Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Una quaresima sull’arca di Noè e una Pasqua senza confini‏

Carissimi amici ed amiche,
anzitutto vi chiedo scusa se da parte mia avete ricevuto ultimamente soltanto brevi risposte. 
Il motivo è che ho avuto la possibilità di vivere una quaresima veramente diversa, in una situazione in cui non potevo avere sempre accesso ad internet.
Infatti mi sono imbarcato come cappellano dell’Apostolato del Mare su una nave da crociera dove ho svolto il servizio di assistenza spirituale ai passeggeri e di responsabile del welfare dell’equipaggio.
Premetto che la vita del mare l’ho osservata da terra per molti anni nel porto di Huacho, ma ora ho avuto la possibilità di sperimentarla. Ho scoperto la materna attenzione della chiesa a questo mondo poco conosciuto e sono contento di averla rappresentata per un periodo di tempo.
 
Ho passato la quaresima come su una moderna arca di Noè, che in poche settimane ha toccato tre continenti. A motivo della presenza a bordo di oltre venti nazionalità diverse, ho celebrato la santa messa in quattro lingue diverse. Una nave da crociera è tutta un formicolare di attività dove la vita non si ferma mai, e si è tutti a stretto contatto: davvero sulla stessa barca! 
Ero stato avvisato che non sarebbe stato facile, dopo, spiegare questa esperienza, ma non immaginavo la sensazione stranissima di quando tocchi terra per restarci e vedi la “tua” nave salpare per altri orizzonti: un vuoto allo stomaco con una sottile nostalgia che affiora, mentre la stanchezza accumulata ti assale senza che prima te ne fossi reso conto. Infatti tu resti lì e vedi partire quella che per un periodo è stata la tua “casa”, e con essa i tuoi compagni di viaggio.
Di loro soprattutto vorrei parlare: i marittimi, queste persone invisibili ai più, ma ricche di umanità con le quali ho celebrato la Pasqua 2012.
 
Pasqua con lo chef che mi fa vedere sull’iPad il suo paesino al confine tra la Germania e la Danimarca: un omone di quasi due metri che incute rispetto ma in fondo soffre nostalgia e solitudine.
Con l’ufficiale di safety che tre mesi fa ha spento coraggiosamente un principio di incendio, ma non se ne vanta affatto.
Con il cantante che è venuto a fare la stagione in mare per superare la crisi economica
Con la cameriera peruviana che mi chiede se si può fare la prima comunione sulla nave e il giovane del sud Italia che si vuole cresimare pensando in un futuro matrimonio.
Con i 4 filippini che vincono il sonno e la stanchezza di una giornata di lavoro lunghissima per essere presenti alla messa delle 23:30 tutte le domeniche.
Con il duo indiano-indonesiano che ha vinto il torneo serale di calciobalilla.
Con il vicecomandante che è a fine carriera e sogna ad occhi aperti la sua casetta negli Stati Uniti.
Con la responsabile della formazione del personale che trasmette umanità, eleganza e poesia con ogni gesto e parola.
Con il meccanico che è partito da un paese siciliano in cui l’unico lavoro che si può trovare è proprio sul mare.
Con la discendente di bresciani che cerca il documento di battesimo di suo bisnonno: è nata in Guatemala, ma risiede in Canada.
Con la infermiera di Huacho (!) che chiede la benedizione per l’ospedale di bordo.
Con il giovane Brasiliano che dopo 5 mesi di contratto non ce la fa più: la saudade esiste!

Con i tanti che insistentemente mi chiedono di organizzare momenti di festa per passare una serata insieme: si lavora sempre ed è proprio necessario uno stacco ogni tanto.

Con gli sposati lontano da casa e con i separati: entrambi soffrono la mancanza della famiglia.
Con i defunti del Costa Concordia ricordati in un minuto di silenzio durante la domenica delle Palme.
Con la band di Molfetta che ricorda come una benedizione aver conosciuto un pastore straordinario come mons. Tonino Bello.
Con il gruppo vocale Elijah Brothers che canta a cappella “Oh happy day” nella messa di Pasqua. 

Adesso sono rientrato in diocesi di Milano: qui di mare non ne abbiamo, ma spazi di missione non mancano. 
Resto in attesa della decisione del nostro vescovo su quale parrocchia vorrà affidarmi: presto il mistero sarà svelato!

Alla prossima!
 Ambrogio Cortesi
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