Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa


Comunione e corresponsabilità per la missione

Comunione e corresponsabilità per la missione
di AA.VV.

In una fase storica segnata da terrorismo, guerre, violenze e ingiustizie strutturali, il Convegno Missionario Nazionale di Montesilvano ha cercato di portare la Chiesa e le comunità cristiane in Italia a riscoprire l’urgenza della missione, individuando itinerari educativi concreti e ritrovando voce e gesti coraggiosi di profezia.

Montesilvano: punto di arrivo e di partenza

Che quella della missionarietà sia divenuta una delle dimensioni più frequentemente richiamate nella prassi e nel lessico pastorale è noto e ampiamente dimostrato. L’obiettivo del Convegno di Montesilvano non è stato però una delle tante variazioni sul tema, ma ha inteso dare evidenza allo specifico dell’esperienza della missio ad gentes, della sua capacità di discernimento, delle metodologie di annuncio, della passione nell’accompagnamento delle persone.
In questa prospettiva avevano già operato il 1º Convegno Missionario Nazionale (Verona, 1990) e il successivo di Bellaria (1998). Gli sviluppi che ne seguirono hanno ampiamente dimostrato che non ci si può illudere sulla fatica che attende il cammino teorico e pratico perché il valore paradigmatico dell’ad gentes trovi sufficiente e generalizzata realizzazione nelle comunità cristiane. Le difficoltà sono note, e in gran parte riguardano un cambiamento di mentalità che tarda a venire, anche se il linguaggio della “conversione pastorale” sembra cominciare a farsi strada.
Il Convegno di Montesilvano ha inteso scendere nella problematica dell’azione evangelizzatrice, cercando di aiutare a capirne il dinamismo e le modalità.
Tre domande sono apparse strettamente interdipendenti: 1) In un mondo che cambia, quali frontiere umane e geografiche richiedono di essere evangelizzate? 2) Come aiutare la comunità ecclesiale, e in essa particolarmente la parrocchia, a riscoprire e vivere la sua originaria vocazione missionaria? 3) Di fronte agli immensi areopaghi che lo Spirito dischiude all’attività di evangelizzazione, c’è spazio per un progetto comune, capace di valorizzare le diverse specificità di soggetti e carismi?
Le relazioni, i laboratori e le celebrazioni riportate in questo libro rendono ragione di quanto fatto per suscitare l’ansia dell’evangelizzazione e convogliare le forze ecclesiali in una comune ed effettiva progettualità di annuncio. Il Convegno è così risultato momento fecondo di creatività pastorale e di crescita ad ogni livello della missionarietà.

La Chiesa alle frontiere

La prima e decisiva acquisizione del Convegno Missionario Nazionale di Montesilvano è stata quella di ribadire che l’urgenza di ogni cristiano, e la massima priorità per la missione della Chiesa, è farsi vero e convinto discepolo di Cristo, evangelizzato dalla sua Parola.
Quando non si riesce a vivere questa verità profonda, alla fine ci si accontenta di verità più piccole. Per questo la missione resterà sempre mortificata se confinata nell’ombra del campanile. Se non allarga lo sguardo sul mondo e sull’umanità, la comunità cristiana rischia di esaurire facilmente l’entusiasmo della fede e dell’azione apostolica.
Per evitare un rischio così mortale, anche la più piccola delle comunità e ogni fedele non possono che imparare a prendere a cuore il mondo e quello che vi accade. Globalizzazione, incontro e scontro tra culture e religioni, migrazioni di popoli, violenze, conflitti, ingiustizie, ricerca della pace, salvaguardia del creato, rapporti tra le persone… essere su queste frontiere per liberarle e umanizzarle secondo il progetto di Dio: è questa la missione messianica di Cristo che la Chiesa continua a vivere per sua natura e vocazione. Finché Dio sarà tutto in tutti. E i popoli troveranno piena comunione in quella famiglia che ha un solo e comune Padre. Il Padre di Gesù Cristo.

