Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Missioni Popolari in Italia

di Luigi Mosconi

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MISSIONI POPOLARI IN ITALIA

Carissime e carissimi,

PACE e BENE.

Mi é stato chiesto di presentarvi una proposta pastorale: MISSIONI POPOLARI (MP). Siccome con vari di voi non ci conosciamo, mi presento. Sono Luigi Mosconi, della diocesi di Piacenza, missionario ‘Fidei donum’ in Brasile dal 1967. Ero partito con l´intenzione di fermarmi cinque anni, ma ci sono ancora. É stata una scelta personale, non per disobbedienza, ma per una questione di obbedienza allo Spirito del Signore che si comunica e chiama attraverso fatti e situazioni concrete. Sono chiamate non sempre comprensibili da chi é fuori e, alle volte, neanche da chi é dentro. La vita é una scelta continua.

Comunque, sono molto contento di aver vissuto la vita cosí, finora. Se l´avessi spezzettata qui e lá, non sarei arrivato a fare il servizio che sto facendo, grazie a Dio, con tanta intensitá. Penso spesso al senso della vita, al fatto che la si vive solo una volta, che é irrepetibile. Non si puó scherzare con un dono cosí bello. E credo fermamente che una delle opportunitá piú belle di vivere la vita é viverla con gratuitá, con gioia profetica, come discepolo missionario del regno di Dio per le strade del mondo.

Nel 1983 era giá stato deciso il mio rientro definitivo in Italia, quando un invito venuto dai vescovi di una regione della Amazzonia, con sede a Belém, accolto dal vescovo di Piacenza, cambió fortemente la mia vita. Sono entrato a far parte della equipe dell´Istituto Pastorale Regionale, al servizio di 12 diocesi, sparse su un territorio grande quattro volte l´Italia. Nel 1988, dopo innumerevoli incontri e corsi formativi svolti in favore di sacerdoti, religiose, laici (tantissimi), verificando situazioni, nacque un bisogno forte di svolgere tra la gente MISSIONI POPOLARI, ma con contenuti, stili, metodologie nuove, piú coinvolgenti, piú esistenziali, piú rivolte alla sequela di Gesú di Nazaret. Dopo due anni di riflessione e scambi, realizzammo una prima esperienza, senza nessuna pretesa, solo per verificare. L´esperienza andó cosí bene, che non ci fermammo mai piú. Allora lasciai tutti gli altri impegni, per dedicarmi totalmente a questo servizio. Questo stile di Missioni Popolari furono crescendo sempre piú, in quantitá e qualitá.

Nel 2007 avvenne una importante Conferenza degli episcopati latinoamericani, realizzata in Aparecida (Brasile), inaugurata con la presenza di Benedetto XVI. I vescovi presenti, considerando le sfide della realtá latino-americana (sociale, politica, economica, religiosa), decisero, in nome delle loro diocesi, dare una impronta profondamente missionaria a tutta la pastorale e al modo stesso di essere Chiesa. Con grande gioia constatammo che varie indicazioni della Conferenza le venivamo proponendo e vivendo attraverso le MISSIONI POPOLARI, ma la Conferenza fu anche per noi una buona occasione per verificare e intensificare il servizio. Per tutti questi motivi, lungo questi anni, la proposta delle Missioni Popolari fu sempre piú sollecitata da varie parti ed é arrivata, con intensitá differenti, a un centinaio di diocesi in Brasile e in qualche altro paese della America Latina. E tutto questo con mezzi scarsissimi, senza strutture di appoggio. Solo il minimo necessario.

Alcuni amici sacerdoti e laici che ho trovato in Italia nell´ottobre di 2011, mi hanno chiesto di scrivere in grandi linee una proposta adattata all´Italia, per farla circolare tra persone interessate. Poi, nel caso ci fosse il desiderio, la proposta potrebbe essere riflettuta e discussa in un possibile incontro in Italia aperto a laici e sacerdoti interessati. L´incontro potrebbe trasformarsi in una specie di laboratorio pastorale, con una finalitá ben chiara: come tradurre e vivere questa proposta nella realtá concreta sociale ed ecclesiale in Italia. Vi sto scrivendo per questo motivo. Lo faccio volentieri, perché, penso, potrebbe offrire qualche luce interessante anche per il servizio pastorale lí in Italia.

Il testo che sto inviando é una specie di ‘canovaccio’, da essere letto, meditato, dibattuto, migliorato. Nessuno ha la soluzione, chiavi in mano. Si vede, si propone, si verifica, si decide insieme, si agisce, si verifica di nuovo e cosí via.  Quello che vale é essere discepoli testimoni di Gesú oggi. Pastorale é l´insieme delle attivitá che si ritengono adatte per vivere il discepolato. Le attivitá pastorali sono necessitá provvisorie, dinamiche, suscettibili di cambiamenti. Valgono nella misrura che servono al discepolato. Cosí pure l´essere chiesa con le sue varie strutture.

Ero indeciso se presentare la proposta in modo conciso o piú dettagliato. Nella speranza di poter trasmettere meglio lo spirito e la metodologia, ho scelto una esposizione piú minuziosa, soprattutto per quanto riguarda la prima tappa delle Missioni Popolari. Vi chiedo un voto di fiducia: prima di esprimere un giudizio, cercate di leggere tutto il testo che segue. Fatelo almeno come penitenza! Sia chiaro fin d´ora che non intendo assolutamente lanciare giudizi definitivi negativi sulla pastorale che si sta facendo. Esprimo solo giudizi provvisori, questionabili. Quel che vale é lanciarci con fiducia e con rinnovato ardore verso cammini nuovi e contagianti. Lo sforzo, la buona volontá sono fuori discussione. La pastorale, come tutta la vita, non é uno status, ma un processo permanente.

Lo schema é il seguente:

  1. Atteggiamenti fondamentali per capire la proposta
  2. Alcune esigenze per garantire l´efficacia della proposta
  3. Che cosa sono le Missioni Popolari
  4. Obiettivi delle Missioni Popolari
  5. Metodologia e cronograma delle Missioni Popolari
  6. Proposta di attivitá e cronologia (a titolo di esempio)

1- continua

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