Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Il benefattore dimenticato

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Nel 2008 il parroco della cattedrale scriveva su FAMIGLIA PARROCCHIALE (Anno II 2008, Numero 38)  un articolo dal titolo IL BENEFATTORE DIMENTICATO ,  descrivendo la situazione penosa nella quale si trovava presso il Cimitero cittadino la tomba di Eugenio Criscione Lupis. A distanza di cinque anni pare che la situazione continui e il deterioramento del monumento peggiori sempre più come mostrano le foto.

Di seguito il testo del 2008.

Anno II 2008, Numero 38 – La Famiglia Parrocchiale – La parola  del parroco

In questi ultimi giorni ho visitato il cimitero di Ragusa centro e nel campo n. 20 ho rilevato che la cappella cimiteriale del defunto Eugenio Criscione Lupis è completamente degradata. Si presenta, infatti, con il tetto completamente rovinato all’interno, creando un ammasso di detriti che andarono a degradare il busto del Criscione Lupis. Non solo, ma i muri della cappella minacciano rovina e pericolo di caduta. Si notano delle radici di alberi che sollevano i gradini e la muratura. Produce un’impressione molto negativa che un grande benefattore per la Città di Ragusa sia trascurato in modo tale da creare sdegno.

Eugenio Criscione Lupis ha lasciato i suoi beni per l’istituzione di una Casa di Riposo a favore dei poveri e degli anziani. La costruzione della casa destinata ad ospitare poveri ed anziani venne costruita dopo la sua morte e contestualmente fu istituita l’Opera Pia Casa di Riposo per Anziani.

L’opera ha sede presso la strada omonima, in quanto il Comune di Ragusa ha voluto intitolare una strada che ricordi il personaggio ed il suo gesto generoso di lasciare una quantità rilevante di immobili per un’opera guidata e dettata dalla carità cristiana. Dagli anni trenta del secolo scorso la Casa di Riposo ha consolato parecchi diseredati, poveri e anziani, alcuni dimenticati da tutti ed altri, pur con familiari viventi, hanno trascorso in quel luogo gli ultimi anni della loro esistenza. Adesso è un controsenso che nessuno si

curi dei suoi resti mortali che riposano nella sua cappella cimiteriale in completa rovina. Chi debba interessarsene? Non si sa bene! Probabilmente la stessa Opera Pia che porta il nome di Eugenio Criscione Lupis. Oppure il Comune di Ragusa che gode di una eredità che ha un grande valore non solo in termini

patrimoniali, ma anche in umanità e carità cristiana. Ha lasciato per questo fine la tenuta di Gaddimeli in Marina di Ragusa. Durante la sua vita è riuscito a dare lavoro a molti lavoratori nel campo agricolo. La sorella sposata con il Prof. Giuseppe Novanteri morendo ha lasciato un altro terreno in contrada Gatto Corvino alla stessa Opera Pia. Adesso l’Opera Pia Criscione Lupis è gestita da commissari regionali e non si capisce il motivo perché non si insedi il Consiglio per una normale gestione. È necessario dare un volto nuovo all’Opera Pia. Eugenio Criscione Lupis è appartenuto alla nostra Parrocchia Cattedrale San Giovanni Battista e nel testamento aveva indicato il Parroco pro tempore come membro del Consiglio. Nel 1952 con Decreto della Regione Siciliana al Parroco della Chiesa di San Giovanni è subentrato il Vescovo pro tempore di Ragusa o un suo rappresentante. Per tutti e specialmente per i fedeli è un modello di carità cristiana

Anno II 2008, Numero 38

La Famiglia Parrocchiale – La parola  del parroco

http://www.cattedralesangiovanni.it/FAMIGLIA%20%20Parr%2038.pdf

 

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