La comunità missionaria 

Il cammino teologico e pastorale degli ultimi anni ha ribadito quanto la missio ad gentes appartenga ad ogni battezzato non meno che alla natura di ogni soggetto ecclesiale: “Nessun credente in Cristo, nessuna istituzione della Chiesa può sottrarsi a questo dovere supremo: annunziare Cristo a tutti i popoli” (Redemptoris missio, 3).
La partecipazione di duemila persone al Convegno ha dato evidenza alla crescita missionaria avvenuta nelle nostre comunità. Accanto al servizio di 16 Istituti missionari ad gentes, molte diocesi hanno assunto servizi missionari in Africa e in America Latina. Altre hanno cominciato a muoversi verso l’Asia o l’Est Europa. Quasi tutte le Congregazioni religiose, maschili e femminili, pur non avendo un carisma specifico missionario, si sono spinte al di là dei loro iniziali confini e sono oggi presenti nei cinque continenti. Quello che fino a qualche decennio fa veniva chiamato il “gigante addormentato”, il laicato, ha preso coscienza della sua dimensione vocazionale apostolica e con fantasia di espressioni sta annunciando e testimoniando la tenerezza del Padre, ponendosi ovunque a servizio di solidarietà e fraternità, sulle frontiere dello sviluppo e della promozione umana.
Basta però sollevare un po’ questo accattivante velo per rendersi conto che nelle nostre comunità c’è molto da fare perché la missio ad gentes sia meno declamata e più realizzata.
A Montesilvano, anche se non in senso esclusivo, è stata riservata un’attenzione particolare alla parrocchia: perché la missione non risulta il motore e la priorità della sua vita?
Diverse analisi hanno fatto risaltare che i punti deboli dell’attuale modello di parrocchia sembrano fondamentalmente due: la disarticolazione delle esperienze formative (mancanza di spiritualità propria) e la frammentazione della unità del sistema interno (dispersione e isolamento dei soggetti variamente impegnati). In un simile contesto la strada della conversione missionaria non è stata individuata in qualche specifica iniziativa in più ma nell’aiutare le parrocchie a non consumarsi in attività funzionali, concentrandosi invece nel far risuonare il Vangelo in tutta la sua radicalità e bellezza e aprendosi alla mondialità.
La parrocchia sarà missionaria soprattutto quando capirà che essa stessa deve essere evangelizzata e che quello che può ricevere da quanti le restano lontano è importante quanto ciò che può dare a quelli che le stanno vicino.

La missione nella comunione 

L’emergere dei molteplici soggetti missionari nella Chiesa italiana è certamente un kairòs del nostro tempo: presenza che a Montesilvano non è rimasta sullo sfondo. Una ricchezza che trova però nell’eccessiva frammentazione la causa della sua limitata efficacia. La pluralità dei soggetti è feconda, ma se diventa competitività o contrapposizione non ha fatto mai bene ad alcuno ne ha favorito passi in avanti al regno di Dio.
La comunione realizzatasi a Montesilvano ha rappresentato un provvidenziale contribuito per scrollarsi definitivamente dalla mente e dal cuore passati e recenti malintesi. Il Convegno ha così potuto provare a delineare e realizzare una comune progettualità missionaria nella quale potessero convergere le varie “forze” missionarie. “Comunione e corresponsabilità per la missione“, lo slogan di Montesilvano, è divenuto l’avvio di un lento ma inarrestabile percorso di maturazione.
Lavorare in ordine sparso, anche quando è fatto a vantaggio dell’animazione del popolo di Dio, sortisce infatti effetti contrari, ingenerando la mentalità che il lavoro missionario è appannaggio di gruppi specializzati. Senza dimenticare che anche in campo missionario la comunione esige diversità, la missione rimarrà pur sempre una sola, sul proprio territorio come nel mondo intero!

