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Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Appello all’UE: una legge contro i “minerali della guerra”

A congolese miner chips away inside a deep mine located some 200 km west of the eastern congolese town of Goma in the north Kivu region on April 12, 2010. ©BELGA_AFP_EMANNUEL PEUCHOT   Un minatore congolese nella regione del Kivu, aprile 2010 ©BELGA_AFP_EMANNUEL PEUCHOT

I “minerali della guerra” estratti illegalmente nella parte orientale del Congo e nella regione dei Grandi laghi finanziano la guerra civile che nel paese africano non è mai finita. Per ricavare oro, cobalto e coltan – un minerale essenziale per costruire i telefonini – i criminali sfruttano donne e bambini, calpestando ogni diritto fondamentale. Lo hanno denunciato esperti locali in occasione dell’Assemblea parlamentare UE-ACP a Kinshasa.

Appello all’UE: una legge contro i “minerali della guerra”

Louis Michel, deputato liberale e co-presidente dell’Assemblea, ha fatto appello all’Unione europea, perché segua l’esempio degli USA e faccia passare una legge che renda illegale l’acquisto dei “minerali insanguinati”. E’ una questione di “fondamentale importanza” per la Repubblica Democratica del Congo, secondo l’ex-commissario allo sviluppo.
Ma le grandi aziende europee hanno già levato gli scudi contro la proposta, che le obbligherebbe a dichiarare le somme pagate al governo congolese per il diritto di sfruttare le miniere, il petrolio e il gas. E anche a far sapere se utilizzano minerali provenienti dalle zone di conflitto.
“Parallelamente, servono azioni da parte del governo congolese, per il controllo dei giacimenti e per passare a una seconda fase dello sviluppo di questo paese”, ha insistito il parlamentare belga.
Gli ha fatto eco il Ministro congoleseChristophe Kaninio, invocando la necessità che i paesi africani si impegnino a rispettare il processo di Kimberley, un’iniziativa che coinvolge le imprese e i governi di 75 paesi e mira a eliminare il traffico dei “minerali maledetti'”, imponendo requisiti stringenti di certificazione e tracciabilità.
Uranio, propositi esplosivi
I parlamentari europei hanno denunciato anche lo sfruttamento delle miniere di Uranio in Katanga, che in teoria dovrebbero essere chiuse, ma in realtà vengono estratte illegalmente per il contrabbando di uranio con Iran e Nord Corea, che lo usano per fini nucleari. “Non è solo il governo congolese, ma la comunità internazionale che deve occuparsi di controllare l’uranio”, ha ribadito il parlamentare tedesco Norbert Neuser (S&D).
Sanzioni ONU prolungate 
Isabelle Durant, dei Verdi, ha denunciato che le miniere del Kivu continuano ad essere sfruttate illegalmente, nonostante il divieto del presidente Kabila di settembre, e che secondo l’ultimo rapporto dell’ONU sono direttamente coinvolti alti militari dell’esercito congolese.
Qualche settimana fa il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha esteso fino a novembre 2011 le sanzioni, che includono un embargo sulle armi, il divieto di viaggiare e il congelamento delle proprietà dei gruppi ribelli e delle persone coinvolte nel traffico di minerali.
RDC: risorse naturali e guerra civile
Nonostante le sue ricchezze naturali, la RDC è uno dei paesi più poveri del mondo, secondo solo allo Zimbawe.
Un rapporto dell’ONU del 21 novembre afferma che l’esercito congolese è coinvolto nell’estrazione e contrabbando illegale di oro e altri minerali nel Kivu, e che i proventi sono usati nella guerriglia con i ribelli.
Gli stupri di massa, l’uccisione di giornalisti e attivisti dei diritti umani, continuano ad essere la normalità nell’est del paese, nonostante il processo di riforme avviato 5 anni fa.

RIF. : 20101203STO05948
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