Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Nel centro storico che si svuota, una presenza che dà certezze

Padre Carmelo Leggio ci guida alla scoperta della parrocchia dell’Ecce Homo di Ragusa
di:  Giovanni Parisi

«Sac. Giovanni Boscarino. Visse con Dio per le Anime. Apostolo del S. Rosario, questo tempio edificava nel 1842»: è questa l’epigrafe che si può ancor oggi leggere all’interno della chiesa del Santissimo Ecce Homo di Ragusa sotto un bassorilievo raffigurante il volto del sacerdote Giovanni Boscarino. 170 anni per la chiesa barocca del centro storico che più di 100 anni fa fu eretta a parrocchia. Dal 1988 è parroco padre Carmelo Leggio. Ha visto crescere e maturare tantissimi giovani che negli anni ’80 e ’90 vivevano quotidianamente i saloni parrocchiali, giocavano sul sagrato, detto “u cianu”, servivano messa da buoni chierichetti, partecipavano alle riunioni di catechismo.

A distanza di alcuni anni il numero dei parrocchiani è notevolmente calato: l’esodo verso la periferia della città è stato massiccio e dai tredicimila parrocchiani circa di più di vent’anni fa, oggi si è arrivati a contare cinquemila parrocchiani. Ma l’affetto nei confronti della parrocchia spinge tantissime persone a ritrovarsi in chiesa in occasioni speciali, quali i festeggiamenti in onore della Madonna del Rosario o di Santa Rita o di Sant’Antonio da Padova.

«Quando io ero piccolo – ricorda padre Leggio – la parrocchia faceva 19.000 abitanti, adesso ne fa 5 o 6.000. Sono sorte tante altre parrocchie intorno e tante persone sono andate ad abitare in periferia. Sono rimasti molti anziani. Ora però c’è una sorta di ritorno al centro da parte dei giovani».

Nel territorio dove opera la parrocchia è forte la presenza di cittadini extracomunitari che ben si sono integrati. Durante l’anno sociale i gruppi parrocchiali portano avanti diverse attività. «I gruppi degli adulti e dei giovani-adulti – dice padre Leggio -. Poi, c’è l’oratorio per i ragazzi che ogni giorno si riuniscono. Il catechismo e la preparazione ai Sacramenti sono sempre al centro delle attività parrocchiali». Un momento di devozione e religiosità intensa è la festa per la Madonna del Rosario, la cui immagine campeggia nell’altare di destra del transetto. «Un momento centrale ed importante – dice ancora il parroco -. Più che una festa della parrocchia, è una festa della città».

Nel territorio parrocchiale vivono molte persone sole e ammalate. «Abbiamo tante persone che collaborano con noi – afferma il parroco Leggio -. Ci sono persone che portano la Comunione agli ammalati, altre persone sono responsabili delle zone del quartiere e conoscono le persone ammalate. Periodicamente i sacerdoti andiamo a confessare gli ammalati a casa. Nella parrocchia operano anche la Caritas e la San Vincenzo de’ Paoli: ogni mese c’è la distribuzione degli alimenti».

Un altro momento cardine della vita della parrocchia è la festa di Santa Rita da Cascia. «C’è molta devozione – ricorda padre Leggio -. I devoti vengono da tutta la città. Quando c’è la festa di Santa Rita, una marea di persone si riversa in chiesa, anche durante i giorni di preparazione alla festa. Durante l’anno, le persone vengono a portare un cero a Santa Rita o un mazzo di rose. Tanta gente che ha bisogno, nei momenti di difficoltà viene in chiesa a pregare Santa Rita».

Immancabile la presenza del simulacro del Santissimo Ecce Homo durante la Via Crucis cittadina che si svolge a Ragusa ogni anno in occasione del Venerdì Santo. Durante l’anno sociale, inoltre, non mancano gli incontri in cui la comunità parrocchiale si ritrova per festeggiare degli eventi particolari. Mi ritornano in mente il suono della campana che puntualmente segna le ore del giorno, le note dello splendido organo che ha accompagnato decine di spose all’altare, il coro di legno finemente intagliato, gli armadi lignei della sagrestia, lavorati da maestri artigiani, le basole di pavimentazione della chiesa di pietra pece, nere, che tanto contrastano con gli archi bianchi accesi dall’azzurro e dagli stucchi, gli altari laterali delle navate di destra e sinistra e i simulacri o le pale con i santi cui sono dedicati, il fonte battesimale, gli splendidi lampadari, ma anche la festante voce dei ragazzini che rincorrendo un pallone di plastica trascorrevano ore ed ore sul sagrato della chiesa la cui facciata domina con le sue volute barocche via Ecce Homo. Una parrocchia che instancabilmente, giorno dopo giorno, continua nella sua opera di servizio alla Chiesa ragusana e alle tante persone che hanno bisogno di un sorriso, di un abbraccio, di una speranza.

Giovanni Parisi

INSIEME-RG

Insieme n° 546 del 18 novembre 2012

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madonna del rosario (6)

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padre leggio

statua ecce homo

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