Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Cristo non può essere diviso! (1 Cor 1, 1-17)

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani   versione testuale
18 – 25 gennaio 2014

Come è tradizione della Società Biblica in Italia, anche quest‘anno 2014 sono offerti alla meditazione dei Cristiani alcuni testi biblici appositamente scelti da un gruppo internazionale ecumenico composto da rappresentanti del Consiglio Ecumenico delle Chiese e del Pontificio Consiglio per la Promozione dell‘Unità dei Cristiani.

PRESENTAZIONE
Cristo non può essere diviso!
(1 Cor 1, 1-17)
1. ―Cristo non può essere diviso!‖ È questa la forte affermazione dell‘apostolo Paolo che i fratelli e
le sorelle canadesi pongono alla nostra riflessione per la preghiera comune di quest‘anno. È un
ammonimento che riceviamo, comprendendolo innanzitutto nel contesto in cui l‘apostolo lo
pronuncia: quello di una comunità che ha bisogno di ritrovare l‘essenziale della propria fede. Tutto
l‘epistolario ai Corinzi ne è una testimonianza: a chi ricerca i carismi più eclatanti, Paolo ricorda
che l‘amore è la via della perfezione (Prima lettera ai Corinzi 13); a chi si crede forte nella fede,
Paolo proclama un Signore che è forte nella debolezza (Seconda lettera ai Corinzi 12); alla ricerca
della saggezza umana, contrappone la pazzia di Dio (Prima lettera ai Corinzi 1). A chi vuole
raggiungere le più alte vette della spiritualità, Paolo ricorda che lo Spirito del Signore agisce con
potenza laddove un qualsiasi credente afferma con le parole ed i fatti che Gesù è il Signore (Prima
lettera ai Corinzi 12). Questo è l‘essenziale della fede, il suo cuore profondo dove tutti i cristiani
possono trovare la loro unica fonte: è Cristo stesso che è stato crocifisso per noi e nel nome del
quale veniamo battezzati.
2. A Corinto la chiesa era dilaniata da gruppi contrapposti. C‘era chi dichiarava: ―‗Io sono di
Paolo‘; un altro: ‗Io di Apollo‘; un terzo: ‗Io sono di Pietro‘; e un quarto: ‗‗Io sono di Cristo‘‖. In
questa sequenza è proprio l‘ultima affermazione che più ci interpella: utilizzare Cristo per sancire
le nostre divisioni. Questo si è spesso verificato nella storia del cristianesimo, laddove la ricerca
della fedeltà all‘evangelo di Cristo, per le varie tradizioni cristiane, invece di creare un patrimonio
comune ha suscitato scomuniche e conflitti. Divisi nel nome di Cristo: questo è il paradosso e lo
scandalo della nostra vita cristiana.
Il nostro impegno è di mettere in discussione questa logica. Sentiamo quindi fortemente nostro uno
dei cinque imperativi ecumenici enunciati nel documento congiunto cattolico-luterano Dal conflitto
alla comunione: ―abbiamo bisogno dell‘esperienza, dell‘incoraggiamento e della critica reciproca‖
per giungere a una conoscenza più profonda di Cristo. Cristo infatti non viene più a farsi
crocifiggere: è venuto, una volta per tutte, per la nostra salvezza, ma tocca a noi ora prendere il
posto di Cristo sulla croce e, crocifiggendo le nostre passioni e la nostra mentalità mondana,
sacrificarci per realizzare la volontà di Dio: ―che tutti siano una cosa sola‖ (Giovanni 17, 21).
3. Come i nostri fratelli e le nostre sorelle canadesi fanno notare, il brano della Prima lettera ai
Corinzi ―richiama l‘attenzione sul modo in cui possiamo valorizzare e ricevere i doni degli altri
anche ora, nel nostro stato di divisione‖. L‘intera epistola mostra chiaramente un conflitto in atto,
con l‘autorità dell‘apostolo e della sua predicazione pesantemente contestate. Tuttavia, all‘inizio
della Lettera Paolo afferma ―io ringrazio sempre il mio Dio per voi‖. Non è solo una formalità, ma
un sincero riconoscimento della ricchezza spirituale dei Corinzi, i quali non mancano di alcun
dono. Riconoscere i doni degli altri, anche di coloro con i quali si è in conflitto, significa prima di
tutto riconoscere l‘opera di Chi quei doni ha elargito, cioè Dio stesso. Inoltre Paolo riconosce ai
Corinzi di essere pienamente Chiesa di Cristo e ricorda loro il legame che li unisce a tutti coloro
che proclamano lo stesso Signore in ogni luogo. Non si è infatti Chiesa da soli, ma nella
comunione di tutti coloro che confessano il nome di Gesù. Riconoscere i doni gli uni degli altri
significa per noi oggi innanzitutto, riconoscere i doni della grazia elargiti con generosità all‘intero
popolo di Dio, pur nelle sue diversità.

Doni che edificano la Chiesa e la abilitano a servire il mondo. Seguendo anche in questo caso
l‘invito del documento Dal conflitto alla comunione, l‘impegno ecumenico è di essere aiutati dalla
forza del vangelo di Cristo per il nostro tempo e ―testimoniare insieme la grazia di Dio nella
predicazione e nel servizio verso il mondo‖ sia in ambito liturgico che sociale.
Grazia che libera, che ci fa volgere lo sguardo verso i minimi e gli ultimi, ci rende consapevoli
delle nostre responsabilità nella salvaguardia del creato. Grazia per la quale possiamo fare nostra
l‘invocazione che ha contraddistinto l‘assemblea 2013 del Consiglio Ecumenico delle Chiese: ―Dio
della vita, guidaci verso la giustizia e la pace‖.
4. Accogliamo dunque con riconoscenza il lavoro delle nostre sorelle e dei nostri fratelli canadesi.
Nelle pagine di introduzione al materiale omiletico essi descrivono le grandi diversità che
arricchiscono il loro paese: diversi popoli, diverse lingue, diverse religioni, diversi ambienti
geografici. Accogliamo le domande che essi propongono per ogni sezione del testo della Prima
lettera ai Corinzi, pensando alla situazione specifica del nostro paese e alle nostre diversità, troppo
spesso misconosciute e non valorizzate. Pensiamo per esempio all‘arrivo di migranti da ogni parte
del mondo e, soprattutto, da quel sud del mondo nel quale oggi vive la maggioranza dei cristiani.
Pensiamo alle chiese di migranti che si formano sul nostro territorio. Pensiamo alla presenza di
altre religioni giunte ad allargare i nostri confini culturali e perfino spirituali. Pensiamo
all‘esigenza di libertà e di dialogo che una società multiculturale sempre più richiede. Sia anche
questo l‘orizzonte ecumenico della nostra ricerca di unità, rafforzata dalla nostra continua e fervida
preghiera di fraternità.
Chiesa Cattolica
✠ Mansueto Bianchi
Vescovo di Pistoia
Presidente, Commissione Episcopale per l‘Ecumenismo e il Dialogo della CEI
Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
Pastore Massimo Aquilante
Presidente
Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e di Malta
ed Esarcato per l’Europa Meridionale
✠ Metropolita Gennadios
Arcivescovo Ortodosso d‘Italia e di Malta
ed Esarca per l‘Europa Meridionale
(Patriarcato Ecumenico)

http://www.chiesacattolica.it/ecumenismo/siti_di_uffici_e_servizi/ufficio_nazionale_per_l_ecumenismo_e_il_dialogo_interreligioso/00052575_Settimana_di_preghiera_per_l_unita_dei_cristiani.html

 

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