Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa


COMUNICATO DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELL’UNITÀ DEI CRISTIANI,

30.10.2013

[B0709]Il Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra [CEC] [World Council of Churches, WCC] terrà la sua Decima Assemblea Generale a Busan, nella Repubblica di Corea, dal 30 ottobre all’8 novembre 2013 sul tema: “Dio della Vita, portaci alla giustizia e alla pace”. L’Assemblea, che è il più importante organo di gestione del CEC, è convocata ogni sette anni. Vi prenderanno parte oltre 3.000 delegati ufficiali in rappresentanza delle 345 Chiese e Comunità ecclesiali affiliate all’organismo di Ginevra, delle Chiese non-membro e di organizzazioni associate. La precedente Assemblea si è tenuta nel 2006 a Porto Alegre, in Brasile. Quest’anno essa sarà ospitata dal Consiglio di Chiese della Corea nella Diocesi di Busan.

Secondo il programma, ogni giornata si aprirà con una preghiera comune ed una breve riflessione biblica, si articolerà poi in sessioni plenarie e conversazioni ecumeniche, e si concluderà con una preghiera serale da varie tradizioni cristiane. Uno dei principali compiti dell’Assemblea è la nomina dei membri del nuovo Comitato Centrale incaricato di realizzare le attività del CEC nel periodo tra l’incontro di Busan e la prossima Assemblea Generale.

Il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, prenderà parte alla seduta inaugurale dell’Assemblea e trasmetterà ai partecipanti un Messaggio augurale del Santo Padre, Papa Francesco.

S.E. Mons. Brian Farrell, Segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, sarà a capo della delegazione cattolica ufficiale che comprende 25 membri, di cui 7 coreani, in veste di osservatori, tra cui rappresentanti della Curia Romana, di Conferenze episcopali, di istituti di vita consacrata e di movimenti laicali.

La Chiesa cattolica, pur non essendo membro del CEC, collabora in vari modi con questo organismo e con la sua Commissione Fede e Costituzione, la cui funzione è quella di perseguire l’unità dei cristiani attraverso la riflessione comune su questioni che tuttora dividono i cristiani, tra cui, in particolare, l’ecclesiologia. Tra gli strumenti di collaborazione, il “Gruppo Misto di Lavoro” [GML], istituito nel 1965, costituisce la principale struttura di coordinamento delle relazioni tra la Chiesa cattolica ed il CEC.

La delegazione cattolica che parteciperà alla Decima Assemblea Generale del CEC è composta dai seguenti osservatori:

Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani:

S.E. Mons. Brian FARRELL (Segretario e capo-delegazione),

Mons. Juan USMA GOMEZ, Rev.do P. Luis MELO, SM;

Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso:

Rev.do P. Indunil KODITHUWAKKU (SottoSegretario);

Collaboratori cattolici stabili presso il CEC:

Dott.ssa Annemarie MAYER,

Rev.do P. Lawrence IWUAMADI,

Rev.do P. Richard NNYOMBI, M.Afr;

Commissione “Fede e Costituzione”:

Rev.do P. William HENN, OFM Cap;

“Gruppo Misto di Lavoro”:

S.E. Mons. Diarmuid MARTIN, Co-Moderatore del GML e Arcivescovo di Dublino;

Federazione delle Conferenze dei Vescovi Asiatici:

S.E. Mons. Felix MACHADO (Arcivescovo-Vescovo di Vasai, Co-Presidente dell’Ufficio per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso della Conferenza dei Vescovi Cattolici dell’India);

Centro “Pro Unione”:

Rev.do P. James PUGLISI, SA (Direttore esecutivo);

Rappresentanti di Istituti di Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica:

Suor Josune ARREGUI, CCV (Segretaria Generale, Unione Internazionale delle Superiore Generali),

Rev.do P. David K. GLENDAY, MCCJ (Segretario Generale, Unione dei Superiori Generali),

Rev.do P. Richard BAAWOBR, M.Afr (Missionari d’Africa),

Suor Georgeanne Mary DONOVAN, SMSM (Suore Missionarie della Società di Maria),

Suor Nzenzili Lucie MBOMA, FMM (Direttore esecutivo SEDOS, Service of Documentation and Study of Global Mission);

Rappresentanti della Conferenza dei Vescovi Cattolici della Corea:

S.E. Mons. Hee!joong Hyginus KIM (Arcidiocesi di Kwangju, Presidente del Comitato per la promozione dell’unità dei cristiani e per il dialogo interreligioso, CPUCDI),

S.E. Mons. Chul!soo Paul HWANG (Vescovo di Busan),

Rev.do P. Yong!min John SONG (Segretario del CPUCDI),

Rev.do P. Diego CAZZOLATO (KANG) (membro del CPUCDI),

Rev.do P. Joeng!Hun SHIN (membro del CPUCDI),

Suor Chung!myung Cecilia SON (membro del CPUCDI),

Sig. Deonk!chang Stephen YANG (membro del CPUCDI);

Rappresentante di Movimenti Laicali Cattolici:

Sig.a Corin Mi!suk HAN (Movimento dei Focolari, membro del CPUCDI);

Rappresentante dei Mass Media coreani:

Rev.do P. Doo!wan Augustinus KIM (Direttore della “Busan Peace Broadcasting Corporation“);

Servizio stampa:

Sig.ra Philippa HITCHEN.

