lo dirà lo stesso Apostolo nel capitolo 3 della sua Lettera ai Filippesi: “anche io, infatti, sono stato catturato da Cristo”.

Fermati un momento a pensare alle serate che stai vivendo in vacanza davanti a splendidi tramonti, o davanti alla natura lussureggiante: non sarà un modo con cui il Signore vuole incontrarti e rivelarti il piano d’amore che ha su di te?

Esci da una visione scontata del tuo atteggiamento religioso! Cerca di capire come il Signore si sta

rivelando e ti sta parlando.

Avvolto dalla luce divina, Saulo cade a terra. Da una posizione eretta egli piomba a terra come uno che non può più reggere il confronto con l’interlocutore, con il “Potente” che gli sta di fronte.

Saulo è avvolto da una luce sfolgorante e sente una voce, non vede però una persona. Perché? Lo puoi capire dalle Parole che il Signore  gli rivolge dopo che il futuro apostolo chiede chi sia. “Io sono quel Gesù che tu perseguiti“, risponde la “Voce”.

Gesù risorto, presentatosi nel segno della luce sfolgorante e attraverso una voce, si rende visibile in coloro che hanno creduto e credono in Lui. Nella lettera ai Colossesi san Paolo dirà che il mistero nascosto nei secoli, il grande progetto di salvezza di Dio, è “Cristo in voi, speranza della gloria” (Col 1 ,27).

Lo splendore divino di Gesù continua a nascondersi, a nostro beneficio, nella piccolezza delle nostre persone. E’ un mistero d’amore favoloso. Sempre Paolo scriverà: “Noi portiamo questo tesoro in vasi di argilla”. Egli aveva ormai imparato che “la potenza di Dio si manifesta nella nostra debolezza”.

Tu non devi mai immaginare di essere indegno della benevolenza del Signore e di conseguenza rifugiarti nella tua mediocrità o nella sola rispettabilità sociale. Il Signore vuole e può farti risplendere della sua gloria.

C’è un episodio, nella Bibbia, che preannuncia ciò che il Signore risorto porterà a pieno compimento. Nei primi versetti del capitolo 3 dell’Esodo si narra il manifestarsi di Dio a Mosé. Come? Con il segno di un fuoco ardente, che avvolge un roveto senza consumarlo. E’ il simbolo della potenza liberatrice di Dio che non distrugge ciò che è debole e insignificante, anzi lo fa risplendere.

Saulo riceve dal Signore l’ordine di recarsi a Damasco presso un certo Anania. Quando però si rialza per riprendere il cammino, si scopre accecato da quella luce vivissima.

Per cominciare a vedere sul serio bisogna passare “attraverso la cecità”. Tu non vedi solo con gli occhi del corpo: tu vedi attraverso tutta una serie d’immagini che via via si sono impresse nella tua mente. Tu rischi di essere lo schiavo della tua immaginazione. Non te ne accorgi, ma potresti avere un’immagine di Dio e delle cose tutta costruita dalle tue aspettative e da quello che il mondo ti fa sperimentare. Potresti non vedere la realtà, ma vedere un’immagine o una serie d’immagini della realtà.

Così Paolo. Egli aveva un’immagine di Dio, di se stesso e dei cristiani tutta costruita sulla difesa del suo zelo di fariseo irreprensibile. Il Risorto lo acceca con la sua luce, perché in tre giorni di buio egli faccia crollare tutto il suo mondo virtuale, il suo castello incantato.

Per tre giorni Saulo non fa entrare niente dentro di sé, né immagini, né cibo, ma solo l’eco di quella “Voce”.

Qualche cosa di simile, anche se non per rinnegare il suo passato, ma piuttosto per prepararsi al futuro, era avvenuto anche a Gesù, dopo il battesimo nel Giordano. Egli sente la voce del Padre, che lo indica come il Figlio amato, e subito si ritira nel deserto, dove per quaranta giorni si porrà in ascolto di quelle parole per viverle fino in fondo.

