Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa


Laici e preti insieme per la missione

http://youtu.be/AwFnOhy9kW0

 

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Incontro dei missionari italiani che lavorano nel Maranhão (Brasile)

I missionari italiani dello Stato del Maranhão si sono incontrati dal 24 al 26 gennaio scorsi nella parrocchia di Matinha, diocesi di Viana, per vivere tre giorni di condivisione e scambio di esperienze nelle diverse realtà in cui operano nello Stato del Maranhão, nord-est del Brasile. Erano presenti 14 missionari, che hanno avuto anche la possibilità di conoscere il Vescovo di Viana, dom Sebastião Lima Duarte, con il quale è stata celebrata anche una Santa Messa.
In un clima di vera e propria condivisione, i primi assunti trattati hanno riguardato le problematiche che ciascun missionario ha nel proprio territorio: dalle enormi distanze e le difficoltà logistiche per raggiungere alcune comunità, alla presenza di chiese di matrice evangelica spesso persecutorie verso la Chiesa cattolica; dalla mancanza di matrimoni anche tra le persone inserite nelle pastorali, allo scambio con la Chiesa italiana; dal cosa significa essere italiani in Brasile, al condizionamento economico che un missionario straniero rischia di creare. Successivamente si sono condivisi gli aspetti positivi dell’essere missionario in un Brasile che è terra di una Chiesa entusiasta, che sta vivendo una primavera. Terra dove tutti hanno profonda sete di Dio, dove la dignità delle persone è incredibile nonostante una povertà a tratti molto grande, dove il laicato all’interno della Chiesa è una componente fondamentale. Terra dove la povertà più grande è rappresentata dalla mancanza di cultura, ma la speranza riposta nelle nuove generazioni è l’ultima a morire.  
Infine, i missionari del Maranhão hanno voluto tracciare alcune linee guida per continuare nel lavoro quotidiano e per lasciare dei frutti dopo questi giorni di scambio. Ecco le proposte:
Ø Come italiani in Brasile, dobbiamo sempre più cercare di mostrare il volto di una Chiesa Sorella e non colonizzatrice. Quindi va bene donare: la nostra storia, la nostra cultura, la nostra esperienza, la nostra disponibilità economica. Però è importante ricevere da questo Brasile. Ricevere l’accoglienza di questo popolo, la pazienza, l’accontentarsi delle piccole cose.
E quindi mettersi all’ascolto; non lamentarsi; non rimpiangere l’Italia o altre esperienza passate; non avere solo una coscienza critica, ma far aprire gli occhi anche a chi ci circonda.
Ø Dobbiamo cercare di essere per tutti, pur sapendo che solo alcuni raccoglieranno il nostro lavoro. Cioè è importante offrire il nostro servizio per tutte le persone delle nostre comunità, ma sapendo che saranno solo questi “alcuni” che matureranno una coscienza critica, che si responsabilizzeranno, che avranno imparato e appreso il nostro lavoro e potranno portarlo avanti. Non è vero che non si può costruire qualcosa. Magari con tutti non si può, ma con pochi si riesce. Basta crederci!
Ø Un missionario non può limitarsi a vivere nella sua missione, ma deve avere uno scambio continuo con la Chiesa che invia. Perché la Chiesa che invia oggi ne ha bisogno. Guardando la nostra realtà qui in Brasile, siamo di fronte a problemi giganteschi: salute, scuola, corruzione, violenza… E nessuno protesta, ma guarda avanti con fiducia. In Italia, i problemi ai nostri occhi sembrano davvero insignificanti e là tutti si lamentano. Quindi non possiamo non fare a meno di essere sempre entusiasti: il missionario deve riuscire a trasmettere l’entusiasmo e la fede delle gente brasiliana anche in Italia.
Ø Cerchiamo di valorizzare il laicato, vero motore della Chiesa brasiliana. La responsabilità dei coordinatori di comunità e dei gruppi pastorali è una bellissima realtà. Il prete non perde niente, ma esperimenta ogni giorno la presenza e la fantasia dello Spirito Santo. Spesso i nostri parametri europei di efficienza, puntualità, formalità,… vengono superati dalla infinita pazienza, allegria, spiritualità profonda dei laici di questa Chiesa.
Ø Le Chiese di matrice evangelica pullulano. E purtroppo per paura di perdere i fedeli davanti a questa realtà, alcuni padri sono tornati indietro, alla Chiesa del passato. In Brasile il popolo ha l’esigenza di padri che stanno in mezzo alla gente, di celebrazioni vive, di grandi manifestazioni di gioia e fede. Dobbiamo capire e far capire che molti problemi della Chiesa sono indietro, mentre in avanti ci possono essere le soluzioni. Cerchiamo di avere uno sguardo nel futuro per crescere come Chiesa.
 
