Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Parrocchia Spirito Santo Crocevia di popoli

In cammino da trent’anni…

​​La parrocchia: comunità di annuncio, preghiera e carità.

Gli Atti degli Apostoli ci ricordano che le note caratteristiche di una Comunità Cristiana sono essenzialmente tre: Unita di Preghiera, di Annuncio, di Testimonianza nella Carità.
La Parrocchia, attraverso un’opera minuziosa di carità fraterna “deve scovare” per le strade dei suoi componenti, tutto ciò che crea sofferenza ed offrire a tutti il pane della solidarietà cristiana in un abbraccio fraterno che diventa speranza nuova e impegno per la costruzione della città degli uomini basata sulla sete di Dio che vuole fare del mondo il cuore di Cristo.
Padre Beniamino Sacco (aprile 1997)

Un viaggio nella storia tra ricordi e documenti​

A nord-est della città di Vittoria, provincia e diocesi di Ragusa, si è creato intorno agli anni 70 un nuovo rione di sviluppo edilizio assai intensivo, privo di una chiesa che avrebbe fornito un sostegno religioso agli abitanti del quartiere, costretti a percorrere lunghe distanze per arrivare alle più vicine parrocchie. Proprio per venire incontro a queste esigenze spirituali con decreto del 28 Aprile 1972 è stata eretta la Parrocchia dello Spirito Santo, che inizialmente prese l’aspetto di una semplice chiesetta immersa tra gli uliveti e i fichi della campagna iblea. Successivamente grazie ad acquisti e donazioni varie la stessa viene a possedere più di 5.700 mq di suolo su cui vanno pian piano espandendosi le strutture parrocchiali.

Nel frattempo gli anni 80 portano a Vittoria ondate migratorie di povera gente che si sposta dal nord Africa per cercare lavoro nella prospera agricoltura della zona, ma che non si integra nel tessuto sociale e vive ai margini dello stesso, senza riuscire a soddisfare molti dei bisogni primari come quello di un tetto o di un pasto più o meno regolare.

L’allora parroco P. Santoro li raccoglie nelle campagne e li sistema nei locali della chiesetta, spostando i riti al piano superiore della stessa. E’ una scelta difficile e coraggiosa che crea difficoltà pratiche e incomprensioni nella comunità parrocchiale, ma che da inizio a un percorso di crescita culturale verso l’accettazione e l’integrazione dello straniero.
Presto molti parrocchiani incitati dall’esempio del nuovo parroco, p. Beniamino, iniziano a collaborare con sempre maggior entusiasmo e mentre lo spirito di unione fraterna cresce e si consolida, vengono man mano completati i lavori per i locali del Ministero Pastorale, dell’attuale centro di accoglienza e del campetto di calcio, dove bambini e giovani del quartiere possono trascorrere le ore di libertà in assoluta sicurezza dalle insidie della strada.

 

Uno sguardo ai piccoli

Sin dalla nascita la parrocchia ha dedicato molta attenzione ai bambini, consapevole della responsabilità che essi avranno nel loro futuro di adulti, cercando di completare l’educazione ricevuta dai loro genitori con quella spirituale.

Partendo da questa consapevolezza gli educatori hanno scelto un cammino di fede aderente alle esigenze dei ragazzi e che è quello proposto dall’Azione Cattolica Ragazzi.
Nel 1985 P. Santoro aveva pensato di dare uno “scossone” al quartiere, con qualcosa di nuovo, che coinvolgesse di più i giovani, oltre al solito catechismo settimanale, qualcosa che li tenesse impegnati sempre, allontanandoli dai pericoli della strada. Nasce così il Vittoria 2, un’esperienza di scoutismo legata ai valori dell’AGESCI (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani).
Nel 1990 prese corpo anche nella Parrocchia Spirito Santo il primo Gruppo Giovani. Erano anni in cui la presenza dei giovani in parrocchia era praticamente inesistente, come se la Comunità potesse essere riservata soltanto a famiglie già formate, giovani sposati e ragazzini in cammino verso i sacramenti. Il gruppo Giovani rappresentò da allora quell’anello di congiunzione che permettesse al ragazzo un’opzione libera, non più forzata, verso la fede.

Crocevia di popoli

In sei anni questa comunità ha ospitato circa 2000 immigrati: Algerini, Tunisini, Egiziani, Senegalesi, Marocchini, Cinesi, Polacchi e altri ancora. All’inizio il centro di accoglienza era limitato ad un saloncino adibito a dormitorio per circa un centinaio di persone in cui mancavano anche i servizi igienici. Più che un centro di accoglienza il locale concretizzava la volontà di rispondere positivamente agli appelli di aiuto che giungevano da questi fratelli. Progressivamente sono stati realizzati i servizi igienici, le camere, la mensa con un ampia cucina, un cortile attrezzato di panchine e fontane per il relax e la socializzazione e un campo sportivo con relativa tribuna.

Annunci

I commenti sono chiusi.