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Meditazione di papa Francesco sulla Comunione dei Santi.

Solenidade de todos os santosL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
Nel discorso in lingua italiana, il Papa ha incentrato la sua meditazione sulla Comunione dei Santi.
Dopo la sintesi in diverse lingue, Papa Francesco ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello alla pace e alla riconciliazione nella nazione irachena.
L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

● CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi vorrei parlare di una realtà molto bella della nostra fede, cioè della”comunione dei santi”. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci ricorda che con questa espressione si intendono due realtà: la comunione alle cose sante e la comunione tra le persone sante (n. 948). Mi soffermo sul secondo significato: si tratta di una verità tra le più consolanti della nostra fede, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo. Una comunione che nasce dalla fede; infatti, il termine”santi”si riferisce a coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo. Per questo i primi cristiani erano chiamati anche “i santi” (cfr At 9,13.32.41; Rm 8,27; 1 Cor 6,1).

1. Il Vangelo di Giovanni attesta che, prima della sua Passione, Gesù pregò il Padre per la comunione tra i discepoli, con queste parole: «Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (17,21). La Chiesa, nella sua verità più profonda, è comunione con Dio, familiarità con Dio, comunione di amore con Cristo e con il Padre nello Spirito Santo, che si prolunga in una comunione fraterna. Questa relazione tra Gesù e il Padre è la “matrice” del legame tra noi cristiani: se siamo intimamente inseriti in questa “matrice”, in questa fornace ardente di amore, allora possiamo diventare veramente un cuore solo e un’anima sola tra di noi, perché l’amore di Dio brucia i nostri egoismi, i nostri pregiudizi, le nostre divisioni interiori ed esterne. L’amore di Dio brucia anche i nostri peccati.

2. Se c’è questo radicamento nella sorgente dell’Amore, che è Dio, allora si verifica anche il movimento reciproco: dai fratelli a Dio; l’esperienza della comunione fraterna mi conduce alla comunione con Dio. Essere uniti fra noi ci conduce ad essere uniti con Dio, ci conduce a questo legame con Dio che è nostro Padre. Questo è il secondo aspetto della comunione dei santi che vorrei sottolineare:la nostra fede ha bisogno del sostegno degli altri, specialmente nei momenti difficili. Se noi siamo uniti la fede diventa forte. Quanto è bello sostenerci gli uni gli altri nell’avventura meravigliosa della fede! Dico questo perché la tendenza a chiudersi nel privato ha influenzato anche l’ambito religioso, così che molte volte si fa fatica a chiedere l’aiuto spirituale di quanti condividono con noi l’esperienza cristiana. Chi di noi tutti non ha sperimentato insicurezze, smarrimenti e perfino dubbi nel cammino della fede? Tutti abbiamo sperimentato questo, anch’io: fa parte del cammino della fede, fa parte della nostra vita. Tutto ciò non deve stupirci, perché siamo esseri umani, segnati da fragilità e limiti; tutti siamo fragili, tutti abbiamo limiti. Tuttavia, in questi momenti difficoltosi è necessario confidare nell’aiuto di Dio, mediante la preghiera filiale, e, al tempo stesso, è importante trovare il coraggio e l’umiltà di aprirsi agli altri, per chiedere aiuto, per chiedere di darci una mano. Quante volte abbiamo fatto questo e poi siamo riusciti a venirne fuori dal problema e trovare Dio un’altra volta! In questa comunione – comunione vuol dire comune-unione -siamo una grande famiglia, dove tutti i componenti si aiutano e si sostengono fra loro.

3. E veniamo a un altro aspetto: la comunione dei santi va al di là della vita terrena, va oltre la morte e dura per sempre. Questa unione fra noi, va al di là e continua nell’altra vita; è una unione spirituale che nasce dal Battesimo e non viene spezzata dalla morte, ma, grazie a Cristo risorto, è destinata a trovare la sua pienezza nella vita eterna. C’è un legame profondo e indissolubile tra quanti sono ancora pellegrini in questo mondo – fra noi – e coloro che hanno varcato la soglia della morte per entrare nell’eternità. Tutti i battezzati quaggiù sulla terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati che sono già in Paradiso formano una sola grande Famiglia. Questa comunione tra terra e cielo si realizza specialmente nella preghiera di intercessione.

Cari amici, abbiamo questa bellezza! È una realtà nostra, di tutti, che ci fa fratelli, che ci accompagna nel cammino della vita e ci fa trovare un’altra volta lassù in cielo. Andiamo per questo cammino con fiducia, con gioia. Un cristiano deve essere gioioso, con la gioia di avere tanti fratelli battezzati che camminano con lui; sostenuto dall’aiuto dei fratelli e delle sorelle che fanno questa stessa strada per andare al cielo; e anche con l’aiuto dei fratelli e delle sorelle che sono in cielo e pregano Gesù per noi. Avanti per questa strada con gioia!

[01579-01.01] [Testo originale: Italiano]

todos-os-santos-e-santas


Comunione e corresponsabilità per la missione

Comunione e corresponsabilità per la missione
di AA.VV.

