Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

In cammino per la missione … si riparte!

Domenica 20 ottobre 2013 –

di Monica Leggio

Ieri, noi ragazzi del percorso missionario ci siamo rivisti per il primo degli otto incontri previsti per l’anno 2013-14.

Ci sono state delle nuove iscrizioni e questo è sempre positivo perché ci da quella spinta in più e ci motiva ad andare avanti e a migliorare sempre di più il nostro percorso.

Si è cominciato con la presentazione del gruppo, spiegato cosa intendiamo fare e cosa ci si aspetta e ci aspettiamo. Poi attraverso una dinamica un po’ particolare, il lancio di un gomitolo di lana contenente i colori dei continenti: rosso, verde, bianco, giallo e blu, si è creata una sorta di gigantesca ragnatela, i cui vertici erano tenuti da tutti i partecipanti che a loro volta si presentavano e attraverso i loro racconti ci regalavano parte dei loro progetti e dei loro sogni.

L’incontro si è animato molto attraverso le testimonianze di P. Andrea e di Andrea. Il primo ci ha parlato della comunità a cui appartiene, di quanto sia difficile essere un sacerdote in certe realtà e di quante problematiche ci sono nell’essere missionario. A parte questo però sia egli che l’altro ragazzo ci hanno fatto emozionare e forse desiderare di essere nei luoghi dove loro sono stati, in particolare l’India e il Burundi, raccontandoci dei progetti che sono stati messi in cantiere e realizzati, anche se quello che ci ha colpiti maggiormente sono stati gli occhi di quei popoli immortalati nelle foto e le parole di Andrea: “loro Amano… incondizionatamente… gioiscono con poco… si impara che l’AMORE, NEI GESTI, NEI SORRISI, NELLE CAREZZE… é l’UNICO LINGUAGGIO che bisogna coltivare… custodire… imparare… usare…”.

Si è proseguito inoltre con un’altra dinamica che consentiva nello svuotarsi di tutte quelle zavorre che ci portiamo dietro e che spesso ci prendono così tanto della nostra vita da non lasciarci vedere nulla e né ci permettono di avere lo spazio per acquisire e assimilare altro. Il parallelismo è avvenuto tramite un grosso zaino, quello che comunemente usano i pellegrini odierni, che simboleggiava il nostro cuore e la nostra anima, e i ciottoli su cui i partecipanti avevano scritto che cosa li opprimeva e non li rendeva liberi.

Dopo un brevissimo break, l’incontro si è concluso nella piccola cappella allestita con le stoffe dei 5 colori dei continenti, le candele e ai piedi dell’altare lo zaino che si era svuotato e una cesta contenente i ciottoli, come offerta e impegno per il nostro cammino. 1377308_10201385153583558_1920058013_n1379493_10201692640191074_1990434902_n1391928_10201692631550858_786839663_n

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