Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Agesci Ragusa 1 nuova sede all’Ecce Homo

http://www.insiemeragusa.it/node/2578

http://www.insiemeragusa.it/node/2686 pag 7 – sfoglia

La SEDE AGESCI RAGUSA 1  http://www.agesciragusa1.org/la-nostra-sede.html

Foto-galleria del 1 dicembre

 

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AGESCI RAGUSA 1 – Linee storiche da  http://www.agesciragusa1.org

Ragusa 1

E’ il più vecchio gruppo scout cittadino, (1923), con fazzolettone rosso e striscia bianca.
Da questo Gruppo, ancora in ASCI, si staccò una costola che diede vita al Ragusa 2, oggi AGESCI, con fazzolettone nero con una striscia gialla e una rossa.
Agli inizi degli anni ’70, alcuni capi del Ragusa 1 diedero vita al Ragusa 3 AGESCI… E qui iniziarono le tensioni… Il Gruppo militò per qualche anno in AGESCI, fin quando, uno dei Capi, decise segretamente di convertirlo in FSE, nel 1978

Storia del Gruppo Ragusa I

Di Lorenzo maggestini

Già nel lontano 1916, anno in cui a Roma nacque l’ASCI, l’Associazione Scautistica Cattolica Italiana, a Ragusa cominciò a muovere i primi passi, seppur in maniera ufficiosa, un piccolo nucleo di scout. Dopo qualche anno di attività, si riuscì finalmente ad ottenere il riconoscimento da parte dell’Associazione, che giunse il 23 settembre 1923, per opera del dottor Raffaele Schininà, zio di Franco Schininà, e del sacerdote Giovanni Iurato, con il nome di Ragusa I e con sede presso via Ecce Homo n 10. Come colori del fazzolettone si scelsero da subito il rosso e il bianco: il primo a riecheggiare il colore del mantello di San Giovanni Battista, Patrono di Ragusa, e il secondo a simboleggiare la purezza della Madonna, nostra “Mamma del Cielo”. Il Reparto, allora formato esclusivamente da ragazzi di sesso maschile, assunse la denominazione di “Herminio”, dal nome del fiume che attraversa il territorio ragusano: le prime squadriglie che lo composero furono gli Elefanti e le Aquile, per un totale di 19 esploratori. L’apertura di un Gruppo Scout in città non passò inosservata e suscitò in brevissimo tempo l’interesse di decine di ragazzi, che, tra l’ammirazione di alcuni e l’ilarità di altri, indossarono l’uniforme scout.

Tuttavia l’avventura appena intrapresa venne presto bloccata dall’avvento di uno dei periodi più bui della storia italiana, il Fascismo, il quale, con una legge del 14 gennaio 1927 impose di chiudere tutti i Gruppi scout nei centri inferiori ai 20.000 abitanti e di apporre nelle insegne dei restanti la sigla dell’O.N.B., di cui avrebbero dovuto seguire i dettami: un compromesso che il movimento scout non avrebbe mai potuto accettare. Anche il Ragusa I non fu risparmiato da questo provvedimento e dovette chiudere i battenti per quasi 20 anni, fin quando nel 1944, con l’Italia liberata dagli Alleati, si poté ricominciare il “Grande Gioco”, anche se con qualche difficoltà, poiché la gente, dopo parecchi anni di guerra, era stanca di vedere uniformi.

Per qualche anno il Gruppo si insediò nella chiesa del SS. Salvatore, dove un certo Padre La Terra, sacerdote di Vittoria trasferito a Ragusa, si offrì di fare da Assistente Ecclesiastico.

Successivamente, negli anni 50, il Gruppo si spostò in Cattedrale, dove i ragazzi ritrovarono un po’ di materiale per fare le attività e un vecchissimo album fotografico, fortunatamente oggi ancora custodito, in cui era raccontata la storia del Gruppo.

Tra il materiale vi era una pesantissima tenda ottagonale verde (da non confondere con la nostra “americana”!), residuato bellico dell’U.S. Army, unica tenda di cui poteva godere il Gruppo, per trasportare la quale si utilizzava una sorta di carrello formato da una tavola di legno con delle ruote composte da cuscinetti.

In quegli anni, il Branco era già in piena attività, con l’attuale denominazione di “Seeonee”, e a ricoprire il ruolo di Akela era un giovanissimo Franco Schininà, a soli 16 anni.

Inoltre, durante la permanenza in questa sede, il Reparto, con a capo Franco Schininà, fu protagonista di una singolare impresa, messa in atto per partecipare ad una gara regionale di imprese: con l’aiuto di un vigile urbano che istruì i ragazzi a dovere, il Reparto si adoperò per gestire il traffico automobilistico cittadino per un’intera domenica, nei quadrivia Corso Italia – Via Roma e Corso V. veneto – Via Roma.

Probabilmente per motivi di spazio, il Gruppo dovette nuovamente trasferirsi e andò in una nuova sede ubicata in via San Giovanni, nelle vicinanze dell’abitazione del vescovo, allora Mons. Francesco Pennisi, il quale si era offerto di pagare il fitto dei nuovi locali: questa sede oggi ospita i locali cucina de “La grotta”. Le squadriglie erano quattro: Aquile, Leoni, Scoiattoli e Galli e l’A.E. era Padre Giovanni Battaglia, parroco della cattedrale.

Nel 1954, a Val Fondillo, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, si tenne il quinto Campo Nazionale dell’ASCI per festeggiare il decimo anniversario della riapertura del Movimento Scout in Italia dopo la Liberazione, campo a cui partecipò il Ragusa I con il suo Reparto.