In una fase storica segnata da terrorismo, guerre, violenze e ingiustizie strutturali, il Convegno Missionario Nazionale di Montesilvano ha cercato di portare la Chiesa e le comunità cristiane in Italia a riscoprire l’urgenza della missione, individuando itinerari educativi concreti e ritrovando voce e gesti coraggiosi di profezia.

Montesilvano: punto di arrivo e di partenza

Che quella della missionarietà sia divenuta una delle dimensioni più frequentemente richiamate nella prassi e nel lessico pastorale è noto e ampiamente dimostrato. L’obiettivo del Convegno di Montesilvano non è stato però una delle tante variazioni sul tema, ma ha inteso dare evidenza allo specifico dell’esperienza della missio ad gentes, della sua capacità di discernimento, delle metodologie di annuncio, della passione nell’accompagnamento delle persone.
In questa prospettiva avevano già operato il 1º Convegno Missionario Nazionale (Verona, 1990) e il successivo di Bellaria (1998). Gli sviluppi che ne seguirono hanno ampiamente dimostrato che non ci si può illudere sulla fatica che attende il cammino teorico e pratico perché il valore paradigmatico dell’ad gentes trovi sufficiente e generalizzata realizzazione nelle comunità cristiane. Le difficoltà sono note, e in gran parte riguardano un cambiamento di mentalità che tarda a venire, anche se il linguaggio della “conversione pastorale” sembra cominciare a farsi strada.
Il Convegno di Montesilvano ha inteso scendere nella problematica dell’azione evangelizzatrice, cercando di aiutare a capirne il dinamismo e le modalità.
Tre domande sono apparse strettamente interdipendenti: 1) In un mondo che cambia, quali frontiere umane e geografiche richiedono di essere evangelizzate? 2) Come aiutare la comunità ecclesiale, e in essa particolarmente la parrocchia, a riscoprire e vivere la sua originaria vocazione missionaria? 3) Di fronte agli immensi areopaghi che lo Spirito dischiude all’attività di evangelizzazione, c’è spazio per un progetto comune, capace di valorizzare le diverse specificità di soggetti e carismi?
Le relazioni, i laboratori e le celebrazioni riportate in questo libro rendono ragione di quanto fatto per suscitare l’ansia dell’evangelizzazione e convogliare le forze ecclesiali in una comune ed effettiva progettualità di annuncio. Il Convegno è così risultato momento fecondo di creatività pastorale e di crescita ad ogni livello della missionarietà.

La Chiesa alle frontiere

La prima e decisiva acquisizione del Convegno Missionario Nazionale di Montesilvano è stata quella di ribadire che l’urgenza di ogni cristiano, e la massima priorità per la missione della Chiesa, è farsi vero e convinto discepolo di Cristo, evangelizzato dalla sua Parola.
Quando non si riesce a vivere questa verità profonda, alla fine ci si accontenta di verità più piccole. Per questo la missione resterà sempre mortificata se confinata nell’ombra del campanile. Se non allarga lo sguardo sul mondo e sull’umanità, la comunità cristiana rischia di esaurire facilmente l’entusiasmo della fede e dell’azione apostolica.
Per evitare un rischio così mortale, anche la più piccola delle comunità e ogni fedele non possono che imparare a prendere a cuore il mondo e quello che vi accade. Globalizzazione, incontro e scontro tra culture e religioni, migrazioni di popoli, violenze, conflitti, ingiustizie, ricerca della pace, salvaguardia del creato, rapporti tra le persone… essere su queste frontiere per liberarle e umanizzarle secondo il progetto di Dio: è questa la missione messianica di Cristo che la Chiesa continua a vivere per sua natura e vocazione. Finché Dio sarà tutto in tutti. E i popoli troveranno piena comunione in quella famiglia che ha un solo e comune Padre. Il Padre di Gesù Cristo.

La comunità missionaria 

Il cammino teologico e pastorale degli ultimi anni ha ribadito quanto la missio ad gentes appartenga ad ogni battezzato non meno che alla natura di ogni soggetto ecclesiale: “Nessun credente in Cristo, nessuna istituzione della Chiesa può sottrarsi a questo dovere supremo: annunziare Cristo a tutti i popoli” (Redemptoris missio, 3).
La partecipazione di duemila persone al Convegno ha dato evidenza alla crescita missionaria avvenuta nelle nostre comunità. Accanto al servizio di 16 Istituti missionari ad gentes, molte diocesi hanno assunto servizi missionari in Africa e in America Latina. Altre hanno cominciato a muoversi verso l’Asia o l’Est Europa. Quasi tutte le Congregazioni religiose, maschili e femminili, pur non avendo un carisma specifico missionario, si sono spinte al di là dei loro iniziali confini e sono oggi presenti nei cinque continenti. Quello che fino a qualche decennio fa veniva chiamato il “gigante addormentato”, il laicato, ha preso coscienza della sua dimensione vocazionale apostolica e con fantasia di espressioni sta annunciando e testimoniando la tenerezza del Padre, ponendosi ovunque a servizio di solidarietà e fraternità, sulle frontiere dello sviluppo e della promozione umana.
Basta però sollevare un po’ questo accattivante velo per rendersi conto che nelle nostre comunità c’è molto da fare perché la missio ad gentes sia meno declamata e più realizzata.
A Montesilvano, anche se non in senso esclusivo, è stata riservata un’attenzione particolare alla parrocchia: perché la missione non risulta il motore e la priorità della sua vita?
Diverse analisi hanno fatto risaltare che i punti deboli dell’attuale modello di parrocchia sembrano fondamentalmente due: la disarticolazione delle esperienze formative (mancanza di spiritualità propria) e la frammentazione della unità del sistema interno (dispersione e isolamento dei soggetti variamente impegnati). In un simile contesto la strada della conversione missionaria non è stata individuata in qualche specifica iniziativa in più ma nell’aiutare le parrocchie a non consumarsi in attività funzionali, concentrandosi invece nel far risuonare il Vangelo in tutta la sua radicalità e bellezza e aprendosi alla mondialità.
La parrocchia sarà missionaria soprattutto quando capirà che essa stessa deve essere evangelizzata e che quello che può ricevere da quanti le restano lontano è importante quanto ciò che può dare a quelli che le stanno vicino.

