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Cile: un piano idroelettrico minaccia la Patagonia, coinvolta l’ENEL

Le multinazionali dell’energia fanno tappa in Cile, la Corte suprema ha infatti dato il via libera per la costruzione di impianti elettrici nel cuore dalla Patagonia.

Si chiama HodroAysén, è un progetto multimilionario che prevede la realizzazione di cinque dighe per fornire energia elettrica alla capitale Santiago e alle zone minerarie del nord. Un piano idroelettrico con un impatto ambientale considerevole: sei parchi nazionali del raro ecosistema forestale della Patagonia del sud, ovvero un totale di 2300 km, saranno attraversati da 6 mila torri alte circa 70 metri.

Il progetto è stato promosso da un consorzio in cui è coinvolta anche l’italiana Enel, che controlla la società spagnola Endesa, insieme alla cilena Colbún, di proprietà della potente famiglia Matte.

Confermando la sentenza già emessa lo scorso ottobre dalla Corte d’appello di Puerto Montt, l’alto tribunale ha respinto già sei ricorsi presentati da organizzazioni ambientaliste, chiudendo l’ultimo capitolo di una vicenda giudiziaria che va avanti da diversi anni.

Dal 2007 l’intero Paese manifestata contro la costruzione delle dighe, migliaia di ecologisti e comuni cittadini sono scesi in piazza per salvaguardare la Patagonia, uno delle aree di maggior pregio naturalistico del pianeta.

Eppure, nonostante il 74% dei cileni sia contrario al progetto HidroAysén, questo piano idroelettrico andrà avanti, manca solo l’approvazione definitiva del governo, l’inizio dei lavori è infatti previsto per il 2014.

«Oggi hanno parlato i tribunali di giustizia, ma deve ancora parlare la gente della Patagonia a cui non è mai stato chiesto il proprio parere. Ora più che mai è necessario che sia accolta la nostra richiesta di una consultazione cittadina su questo e altri progetti», ha commentato a caldo Iván Fuentes, leader del “Movimiento Social por la Región de Aysén”.

Secondo quanto dichiarato all’emittente BBC Mundo da Daniel Fernández, vicepresidente esecutivo di Hidroaysén, il Paese allo stato attuale ha gravi problemi di approvvigionamento energetico, mentre una volta terminato il progetto gli impianti arriveranno a produrre 2.750 megawatts e la capacità elettrica del Cile aumenterà del 20%, seguendo così di pari di passo i ritmi di crescita economica.

Un crescita che non guarda in faccia niente e nessuno. Gli ambientalisti hanno parlato di un “progetto fatale” per l’intero ecosistema. Il Parco nazionale della Laguna de San Rafael rischierà la distruzione e con esso tutte le razze di animali autoctone e protette che ospita. Senza contare l’impatto socio ambientale,  all’incirca 5600 ettari di territorio saranno inondate e questo comporterà conseguenze rovinose anche per l’agricoltura.

Patricio Rodrigo, segretario esecutivo del Consejo de defensa de la Patagonia chilena, non si arrende di fronte alla sentenza della Corte suprema: «Il paese intero ha preso coscienza che la Patagonia cilena è il nostro maggiore patrimonio naturale e che ogni paese dovrebbe rifiutarsi di distruggere il proprio patrimonio naturale».

Intanto avanzano denunce per conflitto di interessi: per gli ecologisti infatti il giudizio della Corte è viziato, il ricorso sarebbe stato respinto perché uno dei magistrati, Pedro Pierry, è azionista della società Endesa.

Interessi personali e scorrettezze a parte, non si può ignorare che HodroAysén avrà un effetto devastante, e non solo per la regione di Aysén.

Marianna Falso

http://www.settimopotere.com/index.php?option=com_content&view=article&id=4141:cile-un-piano-idroelettrico-minaccia-la-patagonia&catid=48:cronaca-estera&Itemid=16

* commento

Giovanni Battaglia · Salto Grande Do Paranapanema, Sao Paulo, Brazil

PATAGONIA MINACCIATA da ENEL e compagnia…. La cosa che piú impressiona é l’abuso di potere internazionale contro le Comunitá locali e la mancanza di una Corte Internazionale giusta, libera di interessi economici in difesa del Patrimonio Mondiale. Anche l’ONU, Unesco stanno a guardare… in Brasile stanno stravolgendo il PANTANAL (Mato Grosso), ecosistema di importanza mondiale. Si é formata una mafia mondiale dell’energia che calpesta tutti i diritti umanitari e ecologici. É diventato sempre piú urgente rivedere le regole internazionali economiche e politiche. (facebook)

 

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