PER UN APPROFONDIMENTO

Ecco alcuni brani dalle lettere di San Paolo, in cui l’apostolo descrive i frutti del suo incontro con Cristo. Meditali con cuore attento.

“Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo, come io perseguitassi fieramente la Chiesa di Dio e la devastassi, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri. Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco “(Gal 1, 13-18).

 Raggiunto dall’azione libera e gratuita di Dio, Paolo decide di ritirarsi in un luogo solitario per un periodo prolungato, allo scopo di capire ciò che Dio aveva operato nei suoi confronti. Sarebbe opportuno che anche tu riesca a trovare, come stai facendo oggi, momenti di silenzio e di raccoglimento per capire come Cristo vuole incontrarti sulla strada della tua vita.

“Ma quello che poteva essere per me un guadagno (ossia la sua rispettabilità di fariseo osservante), l’ho considerato una perdita a motivo di Cristo. Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, alfine di guadagnare Cristo ” (Fil 3, 7-12).

Hai capito che cosa è avvenuto in Paolo? Egli si è immedesimato talmente con Cristo, da lasciar morire il suo io egocentrico, tutto soddisfatto della propria irreprensibilità, sulla Croce stessa di Cristo.

Si è liberato dell’opinione del mondo nei suoi confronti e ha voluto vivere solo della verità dell’amore di Cristo per lui.

Ascolta cosa insegna il Papa Benedetto:

“Paolo quindi, non vive più per sé, per la sua propria giustizia ( = irreprensibilità ). Vive di Cristo e con Cristo: dando se stesso, non più cercando e costruendo se stesso”.

Con Cristo san Paolo entra nella logica dell’amore senza condizioni, che si coniuga essenzialmente con il verbo dare. Più volte l’apostolo ripeterà un detto di Gesù che non si trova nei Vangeli: “c’è più gioia nel dare che nel ricevere“. Queste parole sono un’ottima regola della vita quotidiana.

Ecco alla fine di che cosa è convinto san Paolo:

 

“Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore“.(Rm 8, 38-39)

 

 

LA PAROLA MI INTERPELLA

Caduta, cecità, conquista, luce, rivelazione, sono i termini che descrivono l’esperienza interna ed esterna che Paolo fece di Cristo. Di fronte al suo rivelarsi, Paolo sperimenta la sua nullità (caduta e cecità), ma allo stesso tempo sperimenta l’amore incondizionato del Figlio di Dio che lo fa entrare nella luce della sua gloria di Risorto e lo conquista per farne uno strumento del suo progetto di salvezza.

–          Ti è mai capitato di “cadere” davanti a Gesù Cristo? In pratica, ti è mai capitato di scoprire, attraverso la lettura del Vangelo o la tua preghiera personale o certi avvenimenti della tua vita, di sentire il peso e il limite della tua presunzione e di avvertire il bisogno di essere rialzato e rinnovato da Gesù Cristo?

–          Hai paura di lasciarti accecare dalla luce del Risorto?

–          Hai paura di mettere in discussione, di fronte alla conoscenza di Gesù vivo ed operante oggi anche nella tua vita, i tuoi schemi mentali, le sicurezze di immagine, una religiosità altalenante e guidata dal solo sentimento o da un vago senso dell’esistenza di Dio? Sei proprio sicuro di veder chiaro nella tua vita, prescindendo da una reale accoglienza di Gesù Cristo nel tuo cuore?

–          Ti sei accorto che la società in cui vivi e i messaggi che da essa ti giungono, tendono a farti appoggiare sulla tua presunzione e sulla paura di perdere un’immagine credibile?

Che tipo di conoscenza l’apostolo Paolo acquisisce di Gesù, dalla rivelazione sulla via di Damasco?