La missione nella comunione 

L’emergere dei molteplici soggetti missionari nella Chiesa italiana è certamente un kairòs del nostro tempo: presenza che a Montesilvano non è rimasta sullo sfondo. Una ricchezza che trova però nell’eccessiva frammentazione la causa della sua limitata efficacia. La pluralità dei soggetti è feconda, ma se diventa competitività o contrapposizione non ha fatto mai bene ad alcuno ne ha favorito passi in avanti al regno di Dio.
La comunione realizzatasi a Montesilvano ha rappresentato un provvidenziale contribuito per scrollarsi definitivamente dalla mente e dal cuore passati e recenti malintesi. Il Convegno ha così potuto provare a delineare e realizzare una comune progettualità missionaria nella quale potessero convergere le varie “forze” missionarie. “Comunione e corresponsabilità per la missione“, lo slogan di Montesilvano, è divenuto l’avvio di un lento ma inarrestabile percorso di maturazione.
Lavorare in ordine sparso, anche quando è fatto a vantaggio dell’animazione del popolo di Dio, sortisce infatti effetti contrari, ingenerando la mentalità che il lavoro missionario è appannaggio di gruppi specializzati. Senza dimenticare che anche in campo missionario la comunione esige diversità, la missione rimarrà pur sempre una sola, sul proprio territorio come nel mondo intero!

Dopo il Convegno 

La riuscita di un Convegno dipende da quello che gli farà seguito. Convinti di questo, la pubblicazione degli Atti non è stata pensata solo come opera di documentazione.
Mentre nelle nostre comunità sta prendendo corpo la preparazione del Convegno ecclesiale di metà decennio “Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo” (Verona, 16-20 ottobre 2006) si è inteso favorire ai risultati di un tanto partecipato incontro questa immediata feconda ricaduta.
Sono state perciò opportunamente pensate ed elaborate alcune pagine con rilevanti indicazioni di collegamento tra i contenuti di Montesilvano e quelli che saranno posti a tema dal prossimo Convegno ecclesiale. Anche questi ultimi si presentano infatti di decisiva fattura missionaria: “La stretta connessione tra il dono della speranza e la persona del Risorto, nella prospettiva del suo ritorno alla fine dei tempi; l’immagine della Chiesa popolo di Dio, ‘straniero’ e ‘disperso’ nel mondo, che si edifica come dimora di Dio e si riconosce come gregge che Cristo, pastore supremo, guida tramite pastori e vescovi; la presenza dei credenti nel mondo, con una condotta di vita bella e buona, leali nella società ma obbedienti solo al Signore, sempre pronti a testimoniare le ragioni della loro fede, l’apologia della loro speranza; il senso che la sofferenza assume alla luce di Cristo, umile agnello che nel sangue sparso sulla croce ci redime; la consapevolezza dei credenti di essere stati scelti da Dio e di come nel battesimo sia radicata per tutti una chiamata alla santità” (G. Betori, Prima lettera di Pietro, pp. 5-6).
Nelle mani di quanti lo desiderano giunge così un interessante e valido strumento di lavoro perché, in un mondo che cambia, “Comunione e corresponsabilità per la missione” continuino a maturare responsabilità di fedeli e comunità per l’evangelizzazione dei popoli.

Mons. Giuseppe Andreozzi
Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese

INDICE DEL VOLUME

Comunione e corresponsabilità per la missione
di AA.VV.

