Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Brasile: il progresso che uccide

Questa lettera è la testimonianza di una comunità di indios che ha deciso di resistere alle pretese dei grandi proprietari terrieri e di morire dinanzi alla violenza istituzionalizzata  della Giustizia Federale del Brasile e di un Governo che, lanciato nella corsa sfrenata del progresso economico, schiaccia popoli, persone e terre. E’ la testimonianza che nel Brasile di oggi, dall’apparenza democratico e popolare, i grandi progetti agroindustriali, le industrie minerarie e le numerose idroelettriche programmate, passano come un rullo compressore sulla testa della gente, senza ascoltare il grido dei popoli e dei poveri. 

“Noi (50 uomini, 50 donne, 70 bambini) comunità Guarani-Kaiowà,

originaria della tekoha Pyleto Kue/Mbarakay, con questa lettera vogliamo far conoscere la nostra situazione e la nostra decisione definitiva in seguito all’ordine di essere espulsi dalle nostre terre, ordine emanato in questi giorni dalla Giustizia Federale dello stato del Mato Grosso.
Abbiamo ricevuto la  notizia che in breve noi, comunità indigena Guarani-Kaiowà, saremo attaccati, violentati e espulsi dalle rive del fiume Hovy dalla propria Giustizia federale dello stato del Mato Grosso. Così risulta evidente, per noi, che la propria Giustizia Federale genera e aumenta le azioni violente contro le nostre vite, ignorando il nostro fondamentale diritto di sopravvivere sulle rive del fiume e vicino al nostro tradizionale territorio Pyleito Kue/Mbarakav.

Appare chiaro a noi che questa decisione si inserisce nello storico genocidio/sterminio del popolo indigeno e nativo del Mato Grosso. Vogliamo  lasciar chiaro al Governo Brasiliano e alla Giustizia Federale che già abbiamo perso la speranza di vivere con dignità e senza violenza nel nostro antico territorio, abbiamo perso la fiducia nella Giustizia brasiliana.

Da chi andremo a denunciare le azioni violente che si realizzano contro le nostre vite? A quale Giustizia del Brasile?  Se la propria Giustizia Federale sta generando e alimentando violenze contro di noi? Noi già abbiamo preso atto della nostra situazione attuale, e abbiamo capito che moriremo tutti in breve tempo; non abbiamo e non avremo una prospettiva di vita degna e giusta né qui lungo il fiume, né lontano da qui. Siamo qui accampati a 50 metri dal fiume Hovy, dove già morirono 4 persone, due per suicidio e due per morte causata da percosse e torture inflitte dai pistoleiros delle fazendas. E’ da più di un anno che siamo accampati ai margini del fiume Hovy. Pur isolati, senza assistenza e circondati da pistoleiros, siamo riusciti a resistere fino ad oggi.  Mangiamo una sola volta al giorno. Sopportiamo tutto questo per poter recuperare il nostro antico territorio Pyleito Kue/Mbarakav.

Nel centro di questo territorio sono sepolti i nostri nonni e bisnonni. Lì si trova il cimitero dei nostri antenati. Coscienti di questa realtà, noi desideriamo e vogliamo morire ed essere sepolti  vicino ai nostri antenati, in questo luogo dove ora stiamo. Per questo chiediamo al Governo e alla Giustizia Federale di non decretare l’ordine di espulsione, ma vi chiediamo di decretare la nostra morte collettiva e di seppellirci tutti qui. Chiediamo, una volta per tutte, di decretare la nostra decimazione/sterminio totale, e inoltre inviare vari trattori per scavare una grande buca ove gettare e interrare i nostri corpi. Questa è la nostra richiesta ai giudici federali.

Chiediamo a voi di decretare la nostra morte collettiva e seppellirci tutti qui, visto che abbiamo deciso all’unanimità di non uscire da qui né vivi né morti. Non abbiamo più nessuna possibilità di vivere con dignità qui nel nostro antico territorio. Abbiamo già sofferto molto, siamo tutti massacrati e stiamo morendo in maniera veloce. Sappiamo che saremo espulsi dai margini del rio per ordine della giustizia, però non ce ne andremo. Come popolo indigeno abbiamo deciso di morire collettivamente qui. Non abbiamo altra scelta, questa è la nostra ultima decisione unanime!”.

Ottobre 2012                                  La Comunità Guarani-Kaiowà della tekoha Pyleto Kue/Mbarakay

Don felice Tenero

Fidei donum in Brasile

Fonte: Fondazione CUM

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