Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Incontro dei missionari italiani che lavorano nel Maranhão (Brasile)

I missionari italiani dello Stato del Maranhão si sono incontrati dal 24 al 26 gennaio scorsi nella parrocchia di Matinha, diocesi di Viana, per vivere tre giorni di condivisione e scambio di esperienze nelle diverse realtà in cui operano nello Stato del Maranhão, nord-est del Brasile. Erano presenti 14 missionari, che hanno avuto anche la possibilità di conoscere il Vescovo di Viana, dom Sebastião Lima Duarte, con il quale è stata celebrata anche una Santa Messa.
In un clima di vera e propria condivisione, i primi assunti trattati hanno riguardato le problematiche che ciascun missionario ha nel proprio territorio: dalle enormi distanze e le difficoltà logistiche per raggiungere alcune comunità, alla presenza di chiese di matrice evangelica spesso persecutorie verso la Chiesa cattolica; dalla mancanza di matrimoni anche tra le persone inserite nelle pastorali, allo scambio con la Chiesa italiana; dal cosa significa essere italiani in Brasile, al condizionamento economico che un missionario straniero rischia di creare. Successivamente si sono condivisi gli aspetti positivi dell’essere missionario in un Brasile che è terra di una Chiesa entusiasta, che sta vivendo una primavera. Terra dove tutti hanno profonda sete di Dio, dove la dignità delle persone è incredibile nonostante una povertà a tratti molto grande, dove il laicato all’interno della Chiesa è una componente fondamentale. Terra dove la povertà più grande è rappresentata dalla mancanza di cultura, ma la speranza riposta nelle nuove generazioni è l’ultima a morire.  
Infine, i missionari del Maranhão hanno voluto tracciare alcune linee guida per continuare nel lavoro quotidiano e per lasciare dei frutti dopo questi giorni di scambio. Ecco le proposte:
Ø Come italiani in Brasile, dobbiamo sempre più cercare di mostrare il volto di una Chiesa Sorella e non colonizzatrice. Quindi va bene donare: la nostra storia, la nostra cultura, la nostra esperienza, la nostra disponibilità economica. Però è importante ricevere da questo Brasile. Ricevere l’accoglienza di questo popolo, la pazienza, l’accontentarsi delle piccole cose.
E quindi mettersi all’ascolto; non lamentarsi; non rimpiangere l’Italia o altre esperienza passate; non avere solo una coscienza critica, ma far aprire gli occhi anche a chi ci circonda.
Ø Dobbiamo cercare di essere per tutti, pur sapendo che solo alcuni raccoglieranno il nostro lavoro. Cioè è importante offrire il nostro servizio per tutte le persone delle nostre comunità, ma sapendo che saranno solo questi “alcuni” che matureranno una coscienza critica, che si responsabilizzeranno, che avranno imparato e appreso il nostro lavoro e potranno portarlo avanti. Non è vero che non si può costruire qualcosa. Magari con tutti non si può, ma con pochi si riesce. Basta crederci!
Ø Un missionario non può limitarsi a vivere nella sua missione, ma deve avere uno scambio continuo con la Chiesa che invia. Perché la Chiesa che invia oggi ne ha bisogno. Guardando la nostra realtà qui in Brasile, siamo di fronte a problemi giganteschi: salute, scuola, corruzione, violenza… E nessuno protesta, ma guarda avanti con fiducia. In Italia, i problemi ai nostri occhi sembrano davvero insignificanti e là tutti si lamentano. Quindi non possiamo non fare a meno di essere sempre entusiasti: il missionario deve riuscire a trasmettere l’entusiasmo e la fede delle gente brasiliana anche in Italia.
Ø Cerchiamo di valorizzare il laicato, vero motore della Chiesa brasiliana. La responsabilità dei coordinatori di comunità e dei gruppi pastorali è una bellissima realtà. Il prete non perde niente, ma esperimenta ogni giorno la presenza e la fantasia dello Spirito Santo. Spesso i nostri parametri europei di efficienza, puntualità, formalità,… vengono superati dalla infinita pazienza, allegria, spiritualità profonda dei laici di questa Chiesa.
Ø Le Chiese di matrice evangelica pullulano. E purtroppo per paura di perdere i fedeli davanti a questa realtà, alcuni padri sono tornati indietro, alla Chiesa del passato. In Brasile il popolo ha l’esigenza di padri che stanno in mezzo alla gente, di celebrazioni vive, di grandi manifestazioni di gioia e fede. Dobbiamo capire e far capire che molti problemi della Chiesa sono indietro, mentre in avanti ci possono essere le soluzioni. Cerchiamo di avere uno sguardo nel futuro per crescere come Chiesa.
 
Damiano Conati
Laico fidei donum
italiano
in Cidade Olimpica (São Luis)
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