Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

L’orto del parroco

La casa parrocchiale inizialmente era un poco distante dalla chiesa madre, ma subito dopo la costruzione del salone parrocchiale e delle prime sale per il catechismo fu costruita nuova, a meno di cento metri dalla chiesa. Un piccolo giardino con cancelletto di entrata e  terreno alle spalle della costruzione.  Nel 2003 la casa parrocchiale era giá destinata alla demolizione e si inizió a provvidenziare la costruzione della nuova.  Tredici mesi di lavoro tra febbraio 2004 e marzo 2005 furono necessari per completare in tempo record la nuova casa inaugurata con i dipinti di Zoinho (Clovis) datati 2,8 e 16 aprile 2005: i giorni storici della morte, delle esequie di Giovanni Paolo II,  e il giorno del compleanno di Benedetto XVI, eletto il 19 aprile.

Il terreno dietro la casa parrocchiale era utilizzato come orto:  una bananera, tre alberelli di acerola, un albero di mandarino e terreno libero per ortaggi stagionali. Finita la costruzione della casa e successivamente dei locali adiacenti al salone parrocchiale: cucina, forno, barbecu, servizi igienici, area per la biancheria, ecc si rese necessario costruire um muro per separare i locali comunitari dalla casa parrocchiale. Solo successivamente fu possibile trasportare terra nuova e organizzare meglio lo spazio rimasto libero per l’orto. Cosi poco per volta furono piantati altri alberi come la moringa, la calabura, una acacia, un alberello di caffé. Dopo il Natale 2008 il verde utilizzato per il presepe in piazza,  fu riutilizzato in un angolo del terreno ricreando um ambiente originale di “mata atlantica”. Negli anni sono stati sperimentati anche l’impianto di verdure, e erbe aromatiche tipiche. Anni fa fu seminato girasole attirando cosí pappagallini e altri uccelli . L’orto della casa parrocchiale oltre ad essere un piccolo polmone verde é uno spazio sperimentale e promozionale. L’albero di moringa , non conosciuto nella regione,  ha offerto la possibilitá di diffondere sapere e coltivazione. Un albero scelto dalla FAO come simbolo della Salute per il ricco contenuto di vitamine e proteine specialmente nelle foglie e nei fiori. La moringa é coltivata in vari paesi dell’Africa e anche nel Nordest del Brasile. Le foglioline e i fiori, si possono aggiungere all’ insalata o alle verdure, nei risotti o ne i fagioli. Le bacche contengono semi che sono utilizzati per purificare l’acqua fangosa… , foglie, fiori e bacche prodotte l’anno intero.. un vero miracolo della natura.

La calabura di origine malgascia produce in abbondanza una frutta piccolissima e molto dolce, ogni frutta contiene poco piú di 4500 granellini di semente .  Dall’alba al tramonto é meta preferita di diverse specie di uccelli presenti nella regione. Pappagallini e Bemtiví sono tra i piú chiassosi. Una frutta appetitosa anche di notte per i pipistrelli.

Oltre alla casa parrocchiale la maggior parte delle  case del centro storico e non solo hanno terreno con piccolo frutteto e orto . Fine estate autunno appaiono i gambá che popolarmente sono chiamati rapozigna (volpina) e si alimentano di frutta… Tra le piante sperimentali e che hanno facilitato una campagna popolare c’é la ora-pro-nobis, un piccolo arbusto con spine le cui fogle carnose sono ricchissime di proteine. Cipolle, salvia, rosmarino, basilico, spinaci e pomodorini, ananas e zucchine, menta e erva citrica (utile per le tisane), sono tra le piu tipiche dell’orto. non manca la citreronela contro le zanzare. Tra gli ultimi arrivi c’é un alberello di Orvalha, tipico della regione da una frutta piccola e di sapore simile alle nespole. Il vantaggio della frutta nell’orto é indiscutibile per il preparo di ottime e naturali bevande con alto tenore di vitamina c. L’acerola é un esempio prezioso a riguardo. Produce frutta per buona parte dell’anno e in grande quantitá, ricca di vitamina c e ferro, ma poco sfruttata nella regione. In una statistica fatta alla buona in cittá, due anni fa, risultava che l’80% della frutta prodotta nella regione dai frutteti casalinghi e attorno alle case rurali non é utilizzata dalle  famiglie. Sempre a proposito della acerola alcuni anni fa ho scritto una riflessione su questo stesso blog sul tema “l’uomo che piantava alberi”e sul detto evagelico “uno pianta e un’altro raccoglie”. In effetti gli alberelli di acerola sono stati piantati da P. Roberto nell’anno 2000, ma lui non ebbe la possibilitá di vedere la frutta. Successivamente beneficiato sono stato io utilizzando al meglio la ricchissima produzione. La riflessione pastorale va poi sulla bellezza della nostra missione che é di seminare, evangelizzare gratuitamente ringraziando le generazioni che ci hanno precedute per quanto hanno seminato.  Altra riflessione spirituale riguarda la “insipienzia” nel giudicare o fare paragoni tra sacerdoti e responsabili di movimenti, associazioni, ecc.. Come dice San Pietro (  1 Pt 2,4-8),  noi siamo pietre vive per la costruzione dell’edificio spirituale che é Cristo Gesú, quindi l’importante é stare al posto giusto nella costruzione.., ogni pietra, ogni tassello ha il suo valore nella comunione con Cristo.

P. Giovanni Battaglia

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