Presentazione (Giuseppe Andreozzi), 5
Da Montesilvano a Verona (Francesco Grasselli), 11

PARTE PRIMA – Relazioni 
Un mondo che cambia (Christian Diatta), 23
Comunione, fondamento e dimensione della missione (Dionigi Tettamanzi), 37

PARTE SECONDA – Cammini e sfide delle Chiese in ordine alla comunione
Tavole rotonde in ascolto delle Chiese di Africa, America Latina, Medio Oriente, Asia-Oceania, Europa

Africa
Le sfide della Chiesa in Africa (Franco Manganello), 63
La veste di Gesù (Olivia Olivo), 68
La nostra speranza (Michael K. Bangura e Dominic O. Sesay), 71

America Latina
Una Chiesa sempre più missionaria (Franco Masserdotti), 75
Con lo stile di Gesù (Mario Peretti), 81
Un annuncio credibile (Mario Maffi), 84
Missione formato famiglia (Chiara Viganò), 86
Comunicare il Vangelo (Byron Valdizón), 88

Medio Oriente
Nella culla del cristianesimo (Bernardo Cervellera), 91
La Chiesa in Libano (Charbel Khoury), 97
Gratuitamente date (Noura Matta), 100

Asia e Oceania
Sfide delle Chiese in Asia e Oceania (Aldo D’Andria), 104
Dio dietro le sbarre (Pietro Cui Xingang), 113
Come lievito nella pasta (Marian A. Jimos e Michaelina Matic), 117

Europa dell’Est 
La ricerca di una nuova identità (Carlo Di Stefano), 119
Camminare insieme (Kazakevicius R. Kavnas), 123
Una comunità viva ma isolata (Roman Ledovskij), 124
Tra cambiamenti ed emigrazione (Cristina Enasoaie), 126

PARTE TERZA – La missio ad gentes paradigma del rinnovamento pastorale
Comunicazioni dei soggetti missionari: Religiosi (CISM), Religiose (USMI),
Fidei donum, Istituti missionari (CIMI), Volontari (FOCSIV), Laicato missionario

Comunicazioni dei soggetti missionari
Religiosi (Mario Aldegani), 133
Religiose (Antonietta Papa), 138
Fidei donum (Davide Rota), 141
Istituti missionari (Vittorio Farronato), 146
Volontari nel mondo Focsiv (Agostino Mantovani), 152
Laicato missionario (Emanuela Sbriscia Fioretti e Marco Ragaini), 158

PARTE QUARTA – Laboratori

Primo ambito: Frontiere di missionarietà

Area di discussione: Pace e giustizia
Lab. 1 – Vie di giustizia e di promozione della pace, 166
Lab. 2 – Nel tempo della guerra e del terrore, 169
Lab. 3 – Economie neoliberali e macrosistemi economici, 172
Lab. 4 – Questioni di governance mondiali, 173
Lab. 5 – Mobilità dei popoli, 174
Lab. 6 – Discriminazioni razziali, 176
Lab. 7 – La dignità della donna, 177
Lab. 8 – L’infanzia negata, 178
Lab. 9 – Sviluppo e ambiente, 180
Lab. 10 – Urbanizzazione e periferie, 182
Lab. 11 – Il mondo degli esclusi, 184
Lab. 12 – Debito estero dei paesi poveri, 185

Area di discussione: Evangelizzazione
Lab. 13 – Il servizio della Chiesa al mondo, 187
Lab. 14 – I segni dei tempi, 188
Lab. 15 – Inculturarsi e inculturare, 189
Lab. 16 – Annuncio e testimonianza, 192
Lab. 17 – Di fronte all’islam, 193
Lab. 18 – Di fronte al buddismo, 194
Lab. 19 – Movimenti religiosi autonomi, 196
Lab. 20 – Il dialogo ecumenico oggi, 197
Lab. 21 – Le religioni per la pace, 198
Lab. 22 – Fondamentalismi religiosi, 199
Lab. 23 – Il dialogo interreligioso, 200
Lab. 24 – Crisi di valori e colonizzazione culturale, 201

Area di discussione: Globalizzazione e comunicazioni
Lab. 25 – Globalizzazione e culture locali, 202
Lab. 26 – Mass media e globalizzazione, 204
Lab. 27 – Globalizzazione e tecnologie, 205
Lab. 28 – Democrazia e comunicazione, 207
Lab. 29 – L’evangelizzazione dei mezzi di comunicazione sociale, 208
Lab. 30 – Annuncio e mezzi di comunicazione sociale, 209
Lab. 31 – Informazione alternativa e Sud del mondo, 210
Sintesi dei laboratori del primo ambito (Maria Teresa Ratti), 211

Secondo ambito: Per una pastorale dell’annuncio

Area di discussione: Soggetti pastorali
Lab. 1 – Preti per il mondo, 218
Lab. 2 – Il ruolo dei religiosi per il primo annuncio e la pastorale d’insieme, 221
Lab. 3 – Le religiose nella missione della comunità cristiana, 225
Lab. 4 – Servizio ad gentes dei volontati internazionali e dei laici missionari, 229
Lab. 5 – La famiglia cristiana soggetto di evangelizzazione, 232
Lab. 6 – Giovani per la missione, 237
Lab. 7 – I missionari che rientrano per la missione in Italia, 241
Lab. 8 – Movimenti e associazioni per la missione nel territorio, 245
Lab. 9 – Immigrati cristiani e cooperazione tra le Chiese, 249
Lab. 10 – Gli Istituti missionari nella Chiesa locale, 251

Area di discussione: Ambiti di impegno
Lab. 11 – Consigli pastorali e missione, 253
Lab. 12 – Centro Missionario Diocesano: servizio di comunione per la missione, 257
Lab. 13 – Migrazioni e pastorale missionaria, 261
Lab. 14 – L’evangelizzazione della carità, 263
Lab. 15 – Le Pontificie Opere Missionarie nella diocesi e nella parrocchia, 267
Lab. 16 – Strutture di coordinamento regionale e nazionale, 271
Lab. 17 – Seminari, scuole teologiche e missio ad gentes, 275