Paolo conosce direttamente il Risorto, non il “Gesù della storia” . Gli altri apostoli avevano conosciuto il Gesù storico e, dopo gli avvenimenti della Resurrezione, lo riconosceranno come il Signore glorioso. Paolo fa l’immediata esperienza del Risorto; per lui Gesù è il Signore vivente che agisce in tutti coloro che credono in lui e che è il principio e il fine di tutta la storia, la nostra speranza, il significato del nostro esistere. Anche tu sei chiamato ad incontrare Gesù vivo ed operante.

Paolo non incontra un maestro di perfezione, né conosce una dottrina più allettante di altre.

Egli incontra “il Signore della gloria”, il vincitore della morte e del male, che vuole essere la forza e la speranza di tutti coloro che crederanno in Lui.

–          Ora chiediti: chi è per me Gesù? Un uomo vissuto tanti anni fa, che ha dato un esempio di coerenza radicale fino alla morte? Un ideale irraggiungibile? Un mito a cui mi sono adattato per profonde radici culturali? Un maestro dagli insegnamenti sublimi, ma che dovrebbe essere adattato alle nostre attuali esigenze?

Forse scuoterai la testa di fronte a queste domande, ma abbi il coraggio di esaminarti bene perché, se per te Gesù è il Vivente, il Signore della storia e il significato ultimo della tua vita, oggi devi prendere la decisione di seguirlo sul serio.

ORATIO        Domando umilmente di poter essere coerente con le indicazioni emerse dalla meditatio. Esprimo fede, speranza, amore. La preghiera si estende e diventa preghiera per i propri amici, per la propria comunità, per la Chiesa, per tutti gli uomini. La preghiera si può anche fare ruminando alcune frasi dei brani delle Scritture ripetendo per più volte la frase che mi ha fatto meditare.

Cerca di entrare nel grido di Paolo e ripeti quel che lui qui scrive.

Ripetila più e più volte.

Dopo rivolgiti al Signore:

Gli altri credono nell’ordine,

tu mi hai detto di credere nell’Amore.

Gli altri pensano a risparmiarsi,

tu mi hai detto di dare.

Gli altri si sistemano,

tu mi hai detto di camminare e di essere pronto

alla gioia e alla sofferenza,

alle vittorie e alle sconfitte,

di non mettere la fiducia in me, ma in te.

Ed infine di rischiare la mia vita

contando sul tuo Amore.

 CONTEMPLATIO     Avverto il bisogno di guardare solo a Gesù, di lasciarsi raggiungere dal suo mistero, di riposare in lui, di accogliere il suo amore per noi. È l’intuizione del regno di Dio dentro di me, la certezza di aver toccato Gesù.

È Gesù che ci precede, ci accompagna, ci è vicino, Gesù solo! Contempliamo in silenzio questo mistero: Dio si fa vicino ad ogni uomo!

Signore, io vorrei essere di quelli

Che rischiano la loro vita,

che donano la loro vita.

A che serve la vita se non per donarla?

Signore,

tu che sei nato tra i disagi di un viaggio,

tu che sei morto come un malfattore,

liberami dal mio egoismo

e dal mio quieto vivere;

affinché segnato dal segno della Croce

io non abbia paura della vita di sacrificio.

Per Cristo, con Cristo e in Cristo

a te, Dio Padre Onnipotente,

nell’unità dello Spirito Santo,

ogni onore e gloria

per tutti i secoli dei secoli.

AMEN

 ACTIO     Mi impegno a vivere un versetto di questo brano, quello che mi ha colpito di più nella meditatio, che ho ripetuto nell’oratio, che ho vissuto come adorazione e preghiera silenziosa nella contemplatio e adesso vivo nell’actio.

Si compie concretamente un’azione che cambia il cuore e converte la vita. Ciò che si è meditato diventa ora vita!

Prego con la Liturgia della Ore, l’ora canonica del giorno adatta al momento.

Concludo il momento di lectio recitando con calma la preghiera insegnataci da Gesù: Padre Nostro…

Arrivederci!

http://www.ritiroonline.it/Agosto09.htm

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