Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

La parrocchia dell’Angelo Custode. I francescani nel cuore della città

RAGUSA – Padre Angelo Sparacino ci guida alla scoperta di questa operosa e vivace comunità
di:

Giovanni Parisi

Il 31 dicembre scorso le porte del salone parrocchiale sono rimaste aperte per accogliere in un clima di festa e di fraternità, tipico dello spirito francescano, chiunque avesse voluto salutare il nuovo anno insieme ai frati e alla comunità parrocchiale dell’Angelo Custode di Ragusa. Anziani, giovani, poveri e benestanti, famiglie e persone sole, si sono così ritrovati insieme ai frati minori conventuali a condividere la cena e a pregare e ringraziare Dio per il dono di un nuovo anno. È questo il biglietto da visita con cui padre Angelo Sparacino, frate minore conventuale, mi accoglie nel salone parrocchiale dell’Angelo Custode. È qui che la comunità vive i suoi momenti di fraternità ed è qui che ci si raccoglie nelle occasioni di approfondimento religioso, ma anche culturale. Il cortile interno, la scalinata, accolgono i visitatori in quello che è stato il palazzo degli Schininà. A pochi metri, si erge su corso Vittorio Veneto la facciata della chiesa dell’Angelo custode: uno stile sobrio, umile, tipico dei francescani, che lascia intendere quale ricchezza spirituale vi sia all’interno del tempio. Una chiesa di piccole dimensioni, ad un’unica navata con volta a botte che termina in un’abside decorata da un affresco che con forza comunica quanto Cristo Gesù sia fonte di vita vera cui il cristiano deve attingere in ogni momento della propria vita. La parrocchia è piccola per quanto riguarda il territorio, ma sono tantissimi i fedeli che partecipano alle attività. Fra queste vi è anche l’allestimento e la visita del presepe, che ogni anno, per Natale, i frati realizzano con l’aiuto dei laici. «Fra le attività, voglio ricordare la festa di sant’Antonio il 13 giugno – ricorda padre Angelo, che nella sua opera è coadiuvato da fra’ Damian Frunza, originario della Romania, che segue da vicino i giovani e i ragazzi – . Nel cortile, all’aperto viene portata in scena una rappresentazione teatrale, vi sono poi tanti altri momenti liturgici e culturali. Ovviamente, festeggiamo san Francesco e gli Angeli custodi. L’androne del palazzo Schininà del 1759 accoglie mostre di pittura, di scultura e momenti socio-culturali. Anche il salone parrocchiale ospita di questi momenti, compresi il cineforum ed altre iniziative». La parrocchia vive non solo per i parrocchiani, ma anche per la gente che ogni giorno viene a messa o in chiesa. «Durante la settimana partecipa alla messa un minimo di trenta persone – dice padre Angelo – . La chiesetta, così com’è, ha un richiamo prettamente spirituale; non ha la pretesa artistica dell’Ecce Homo, o del duomo di San Giorgio, o della cattedrale di San Giovanni Battista, però accoglie come accoglie una famiglia. Il clima dipende dalla chiesa, ma anche dai frati e dai laici che la gestiscono. Mi dispiacerebbe se un domani i frati pensassero qualcosa che potrebbe incidere sulla presenza nostra continuata a Ragusa». Il corso di preparazione al matrimonio ed il catechismo sono parecchio frequentati. «Il corso prematrimoniale è stato attivato tanti anni fa – ricorda padre Angelo, che per la prima volta fu a Ragusa nel 1970, presso la parrocchia di San Tommaso ad Ibla, allora gestita dai frati minori conventuali – . A San Tommaso abbiamo iniziato il corso prematrimoniale, che è un’esperienza meravigliosa. Non abbiamo la pretesa di risolvere tutti i problemi con il corso, però abbiamo avuto, grazie al corso, la possibilità di notare che i giovani non sono lontani dalla Chiesa, ma sono stati distratti da altre situazioni e da altre realtà. Quando si entra nel vivo della discussione, però, le giovani coppie partecipano pienamente». La parrocchia può contare su un gruppo famiglie, sulla Gi.Fra. (i giovani francescani), sul Terz’Ordine Francescano. Una delle realtà è la corale. «Ci sono voci così belle – dice ancora padre Angelo – che vengono apprezzate a livello cittadino. Il loro servizio fa bene a loro e alla gente. In primo luogo, il loro servizio è a lode di Dio: ogni canto e armonia è nello spirito di comunione con Dio. Le persone, ormai, conoscono i canti e partecipano durante le funzioni. È da lodare la piena disponibilità dei giovani che hanno preso l’impegno del coro come preghiera». Padre Angelo evidenzia lo spirito francescano della fratellanza, della pace, dell’amore, della gioia, tutto inteso nell’amore verso Dio. L’attenzione per i poveri è massima. Il Banco Alimentare è un aiuto essenziale per chi vive nella povertà. «I poveri sono sempre nel nostro pensiero – dice ancora padre Angelo -. Il Banco Alimentare ci permette di aiutare ogni quindici giorni in media 100 o 120 individui. C’è tanta gente che veramente è povera. E debbo dire che ho l’idea che i veri poveri non si presentino perché soffrono con dignità. A loro e a tutti apriamo le nostre porte». Il quartiere vede la presenza di tante persone sole e di parecchi ammalati. «Ogni primo venerdì del mese andiamo a visitare in casa 30-35 malati per confessarli – ricorda padre Angelo – e ogni domenica i ministri straordinari dell’Eucaristia si occupano di portare loro la Comunione. Abbiamo costituito anche un circolo per gli anziani che è un punto di ritrovo per chi è solo. Non potete immaginare quanto bene facciamo ai vecchietti, ma anche alle loro mogli – dice scherzando padre Angelo – perché li teniamo impegnati fuori casa!!! Abbiamo il pienone: dobbiamo studiare una soluzione alternativa all’attuale saloncino; quest’anno contiamo 45 iscritti al circolo!».


Insieme n° 549 del 20 Gennaio 2013

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