Area di discussione: Modelli di riferimento
Lab. 18 – Missio ad gentes: urgenza e specificità, 278
Lab. 19 – La missione ad gentes “paradigma” della pastorale ordinaria, 281
Lab. 20 – Consacrazione per la missione, 285
Lab. 21 – Conversione missionaria per la nuova evangelizzazione, 288
Lab. 22 – La parrocchia oltre la cura pastorale, 292
Lab. 23 – La pastorale integrata, 297
Lab. 24 – Catechesi e missione, 300
Lab. 25 – Liturgia aperta al mondo, 303
Lab. 26 – Evangelizzazione e promozione umana, 306
Lab. 27 – Itinerari di formazione missionaria, 309
Lab. 28 – Servizi diocesani missionari, 313
Lab. 29 – Animazione missionaria in diocesi e nelle parrocchie, 316
Lab. 30 – L’informazione missionaria in Italia, 320
Sintesi dei laboratori del secondo ambito (Francesco Grasselli), 323

PARTE QUINTA – Conclusioni
Il volto di una Chiesa missionaria (Gianni Colzani), 331
Messaggio finale, 345

PARTE SESTA – Omelie
La forza sanante del Vangelo (Giuseppe Beton)
Celebrazione comunitaria dei Vespri, 353

Gesù Cristo unico missionario (Renato Corti)
Omelia nella Celebrazione Eucaristica conclusiva, 359

Elenco dei partecipanti
, 365


Premio cittadino europeo a suor Eugenia Bonetti, la religiosa “anti-tratta”

Per il suo impegno contro la tratta degli esseri umani, in particolare delle donne, suor Eugenia Bonetti riceve quest’anno il Premio cittadino Europeo. Il riconoscimento alla missionaria Consolata e presidente dell’associazione “Slaves no more” sarà assegnato nell’odierna cerimonia ufficiale a Bruxelles. Elvira Ragostaha intervistato la religiosa, chiedendole quanto è preoccupante il fenomeno della tratta per l’Europa:RealAudioMP3 

R. – Dal ’98 ad oggi, noi come Italia siamo riusciti a recuperare più di seimila donne. Non sempre è stato possibile cooperare con gli altri Paesi europei, per via della legislazione, della repressione e del rimpatrio forzato. Adesso, le cose stanno un po’ cambiando: le nostre Congregazioni in Italia sono state davvero tra le prime che hanno aperto le porte dei conventi per accoglierle. Abbiamo poi cercato di metterci in contatto con religiose dei Paesi di origine. Per noi, il Paese con il quale maggiormente collaboriamo è proprio la Nigeria, perché l’Italia ha una forte presenza di nigeriane e subito dopo vengono le ragazze dell’Europa dell’Est.

D. – L’Associazione “Slaves no more” (mai più schiave) aiuta le donne vittime di tratta a ritornare nei Paesi di origine. Come seguite questi rimpatri?

R. – Con un progetto di reintegrazione sociale e lavorativa, noi, in collaborazione con l’Usmi, in collaborazione con la Caritas italiana, e anche attraverso i fondi che ci vengono dati dalla Cei, stiamo mettendo in atto questi rimpatri assistiti. Abbiamo una rete a livello internazionale, chiamata “Talità Kum”, che è presa in considerazione dalle Congregazioni internazionali femminili, l’Uisg. E poi abbiamo creato questa rete in Europa, che si chiama “Renate”: si tratta di religiose in comunione contro la tratta di esseri umani e contro lo sfruttamento. Noi insistiamo molto sul fatto che sono proprio i clienti a favorire, alimentare e sostenere la tratta di esseri umani. C’è da aprire veramente un capitolo e dire cosa possiamo fare, perché se noi chiediamo all’Europa, all’Italia di fare delle leggi, le leggi vanno molto bene – ce n’è bisogno – ma noi dobbiamo veramente aiutarci a riappropriarci di una cultura del rispetto, della dignità, della relazione. Qui c’è un grande lavoro da fare, dove veramente siamo tutti coinvolti, per ridare a queste persone dignità, libertà, identità ed anche legalità.

D. – Questo, dunque, è un premio molto significativo?

R. – Questo riconoscimento non è dato a me personalmente, è dato a tutte queste suore che giorno per giorno faticano nelle case di accoglienza. Ne abbiamo un centinaio in giro per l’Italia: piccole case famiglia per aiutare queste persone a ricostruire la loro vita, la loro realtà. Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare il Papa, di portare la sofferenza di queste persone, le loro situazioni terribili. Abbiamo chiesto poi al Papa una giornata all’anno dedicata alla riflessione e all’attenzione della tratta degli esseri umani. Lui è stato molto colpito da questo e ad un certo punto ci ha chiesto: “Ma cosa suggerite?” Noi abbiamo detto: “Il giorno di Santa Bakhita, perché lei era una schiava”.

Ultimo aggiornamento: 16 ottobre

Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/10/15/il_premio_cittadino_europeo_a_suor_eugenia_bonetti,_la_religiosa/it1-737373

del sito Radio Vaticana


In cammino per la missione … si riparte!

