Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa


Premio cittadino europeo a suor Eugenia Bonetti, la religiosa “anti-tratta”

Per il suo impegno contro la tratta degli esseri umani, in particolare delle donne, suor Eugenia Bonetti riceve quest’anno il Premio cittadino Europeo. Il riconoscimento alla missionaria Consolata e presidente dell’associazione “Slaves no more” sarà assegnato nell’odierna cerimonia ufficiale a Bruxelles. Elvira Ragostaha intervistato la religiosa, chiedendole quanto è preoccupante il fenomeno della tratta per l’Europa:RealAudioMP3 

R. – Dal ’98 ad oggi, noi come Italia siamo riusciti a recuperare più di seimila donne. Non sempre è stato possibile cooperare con gli altri Paesi europei, per via della legislazione, della repressione e del rimpatrio forzato. Adesso, le cose stanno un po’ cambiando: le nostre Congregazioni in Italia sono state davvero tra le prime che hanno aperto le porte dei conventi per accoglierle. Abbiamo poi cercato di metterci in contatto con religiose dei Paesi di origine. Per noi, il Paese con il quale maggiormente collaboriamo è proprio la Nigeria, perché l’Italia ha una forte presenza di nigeriane e subito dopo vengono le ragazze dell’Europa dell’Est.

D. – L’Associazione “Slaves no more” (mai più schiave) aiuta le donne vittime di tratta a ritornare nei Paesi di origine. Come seguite questi rimpatri?

R. – Con un progetto di reintegrazione sociale e lavorativa, noi, in collaborazione con l’Usmi, in collaborazione con la Caritas italiana, e anche attraverso i fondi che ci vengono dati dalla Cei, stiamo mettendo in atto questi rimpatri assistiti. Abbiamo una rete a livello internazionale, chiamata “Talità Kum”, che è presa in considerazione dalle Congregazioni internazionali femminili, l’Uisg. E poi abbiamo creato questa rete in Europa, che si chiama “Renate”: si tratta di religiose in comunione contro la tratta di esseri umani e contro lo sfruttamento. Noi insistiamo molto sul fatto che sono proprio i clienti a favorire, alimentare e sostenere la tratta di esseri umani. C’è da aprire veramente un capitolo e dire cosa possiamo fare, perché se noi chiediamo all’Europa, all’Italia di fare delle leggi, le leggi vanno molto bene – ce n’è bisogno – ma noi dobbiamo veramente aiutarci a riappropriarci di una cultura del rispetto, della dignità, della relazione. Qui c’è un grande lavoro da fare, dove veramente siamo tutti coinvolti, per ridare a queste persone dignità, libertà, identità ed anche legalità.

D. – Questo, dunque, è un premio molto significativo?

R. – Questo riconoscimento non è dato a me personalmente, è dato a tutte queste suore che giorno per giorno faticano nelle case di accoglienza. Ne abbiamo un centinaio in giro per l’Italia: piccole case famiglia per aiutare queste persone a ricostruire la loro vita, la loro realtà. Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare il Papa, di portare la sofferenza di queste persone, le loro situazioni terribili. Abbiamo chiesto poi al Papa una giornata all’anno dedicata alla riflessione e all’attenzione della tratta degli esseri umani. Lui è stato molto colpito da questo e ad un certo punto ci ha chiesto: “Ma cosa suggerite?” Noi abbiamo detto: “Il giorno di Santa Bakhita, perché lei era una schiava”.

Ultimo aggiornamento: 16 ottobre

Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/10/15/il_premio_cittadino_europeo_a_suor_eugenia_bonetti,_la_religiosa/it1-737373

del sito Radio Vaticana

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In cammino per la missione … si riparte!

Domenica 20 ottobre 2013 –

di Monica Leggio

Ieri, noi ragazzi del percorso missionario ci siamo rivisti per il primo degli otto incontri previsti per l’anno 2013-14.

Ci sono state delle nuove iscrizioni e questo è sempre positivo perché ci da quella spinta in più e ci motiva ad andare avanti e a migliorare sempre di più il nostro percorso.

Si è cominciato con la presentazione del gruppo, spiegato cosa intendiamo fare e cosa ci si aspetta e ci aspettiamo. Poi attraverso una dinamica un po’ particolare, il lancio di un gomitolo di lana contenente i colori dei continenti: rosso, verde, bianco, giallo e blu, si è creata una sorta di gigantesca ragnatela, i cui vertici erano tenuti da tutti i partecipanti che a loro volta si presentavano e attraverso i loro racconti ci regalavano parte dei loro progetti e dei loro sogni.

L’incontro si è animato molto attraverso le testimonianze di P. Andrea e di Andrea. Il primo ci ha parlato della comunità a cui appartiene, di quanto sia difficile essere un sacerdote in certe realtà e di quante problematiche ci sono nell’essere missionario. A parte questo però sia egli che l’altro ragazzo ci hanno fatto emozionare e forse desiderare di essere nei luoghi dove loro sono stati, in particolare l’India e il Burundi, raccontandoci dei progetti che sono stati messi in cantiere e realizzati, anche se quello che ci ha colpiti maggiormente sono stati gli occhi di quei popoli immortalati nelle foto e le parole di Andrea: “loro Amano… incondizionatamente… gioiscono con poco… si impara che l’AMORE, NEI GESTI, NEI SORRISI, NELLE CAREZZE… é l’UNICO LINGUAGGIO che bisogna coltivare… custodire… imparare… usare…”.

Si è proseguito inoltre con un’altra dinamica che consentiva nello svuotarsi di tutte quelle zavorre che ci portiamo dietro e che spesso ci prendono così tanto della nostra vita da non lasciarci vedere nulla e né ci permettono di avere lo spazio per acquisire e assimilare altro. Il parallelismo è avvenuto tramite un grosso zaino, quello che comunemente usano i pellegrini odierni, che simboleggiava il nostro cuore e la nostra anima, e i ciottoli su cui i partecipanti avevano scritto che cosa li opprimeva e non li rendeva liberi.

Dopo un brevissimo break, l’incontro si è concluso nella piccola cappella allestita con le stoffe dei 5 colori dei continenti, le candele e ai piedi dell’altare lo zaino che si era svuotato e una cesta contenente i ciottoli, come offerta e impegno per il nostro cammino. 1377308_10201385153583558_1920058013_n1379493_10201692640191074_1990434902_n1391928_10201692631550858_786839663_n