Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Cile: vescovo di Aysén contro le dighe in Patagonia: un danno per l’ecosistema. ENEL desista dal compiere “crimini ambientali e umanitari” in Patagonia

Quando si parla di fiumi e ambienti naturali minacciati dalla costruzzione di dighe idroelettriche ci si dimentica (o si tace) sulla vita e presenza nello stesso territorio di Comunitá, di famiglie, di popoli. Si parla di ecologia ma si tace sui diritti umani delle persone minacciate, derubate e scacciate dalle regioni dove si concentra l’interesse economico internazionale (nuovo colonialismo). La voce della Chiesa spesso e l’unica a difendere i diritti delle Comunitá locali. Un appello all’ENEL e al Governo Italiano: cambi sistema di investimento, rispetti i diritti dei popoli e il Patrimonio Mondiale che é la PATAGONIA.

Radio Vaticana

“Certamente la risoluzione della Corte Suprema non è piacevole, anche perché un giudice dei tre favorevoli alla risoluzione – due si sono detti contrari – possiede azioni dell’Endesa, socia dell’italiana Enel. In ogni caso la decisione riguarda unicamente le dighe”. Mons. Luis Infanti de la Mora, vescovo del vicariato apostolico dell’Aysén, commenta così all’agenzia Misna la bocciatura, da parte del massimo tribunale cileno, di una serie di ricorsi presentati da organizzazioni ambientaliste insieme al senatore di centro-destra Antonio Horvath di ‘Renovación Nacional’, contro la costruzione di cinque mega-dighe in Patagonia che comporterà, tra l’altro, l’inondazione di 5600 ettari di un raro ecosistema forestale, con gravi impatti socio-ambientali e conseguenze rovinose per l’agricoltura. Sul progetto HydroAysén, contro il quale si batte un vasto fronte della società civile regionale e nazionale, “manca ancora il pronunciamento del Consiglio di Ministri. Sia sulle dighe, sia sulla linea di trasmissione, lunga 2000 Km, di cui ancora non è stato presentato neanche lo studio di impatto ambientale” ricorda il presule. Ma soprattutto, manca ancora la voce della popolazione dell’Aysén, “che chiede un referendum sulla questione, presentato nei mesi scorsi dal movimento sociale che rappresenta la regione”. Insomma, chiosa il vescovo, “deve scorrere ancora molta acqua sotto i ponti e sembra che saranno presentati altri ricorsi giudiziari”. Nel frattempo, le organizzazioni della società civile riunite nel Consiglio di difesa della Patagonia cilena preparano nuove proteste contro il progetto, promosso da un consorzio in cui è coinvolta l’italiana Enel attraverso la sua controllata Endesa, insieme alla Colbún, di proprietà della potente famiglia Matte. Domani nella Plaza de Armas de Santiago è in programma la prima manifestazione dell’anno contro HydroAysén. Nel 2011, i promotori della campagna ‘Patagonia Sin Represas’ (Patagonia senza dighe) sono riusciti a portare in piazza nella capitale fino a 120.000 persone. (R.P.)

http://www.news.va/it/news/cile-vescovo-di-aysen-contro-le-dighe-in-patagonia

Annunci

I commenti sono chiusi.