Domenica 20 ottobre 2013 –

di Monica Leggio

Ieri, noi ragazzi del percorso missionario ci siamo rivisti per il primo degli otto incontri previsti per l’anno 2013-14.

Ci sono state delle nuove iscrizioni e questo è sempre positivo perché ci da quella spinta in più e ci motiva ad andare avanti e a migliorare sempre di più il nostro percorso.

Si è cominciato con la presentazione del gruppo, spiegato cosa intendiamo fare e cosa ci si aspetta e ci aspettiamo. Poi attraverso una dinamica un po’ particolare, il lancio di un gomitolo di lana contenente i colori dei continenti: rosso, verde, bianco, giallo e blu, si è creata una sorta di gigantesca ragnatela, i cui vertici erano tenuti da tutti i partecipanti che a loro volta si presentavano e attraverso i loro racconti ci regalavano parte dei loro progetti e dei loro sogni.

L’incontro si è animato molto attraverso le testimonianze di P. Andrea e di Andrea. Il primo ci ha parlato della comunità a cui appartiene, di quanto sia difficile essere un sacerdote in certe realtà e di quante problematiche ci sono nell’essere missionario. A parte questo però sia egli che l’altro ragazzo ci hanno fatto emozionare e forse desiderare di essere nei luoghi dove loro sono stati, in particolare l’India e il Burundi, raccontandoci dei progetti che sono stati messi in cantiere e realizzati, anche se quello che ci ha colpiti maggiormente sono stati gli occhi di quei popoli immortalati nelle foto e le parole di Andrea: “loro Amano… incondizionatamente… gioiscono con poco… si impara che l’AMORE, NEI GESTI, NEI SORRISI, NELLE CAREZZE… é l’UNICO LINGUAGGIO che bisogna coltivare… custodire… imparare… usare…”.

Si è proseguito inoltre con un’altra dinamica che consentiva nello svuotarsi di tutte quelle zavorre che ci portiamo dietro e che spesso ci prendono così tanto della nostra vita da non lasciarci vedere nulla e né ci permettono di avere lo spazio per acquisire e assimilare altro. Il parallelismo è avvenuto tramite un grosso zaino, quello che comunemente usano i pellegrini odierni, che simboleggiava il nostro cuore e la nostra anima, e i ciottoli su cui i partecipanti avevano scritto che cosa li opprimeva e non li rendeva liberi.

Dopo un brevissimo break, l’incontro si è concluso nella piccola cappella allestita con le stoffe dei 5 colori dei continenti, le candele e ai piedi dell’altare lo zaino che si era svuotato e una cesta contenente i ciottoli, come offerta e impegno per il nostro cammino. 1377308_10201385153583558_1920058013_n1379493_10201692640191074_1990434902_n1391928_10201692631550858_786839663_n


CONVERTIRE GIONA PER CONVERTIRE NINIVE!


Giona diviene paradigma di una scoperta che ad ogni tempo può essere rinnovata e che nel nostro tempo è forse la sfida di fondo di fronte alla quale ci troviamo: la sfida di accogliere l’alterità e di rapportarsi all’altro nel tempo del pluralismo, nel tempo in cui prevale la paura e la ricerca di chiudersi in una identità senza l’altro. Giona è ‘uomo chiamato ad ascoltare in modo nuovo la Parola, in rapporto alla grande città’.
Giona ci parla innanzitutto dell’Alterità di Dio: è una sfida ‘religiosa’ quella che sta davanti a noi oggi. La questione del senso della vita, della fede si pone in termini nuovi nel tempo della pluralità delle fedi, delle culture, delle opzioni di vita. Siamo anche oggi chiamati ad imparare a cercare Dio, a divenire cercatori di trascendenza, al di là di schemi rassicuranti e che talvolta rinchiudono Dio solo in costruzioni umane. Ma siamo anche chiamati a scoprire Dio al di là di appartenenze esclusive.
E’ possibile instaurare un rapporto con chi è diverso, nemico e lontano? Giona ci dice di sì, ma presenta anche la complessità del cammino che ciò comporta. La vita si connota come apprendimento, imparare ad incontrare in modo nuovo. Il nostro oggi è tempo dello spaesamento e dello sconcerto. Proprio nello sconcerto Giona si apre alla novità di Dio e a lasciarsi cambiare nella sua visione di esclusione e di pensiero del disprezzo.
Oggi siamo chiamati a fare i conti anche in modi nuovi con l’alterità del nostro io, con sentimenti, con le vicende delle nostre fughe e ritorni. Come Giona forse non al di fuori di esse, ma al di dentro, c’è da scoprire la voce incessante di una Parola che ci invita, ci spinge e rinnova la chiamata ad una missione.
Anche in questa generazione forse Giona attende compagni che come lui si lascino provocare dalla Parola, e provocati dagli eventi della loro storia, si lascino coinvolgere nella passione di Dio perché “tutti siano salvi‟.


