Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Una Chiesa missionaria nel territorio. Ecco la nuova evangelizzazione

RAGUSA – Il nuovo vicario foraneo don Roberto Asta affida un ruolo preciso alle parrocchie

Da qualche settimana don Roberto Asta è stato nominato, dal vescovo monsignor Paolo Urso, vicario foraneo per le parrocchie di Ragusa, Marina di Ragusa e San Giacomo Bellocozzo. Lo abbiamo intervistato per capirne di più sul ruolo del vicario foraneo e sul ruolo di collaborazione che i laici possono avere.

«Il vicariato è un’articolazione territoriale della Diocesi che raggruppa un determinato numero di parrocchie – spiega padre Asta – con una finalità ben precisa: favorire e promuovere la cura pastorale mediante un’azione comune. Il vicario foraneo è stato scelto dal vescovo per tessere i rapporti di comunione e fraternità con i sacerdoti della zona pastorale, favorire la comunicazione all’interno della vicaria, promuovere e coordinare la pastorale del vicariato, promuovere anche la formazione e la corresponsabilità di tutti nelle scelte di Chiesa, far conoscere al vescovo la ricchezza e la povertà delle comunità del vicariato».

Qual è il ruolo dei laici? «Attraverso il consiglio pastorale vicariale – spiega ancora don Asta – dove sono presenti i laici di ogni parrocchia e quelli delle aggregazioni laicali e i sacerdoti, si attua un confronto, si elaborano e si coordinano azioni pastorali per far sì che la pastorale nel territorio sia sempre più unitaria ed efficace. Il consiglio propone delle attività e attenziona delle problematiche che sono di tutta la città, elabora proposte, attiva linee di impegno comune. In questo modo ci leghiamo sempre più alle linee pastorali diocesane». Don Asta ricorda come nei mesi passati, grazie allo stimolo di don Pino Iacono, ex vicario foraneo, è stato elaborato uno statuto che sarà presentato al vescovo per l’approvazione e la successiva organizzazione del consiglio pastorale vicariale, «luogo di comunione, di discernimento comunitario, luogo in cui insieme ci sentiamo corresponsabili non della nostra singola parrocchia – dice ancora padre Asta – ma della zona pastorale, della vicaria, della nostra città. Tramite questo strumento, come parrocchie possiamo trovare delle sintonie che ci mettano nella condizione di vivere un’esperienza di Chiesa sempre più armonica e in comunione».

Come ci interpella la missione della nuova Evangelizzazione? «La nuova Evangelizzazione è tale – risponde padre Asta – per l’ardore con cui dobbiamo viverla e proporla. È nuova Evangelizzazione perché la modalità non può essere quella del passato, ma dev’essere di vicinanza alla vita delle persone. Vogliamo avvicinarci come Gesù, Che si è avvicinato alla vita della gente provando compassione per il malato, per le persone sole, per i peccatori e gli emarginati, per il ricco (che aveva bisogno della presenza del Signore per prendere decisioni di solidarietà), per tutta l’umanità.                                               La Chiesa deve attivare la nuova Evangelizzazione promuovendo la sua vicinanza alla vita della gente, ascoltando i bisogni delle persone, prendendosi cura di loro, accompagnandone la vita, la storia, non con atteggiamento giudicante, ma di grande rispetto per ciascuno. Allora, l’evangelizzazione sarà incisiva ed efficace. È questa la modalità nuova e per questo le parrocchie devono essere missionarie nel territorio, nelle case della gente, nei luoghi di sofferenza, nel dibattito sociale e culturale, prendendosi cura di tutto ciò che è umano».

INSIEME – Ragusa

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