Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

… Ero in carcere e siete venuti a trovarmi …

dal Notiziario a cura del Seminario Vescovile di Ragusa “S.Giovanni Battista” Pentecoste 2013

di Giovanni Filesi

È con gioia che quest’anno tutti noi seminaristi abbiamo iniziato una nuova esperienza pastorale presso la casa circondariale di Ragusa.

Questa esperienza forte vissuta tra i carcerati è stato un invito a mettere in pratica una delle opere di misericordia corporale “visitare i carcerati” che poi non è altro che ciò che ci invita a fare Gesù: “Ero in carcere e siete venuti a trovarmi… tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 36-40).

Con questo spirito ci siamo messi al servizio di questi fratelli che attualmente vivono un tempo particolare della loro vita, attraverso la catechesi, la celebrazione Eucaristica, la distribuzione degli indumenti, il cineforum, i corsi di preparazione al sacramento del Battesimo e della Cresima, le prove del coro e i corsi di chitarra, questo ci sta permettendo di conoscere le loro storie.

Oggi purtroppo uno dei più grandi mali della nostra società è l’indifferenza ai bisogni dei nostri fratelli più piccoli, non siamo attenti al loro grido e spesso siamo subito pronti a giudicare dagli atti esterni più o meno buoni.

Non dobbiamo mai dimenticare che l’uomo che soffre ha bisogno di incontrare persone che credono ancora in lui, ha bisogno di sentire pace e speranza e sentirsi ascoltato. Questo è quello che cerchiamo di fare con loro.

Mi piace riportare una lettera di un carcerato che scrive con semplicità come loro vivono la nostra presenza:

 

Era un sabato pomeriggio del mese di Febbraio quando tra le celle dell’istituto alla visita settimanale del cappellano si accompagnavano tre ragazzi dagli occhi curiosi di chi sta per intraprendere una nuova esperienza ma nello stesso tempo carichi di entusiasmo di chi sa che da quella esperienza potrà ricevere tanto.

Il cappellano, don Carmelo Mollica promotore dell’iniziativa, passando per ogni cella ce li ha presentati come i seminaristi della Diocesi di Ragusa, nuovi volontari all’interno del carcere.

La gioia di ritrovarci assieme a quei ragazzi dal sorriso contagioso l’abbiamo rivissuta la mattina della domenica, alla messa delle 10:00, dove ad alternarsi ai tre seminaristi del sabato ve ne erano altri due conosciuti nell’occasione.

Durante la preghiera abbiamo avvertito una partecipazione diversa nel vedere quelle persone che venivano a spendere del proprio tempo per noi e la curiosità di sapere chi fossero e quindi di conoscerli meglio investiva tutti noi.

Da subito si è creata una simpatia nata dal desiderio di condividere i momenti che ci vengono concessi con persone grosso modo della nostra età.

Le varie attività che già facevamo, dove gli stessi si sono inseriti al meglio, vengono condite adesso con un nuovo entusiasmo in cui la messa, le prove di coro o la visione di un film, attraverso un ciclo di cineforum, diventano un momento di condivisione.

È attraverso l’attività di cineforum, dove ognuno di loro a turno prepara una scheda di dialogo, che si crea quel confronto di idee, impressioni, opinioni da scambiare alla fine del film nate magari da spunti che lo stesso ha provocato nell’animo di ognuno di noi.

Mediante la collaborazione inoltre di uno di loro si è creata la possibilità di svolgere un corso di chitarra, per quasi quaranta di noi, dove riuscire ad imparare a suonare lo strumento permette non solo di mettere da parte per un momento i problemi divertendoci tutti assieme ma di concludere la giornata con la gioia e col sorriso permettendo di rendere invisibili quelle barriere fisiche che ci separano dal mondo esterno. 

Visto il clima che si è venuto a creare l’auspicio è quello di poter intraprendere un dialogo interpersonale o un confronto che possa portare ad una crescita da entrambe le parti, dove l’ascolto diventa condivisione.

Con l’augurio che questa attività possa continuare anche nel futuro noi tutti detenuti vi ringraziamo per la vostra disponibilità e l’amore con cui operate nel servizio.

Sono convinto che il tempo del carcere, che è un tempo di prova e di privazione, può diventare un tempo favorevole alla grazia di Dio.

Il Signore vuole farsi incontrare per ridare la speranza, la pace e la libertà anche se dentro una casa circondariale.

Posso affermare che in questi mesi ho potuto constatare come si ha più gioia nel dare che nel ricevere.

 

 

Annunci

I commenti sono chiusi.