Dopo il Convegno 

La riuscita di un Convegno dipende da quello che gli farà seguito. Convinti di questo, la pubblicazione degli Atti non è stata pensata solo come opera di documentazione.
Mentre nelle nostre comunità sta prendendo corpo la preparazione del Convegno ecclesiale di metà decennio “Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo” (Verona, 16-20 ottobre 2006) si è inteso favorire ai risultati di un tanto partecipato incontro questa immediata feconda ricaduta.
Sono state perciò opportunamente pensate ed elaborate alcune pagine con rilevanti indicazioni di collegamento tra i contenuti di Montesilvano e quelli che saranno posti a tema dal prossimo Convegno ecclesiale. Anche questi ultimi si presentano infatti di decisiva fattura missionaria: “La stretta connessione tra il dono della speranza e la persona del Risorto, nella prospettiva del suo ritorno alla fine dei tempi; l’immagine della Chiesa popolo di Dio, ‘straniero’ e ‘disperso’ nel mondo, che si edifica come dimora di Dio e si riconosce come gregge che Cristo, pastore supremo, guida tramite pastori e vescovi; la presenza dei credenti nel mondo, con una condotta di vita bella e buona, leali nella società ma obbedienti solo al Signore, sempre pronti a testimoniare le ragioni della loro fede, l’apologia della loro speranza; il senso che la sofferenza assume alla luce di Cristo, umile agnello che nel sangue sparso sulla croce ci redime; la consapevolezza dei credenti di essere stati scelti da Dio e di come nel battesimo sia radicata per tutti una chiamata alla santità” (G. Betori, Prima lettera di Pietro, pp. 5-6).
Nelle mani di quanti lo desiderano giunge così un interessante e valido strumento di lavoro perché, in un mondo che cambia, “Comunione e corresponsabilità per la missione” continuino a maturare responsabilità di fedeli e comunità per l’evangelizzazione dei popoli.

Mons. Giuseppe Andreozzi
Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese

INDICE DEL VOLUME

Comunione e corresponsabilità per la missione
di AA.VV.

Presentazione (Giuseppe Andreozzi), 5
Da Montesilvano a Verona (Francesco Grasselli), 11

PARTE PRIMA – Relazioni 
Un mondo che cambia (Christian Diatta), 23
Comunione, fondamento e dimensione della missione (Dionigi Tettamanzi), 37

PARTE SECONDA – Cammini e sfide delle Chiese in ordine alla comunione
Tavole rotonde in ascolto delle Chiese di Africa, America Latina, Medio Oriente, Asia-Oceania, Europa

Africa
Le sfide della Chiesa in Africa (Franco Manganello), 63
La veste di Gesù (Olivia Olivo), 68
La nostra speranza (Michael K. Bangura e Dominic O. Sesay), 71

America Latina
Una Chiesa sempre più missionaria (Franco Masserdotti), 75
Con lo stile di Gesù (Mario Peretti), 81
Un annuncio credibile (Mario Maffi), 84
Missione formato famiglia (Chiara Viganò), 86
Comunicare il Vangelo (Byron Valdizón), 88

Medio Oriente
Nella culla del cristianesimo (Bernardo Cervellera), 91
La Chiesa in Libano (Charbel Khoury), 97
Gratuitamente date (Noura Matta), 100

Asia e Oceania
Sfide delle Chiese in Asia e Oceania (Aldo D’Andria), 104
Dio dietro le sbarre (Pietro Cui Xingang), 113
Come lievito nella pasta (Marian A. Jimos e Michaelina Matic), 117

Europa dell’Est 
La ricerca di una nuova identità (Carlo Di Stefano), 119
Camminare insieme (Kazakevicius R. Kavnas), 123
Una comunità viva ma isolata (Roman Ledovskij), 124
Tra cambiamenti ed emigrazione (Cristina Enasoaie), 126

PARTE TERZA – La missio ad gentes paradigma del rinnovamento pastorale
Comunicazioni dei soggetti missionari: Religiosi (CISM), Religiose (USMI),
Fidei donum, Istituti missionari (CIMI), Volontari (FOCSIV), Laicato missionario

Comunicazioni dei soggetti missionari
Religiosi (Mario Aldegani), 133
Religiose (Antonietta Papa), 138
Fidei donum (Davide Rota), 141
Istituti missionari (Vittorio Farronato), 146
Volontari nel mondo Focsiv (Agostino Mantovani), 152
Laicato missionario (Emanuela Sbriscia Fioretti e Marco Ragaini), 158

PARTE QUARTA – Laboratori

Primo ambito: Frontiere di missionarietà

Area di discussione: Pace e giustizia
Lab. 1 – Vie di giustizia e di promozione della pace, 166
Lab. 2 – Nel tempo della guerra e del terrore, 169
Lab. 3 – Economie neoliberali e macrosistemi economici, 172
Lab. 4 – Questioni di governance mondiali, 173
Lab. 5 – Mobilità dei popoli, 174
Lab. 6 – Discriminazioni razziali, 176
Lab. 7 – La dignità della donna, 177
Lab. 8 – L’infanzia negata, 178
Lab. 9 – Sviluppo e ambiente, 180
Lab. 10 – Urbanizzazione e periferie, 182
Lab. 11 – Il mondo degli esclusi, 184
Lab. 12 – Debito estero dei paesi poveri, 185