Damiano Conati
Laico fidei donum
italiano
in Cidade Olimpica (São Luis)


Don Marek Rybinski, ucciso a Manouba (Tunisia)

Don Marek Rybinski, polacco,missionario salesiano,  ucciso il 18 febbraio

33 anni, è stato trovato senza vita in un locale della scuola salesiana di Manouba. Secondo la ricostruzione del Vescovo di Tunisi, era uscito dalla casa lasciando la sua automobile alla missione. Il giorno dopo, nella sua camera è stato trovato il computer acceso. Si pensa quindi che qualcuno lo abbia fatto chiamare con una scusa, per farlo uscire, lo avrebbe rapito per poi ucciderlo il giorno successivo.

(ANS – Manouba) – Don Marek Rybinski, giovane missionario polacco a Manouba, Tunisia, è stato trovato morto stamattina nella scuola salesiana di Manouba. Incerto il movente.

Don Rybinski era stato visto dai confratelli della sua comunità ieri mattina verso le 10.00. Non vedendolo alla preghiera serale e alla messa di questa mattina, don Lawrence Essery, direttore della presenza salesiana a Manouba, si è allarmato e, non trovandolo nella sua stanza, ha allertato la polizia locale. Gli inquirenti, giunti poco dopo, hanno iniziato la ricerca di don Rybinski. Tragicamente il suo corpo è stato trovato in un ripostiglio con la gola tagliata. È il secondo religioso trovato morto in questo ultimo periodo, caratterizzato da tumulti sociali.

Alle 9.30 del mattino di ieri, don Rybinski ha avuto un contatto telefonico con suor Ewa Siuda, della Procura Missionaria di Varsavia, chiedendole l’invio di un fax che attestasse l’avvenuto trasferimento di una somma di denaro – trasferita già nel mese di dicembre – della quale la banca faceva difficoltà al rilascio.

Il 31 gennaio, nel giorno della festa di Don Bosco, i salesiani di Manouba hanno trovato sotto la porta di casa una lettera anonima che minacciava i religiosi di morte nel caso non avessero pagato. Ufficialmente la polizia non si è espressa circa il movente che resta in bilico tra il furto e il fondamentalismo religioso.
Don Rybinski, di soli 33 anni, originario dell’Ispettoria di Varsavia, Polonia, era stato ordinato sacerdote nel maggio del 2005. Nel settembre del 2007 giunse a Manouba dove ha ricoperto il ruolo di economo della comunità.
“Marek era estremamente efficiente e attraverso i suoi contatti con la procura missionaria polacca, dove aveva lavorato prima di arrivare in Tunisia, è riuscito a finanziare diversi progetti per il bene della scuola.” Ha dichiarato in una nota ad ANS don Essery. Dall’arcivescovo di Tunisi era stato nominato cappellano della comunità polacca con la quale trascorreva molto tempo preparando i ragazzi alla cresima.
Questa sera nella cattedrale mons. Maroun Elias Nimeh Lahham, arcivescovo di Tunisi, presiederà una Eucaristia in suffragio di don Rybinski.
Il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Pascual Chávez Villanueva, appena raggiunto dalla notizia, ha espresso la sua costernazione e il suo dolore