Alla metà degli anni 60 il Gruppo si trasferì nella Parrocchia dell’Angelo, con sede presso uno dei locali adiacenti alla chiesa, messi a disposizione da Padre Corrado Inserra, mentre erano Capo Gruppo Giovanni Arcieri e Capo Reparto Pippo Guastella. Nel 1964 il Reparto partecipò ad un campo regionale, nei pressi di Linguaglossa: partì tutto il reparto, formato da sei squadriglie, tranne due esploratori, poiché in quell’anno si era fatto un patto, il quale richiedeva la promozione a scuola per la partecipazione al campo. Il Capo Reparto, Pippo Arezzi, che era stato chiamato a sostituire Pippo Guastella che per motivi di lavoro dovette lasciare la città, si prodigò alla realizzazione del portale del campo, riproducente un giglio stilizzato costruito interamente in “froissortage”. L’allora Commissario Regionale era un certo Schirò.

Nell’estate di quell’anno, inoltre, dopo un lungo periodo di attività, il Branco “Seeonee” ricevette, finalmente, il riconoscimento da parte del Commissariato Centrale, in data 25 agosto 1964, che lo inserì al n. 170 dell’elenco di Branca. In quegli anni la Branca Rover non era molto sviluppata, infatti i ragazzi che rimanevano, una volta terminati gli anni di Reparto, erano molto pochi: per far fronte a questa mancanza si decise di raggruppare i pochissimi rover della zona in un unico Clan, chiamato “Croce del Sud”. Questo Clan misto, una volta raggiunti i numeri necessari, si disciolse e diede vita ai vari Clan: uno di questi fu il Clan del Ragusa I, con il nome di “Falchi Iblei” e Capo Clan Vincenzo Cassibba.

In seguito, a causa di alcuni attriti in merito alla gestione dei locali, il Gruppo si trasferì in un locale affidato dalla famiglia Schininà, dove nel 1969 fu istituita l’attuale squadriglia Antilopi, con capo squadriglia Giovanni Distefano, oggi dirigente della Soprintendenza ai beni culturali di Ragusa, e capo Reparto Pippo Arezzi.

Nel dicembre del 1971 il Gruppo realizzò uno spettacolare presepe vivente presso cava Santa Domenica, sotto il Ponte Nuovo, che accolse il plauso di tutta la cittadinanza. Alla fine del periodo natalizio, si adoperò il materiale del presepe per costruire un soppalco in sede.

Qualche anno dopo, nel 1974, si giunse ad un’importante svolta: l’ASCI si fuse con l’AGI dando origine all’AGESCI… Novità importante che vide per la prima a volta in Ragusa e provincia lo Scoutismo aperto anche alle ragazze, visto che fino ad allora non vi era stata presenza dell’AGI.

E anche in questi anni ci si trasferì per l’ennesima volta, andando nella Parrocchia di san Pietro, in cui si rimase solo per pochi anni.

In seguito, il Gruppo “migrò” nei locali ubicati in via Carducci facenti parte della Parrocchia San Paolo, inaugurati come sede scout il 12 dicembre del 1977.

Nel 1994vi fu la necessità di un secondo Branco, a causa della grande quantità di lupetti, e si fondò il “Fiore Rosso”, con Capi Branco Aurora Gurrieri e Giorgio La Terra. Questa parentesi durò fino al 1998. In questo frangente la sede del gruppo rimase ubicata in via Carducci mentre il nuovo branco trovò la sua tana nei locali dell’Ecce Homo.

Nel 1994, quando erano Capi Reparto Rosalia Arezzo e Roberto Roccuzzo, il Reparto prese parte al gemellaggio tra la cittadina francese di Clermont de l’Oise e la città di Chiaramonte. L’iniziativa aveva il nome di “Sifran”, dalla contrazione di “Sicilia” e “Francia”, e aveva come scopo il perseguimento di alcune attività culturali tra le due città, tra cui l’esperienza dello Scoutismo, che in quell’epoca non era ancora presente a Chiaramonte, pertanto si richiese la partecipazione del Ragusa I.

In un primo tempo, il nostro Reparto raggiunse gli “Scout de France” nella loro città, dove fecero un campo estivo i primi giorni di agosto. L’anno successivo, il 14 luglio 1995, gli scout francesi raggiunsero il Ragusa I per vivere un campo insieme a Randello, dal tema “Chi trova un amico trova un tesoro”: per l’occasione fu reallizzata un’imponente opera di pionieristica riproducente un vascello pirata.

Nel 1996 fu la volta della Route Nazionale per Capi, svoltasi presso i Piani di Verteglia (provincia di Avellino) dal 2 al 9 agosto, cui partecipò la nostra Comunità Capi insieme ad altri 11000 capi.

Infine, quando nel 1998 i locali della San Paolo cambiarono destinazione d’uso, tutto il Gruppo si trasferì definitivamente all’Ecce Homo. I lavori di costruzione degli angoli finirono agli inizi del 1999 e la nuova sede venne inaugurata il 22 febbraio, in occasione del B.-P. Day.

Da qui nel 2003 si partì alla volta del campo Nazionale E/G “La squadriglia, un’avventura nel tempo”, a Monteleone di Spoleto (provincia di Perugia), con Capi Reparto Manuela Montemagno e Alessandro Occhipinti.

Per finire, agli ultimi due Jamboree del 2007 in Inghilterra e del 2011 in Svezia, hanno partecipato alcuni ragazzi in rappresentanza del nostro Gruppo.

Adesso ci avviamo al 90° anno di attività ufficiale del Gruppo, con la speranza che l’immenso patrimonio storico di cui godiamo, e del quale questo articolo vuole rappresentare soltanto un compendio, anche a causa di “buchi” storici, non vada perduto.

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