Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa


CONVERTIRE GIONA PER CONVERTIRE NINIVE!


Giona diviene paradigma di una scoperta che ad ogni tempo può essere rinnovata e che nel nostro tempo è forse la sfida di fondo di fronte alla quale ci troviamo: la sfida di accogliere l’alterità e di rapportarsi all’altro nel tempo del pluralismo, nel tempo in cui prevale la paura e la ricerca di chiudersi in una identità senza l’altro. Giona è ‘uomo chiamato ad ascoltare in modo nuovo la Parola, in rapporto alla grande città’.
Giona ci parla innanzitutto dell’Alterità di Dio: è una sfida ‘religiosa’ quella che sta davanti a noi oggi. La questione del senso della vita, della fede si pone in termini nuovi nel tempo della pluralità delle fedi, delle culture, delle opzioni di vita. Siamo anche oggi chiamati ad imparare a cercare Dio, a divenire cercatori di trascendenza, al di là di schemi rassicuranti e che talvolta rinchiudono Dio solo in costruzioni umane. Ma siamo anche chiamati a scoprire Dio al di là di appartenenze esclusive.
E’ possibile instaurare un rapporto con chi è diverso, nemico e lontano? Giona ci dice di sì, ma presenta anche la complessità del cammino che ciò comporta. La vita si connota come apprendimento, imparare ad incontrare in modo nuovo. Il nostro oggi è tempo dello spaesamento e dello sconcerto. Proprio nello sconcerto Giona si apre alla novità di Dio e a lasciarsi cambiare nella sua visione di esclusione e di pensiero del disprezzo.
Oggi siamo chiamati a fare i conti anche in modi nuovi con l’alterità del nostro io, con sentimenti, con le vicende delle nostre fughe e ritorni. Come Giona forse non al di fuori di esse, ma al di dentro, c’è da scoprire la voce incessante di una Parola che ci invita, ci spinge e rinnova la chiamata ad una missione.
Anche in questa generazione forse Giona attende compagni che come lui si lascino provocare dalla Parola, e provocati dagli eventi della loro storia, si lascino coinvolgere nella passione di Dio perché “tutti siano salvi‟.

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