Area di discussione: Evangelizzazione
Lab. 13 – Il servizio della Chiesa al mondo, 187
Lab. 14 – I segni dei tempi, 188
Lab. 15 – Inculturarsi e inculturare, 189
Lab. 16 – Annuncio e testimonianza, 192
Lab. 17 – Di fronte all’islam, 193
Lab. 18 – Di fronte al buddismo, 194
Lab. 19 – Movimenti religiosi autonomi, 196
Lab. 20 – Il dialogo ecumenico oggi, 197
Lab. 21 – Le religioni per la pace, 198
Lab. 22 – Fondamentalismi religiosi, 199
Lab. 23 – Il dialogo interreligioso, 200
Lab. 24 – Crisi di valori e colonizzazione culturale, 201

Area di discussione: Globalizzazione e comunicazioni
Lab. 25 – Globalizzazione e culture locali, 202
Lab. 26 – Mass media e globalizzazione, 204
Lab. 27 – Globalizzazione e tecnologie, 205
Lab. 28 – Democrazia e comunicazione, 207
Lab. 29 – L’evangelizzazione dei mezzi di comunicazione sociale, 208
Lab. 30 – Annuncio e mezzi di comunicazione sociale, 209
Lab. 31 – Informazione alternativa e Sud del mondo, 210
Sintesi dei laboratori del primo ambito (Maria Teresa Ratti), 211

Secondo ambito: Per una pastorale dell’annuncio

Area di discussione: Soggetti pastorali
Lab. 1 – Preti per il mondo, 218
Lab. 2 – Il ruolo dei religiosi per il primo annuncio e la pastorale d’insieme, 221
Lab. 3 – Le religiose nella missione della comunità cristiana, 225
Lab. 4 – Servizio ad gentes dei volontati internazionali e dei laici missionari, 229
Lab. 5 – La famiglia cristiana soggetto di evangelizzazione, 232
Lab. 6 – Giovani per la missione, 237
Lab. 7 – I missionari che rientrano per la missione in Italia, 241
Lab. 8 – Movimenti e associazioni per la missione nel territorio, 245
Lab. 9 – Immigrati cristiani e cooperazione tra le Chiese, 249
Lab. 10 – Gli Istituti missionari nella Chiesa locale, 251

Area di discussione: Ambiti di impegno
Lab. 11 – Consigli pastorali e missione, 253
Lab. 12 – Centro Missionario Diocesano: servizio di comunione per la missione, 257
Lab. 13 – Migrazioni e pastorale missionaria, 261
Lab. 14 – L’evangelizzazione della carità, 263
Lab. 15 – Le Pontificie Opere Missionarie nella diocesi e nella parrocchia, 267
Lab. 16 – Strutture di coordinamento regionale e nazionale, 271
Lab. 17 – Seminari, scuole teologiche e missio ad gentes, 275

Area di discussione: Modelli di riferimento
Lab. 18 – Missio ad gentes: urgenza e specificità, 278
Lab. 19 – La missione ad gentes “paradigma” della pastorale ordinaria, 281
Lab. 20 – Consacrazione per la missione, 285
Lab. 21 – Conversione missionaria per la nuova evangelizzazione, 288
Lab. 22 – La parrocchia oltre la cura pastorale, 292
Lab. 23 – La pastorale integrata, 297
Lab. 24 – Catechesi e missione, 300
Lab. 25 – Liturgia aperta al mondo, 303
Lab. 26 – Evangelizzazione e promozione umana, 306
Lab. 27 – Itinerari di formazione missionaria, 309
Lab. 28 – Servizi diocesani missionari, 313
Lab. 29 – Animazione missionaria in diocesi e nelle parrocchie, 316
Lab. 30 – L’informazione missionaria in Italia, 320
Sintesi dei laboratori del secondo ambito (Francesco Grasselli), 323

PARTE QUINTA – Conclusioni
Il volto di una Chiesa missionaria (Gianni Colzani), 331
Messaggio finale, 345

PARTE SESTA – Omelie
La forza sanante del Vangelo (Giuseppe Beton)
Celebrazione comunitaria dei Vespri, 353

Gesù Cristo unico missionario (Renato Corti)
Omelia nella Celebrazione Eucaristica conclusiva, 359

Elenco dei partecipanti
, 365

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