Nuove nomine nella Diocesi di Noto

Il Vescovo di Noto Mons. Antonio Staglianò a termine del Convegno Pastorale Diocesano ha annunciato nuove nomine per la sua Diocesi

Noto, 3 ottobre 2013 – Giovedì 3 ottobre 2013 alle ore 20,45 a termine del Convegno Pastorale Diocesano tenuto da don Armando Matteo presso la Chiesa Madre di Ispica dal tema: “Lasciarci educare dalla misericordia di Dio nella quotidianità con particolare attenzione alla famiglia, ai giovani e alla città degli uomini”, il Vescovo di Noto, Mons. Antonio Staglianò, ha annunciato le nuove nomine pastorali in coerenza al progetto sulla mobilità del clero iniziato già da qualche anno e voluto dal Vescovo per rispondere sempre meglio alla necessità di una pastorale più vivace, dinamica e incisiva.

Il Vescovo dopo aver dato lettura delle nomine, sotto elencate, a concluso il suo discorso rivolgendo queste parole all’assemblea: “Sono grato al clero per la disponibilità che mi hanno offerto nell’avviare questo percorso di “cambio di destinazione o di servizio” che vedrà la Diocesi arricchirsi di carismi e testimonianze di fede esemplare.

Invoco volentieri su tutti e sulle comunità che vi accoglieranno la benedizione di Dio perché la vostra docilità e ubbidienza alla Chiesa possa contribuire alla diffusione del Regno di Dio e a una ricezione più fruttuosa del vangelo”.

 

 

 

le nomine pastorali:

NOTO

Don Rosario Sultana

Parroco della parrocchia del Carmine; Vicario foraneo del Vicariato di Noto

 

   

Don Adriano Minardo

Parroco delle parrocchie rurali di Rigolizia e S. Lucia; insegnante di Teologia Dogmatica presso lo Studio Teologico S. Paolo di Catania    

   

Don Gianni Donzello

Parroco della parrocchia S. Maria Scala del Paradiso

 

   

Mons. Thomas

Amministratore parrocchiale di S. Antonio Abate; collaboratore pastorale della Cattedrale; Assistente spirituale delle Confraternite di Noto.

 

   

Don Gabriele Di Martino

Segretario della Visita Pastorale e insegnante di latino e greco presso il Propedeutico; vicario parrocchiale presso la parrocchia S. Giovanni Battista in Avola; segretario generale della Curia e Bibliotecario della Biblioteca del Seminario.

 

   

Sem. Alessandro Paolino

Assistente del Propedeutico; membro della redazione “La Vita Diocesana”

 

   

Don Manlio Savarino

Segretario vescovile

 

   

Don Palacino

Parroco S. Isidoro in Testa dell’Acqua    

   

   

MODICA

   

   

Don Gianni Roccasalvo

Vicario Parrocchiale presso la Comunità delle parrocchie S. Cuore e Madonna delle lacrime

 

   

Fra Antonello Abate

Parroco della parrocchia S. Giuseppe in Zappulla

 

   

Don Fidone Michele

Parroco SS. Redentore in Quartarella

 

   

Seminarista Giorgio Cicciarella

In servizio pastorale presso la parrocchia Sacra Famiglia in Frigintini    
     

Seminarista Giuseppe Di Stefano

In servizio pastorale presso la parrocchia S. Anna

 

 

   

ISPICA

   

Don Paolo Gradanti

Parroco moderatore delle parrocchia S. Giuseppe e Chiesa Madre

 

   

Don Mario Gugliotta

Co-parroco presso la parrocchia S. Giuseppe Chiesa Madre

 

   

AVOLA

   

Don Enzo Iacono Isidoro

Co-parroco presso la parrocchia Carmine

 

   

Don Gabriele Di Martino

Vicario Parrocchiale presso la parrocchia S. Giovanni Battista

 

   

   

ROSOLINI

   

Don Bruno Carbone

Parroco moderatore della Comunità di parrocchie SS. Crocifisso e Chiesa Madre.

 

   

Don Stefano Trombatore

Parroco moderatore della Comunità di parrocchie S. Caterina e Cuore Immacolato di Maria

 

   

Don Alessandro Spatola

Co-parroco presso la Comunità di parrocchie S. Caterina e Cuore Immacolato di Maria

 

   

Don Paolo Solimano

Vicario parrocchiale della Comunità di parrocchie SS. Crocifisso e Chiesa Madre

 

   

Seminarista Giovanni Vizzini

In servizio pastorale presso la Comunità di parrocchie SS. Crocifisso e Chiesa Madre

 

   

Don Leonzio

Cappellano del Monastero della Visitazione e vicario parrocchiale presso la Comunità di parrocchie SS. Crocifisso e Chiesa madre

 

   

POZZALLO

   

   

Don Michele Iacono

Parroco moderatore in solidum delle parrocchie S. Paolo e S. Maria di Porto Salvo

 

   

Don Pietro Agosta

Co-parroco delle parrocchie S. Paolo e S. Maria di Porto Salvo

 

   

Don Davide Lutri

Vicario Parrocchiale della Comunità di parrocchie Porto Salvo e S. Paolo

 

   

SCICLI

   

   

Seminarista Roberto Avola

In servizio pastorale presso la parrocchia SS. Salvatore in Iungi.

 

 

 

 

Don Gaetano Colombo Andrà in Africa nella Diocesi gemella di Butembo Beni