fonte: Radio Vaticana


Giovane sacerdote colombiano Luis Carlos Orozco, di 26 anni

Colombia: assassinato il vicario parrocchiale della Cattedrale di Rionegro – Un minorenne ha sparato contro il giovane sacerdote nel parco della città

di Nieves San Martín

RIONEGRO, lunedì, 14 febbraio 2011 (ZENIT.org).- La sera di sabato, il giovane sacerdote colombiano Luis Carlos Orozco, di 26 anni, è stato assassinato con un colpo di arma da fuoco alla testa da un minorenne, a quanto sembra un sicario.

Sono in corso le indagini per scoprire le cause dell’omicidio e i suoi mandanti. L’aggressione mortale è avvenuta nel parco di Rionegro di fronte a molti testimoni, che hanno aiutato a catturare l’assassino.

Padre Luis Carlos Orozco Cardona era nel parco principale di Rionegro quando un ragazzo che compirà 18 anni tra due mesi gli ha sparato.

Il sindaco di Rionegro, Alcides Tobón, ha segnalato che il giovane ha ucciso il presbitero “tra molta gente, telecamere di sicurezza, guardie e poliziotti presenti nel parco”. E’ stato catturato mentre cercava di scappare su una motocicletta. Il fatto è stato registrato dalle telecamere di sicurezza della zona, e l’adolescente è stato portato in un centro per minori.

Padre Orozco lavorava da quattro mesi nella pastorale sociale della Diocesi di Sonsón-Rionegro. “Era un sacerdote molto giovane, presbitero da appena un anno. Era originario di El Santuario e non era stato minacciato”, ha spiegato il comandante del Dipartimento di Polizia di Antioquia, José Gerardo Acevedo, che ha riferito che il sacerdote stava parlando con un sagrestano nel parco di Rionegro alle 21.30 di sabato.

“Era lì con un ragazzo di 17 anni, accolito della chiesa, quando il sicario è passato”. “Lo ha guardato, ma poi se ne è andato”.

“Dopo tre minuti è tornato e gli ha sparato alla testa”, ha aggiunto Acevedo. “Ha corso per circa 150 metri, ha cercato di salire su una motocicletta ma è stato catturato dagli agenti di polizia, allertati dalle grida della gente”.

Il sacerdote è stato portato con urgenza all’ospedale San Giovanni di Dio di Rionegro. I medici hanno fatto di tutto per salvarlo, ma è morto due ore dopo.

Al momento della cattura, l’assassino non ha spiegato la sua presenza sul posto e le ragioni dell’omicidio.

Padre Luis Carlos Orozco Cardona era nato il 10 ottobre 1984 a Carmen de Viboral. Aveva ricevuto il diaconato nella Cattedrale di Rionegro nel 2009 ed era stato ordinato sacerdote un anno dopo.

In un comunicato stampa, il Vescovo designato della Diocesi di Sonsón-Rionegro, Fidel León Cadavid, ha espresso il proprio dolore per l’assassinio del sacerdote, che “manifesta ancora una volta la grave crisi di valori umani e cristiani di cui soffre la nostra società, come conseguenza del fatto di aver dimenticato Dio e del disprezzo della vita e della dignità della persona umana”.

Il presule ha sottolineato la dedizione al servizio dei poveri di padre Orozco, la sua gioia sacerdotale e il suo zelo pastorale, invitando la comunità a rinnovare la propria fede in Dio e le autorità competenti a “portare avanti le indagini con prontezza ed efficienza, per arrivare a punire gli ideatori e gli autori materiali di questo assassinio, che invitiamo al pentimento e a una sincera conversione”.

http://www.zenit.org/article-25579?l=italian


Padre Fausto Tentorio – video

La mattina del 17 ottobre nel villaggio di Arakan nelle Filippine è stato ucciso Padre Fausto, un missionario italiano che viveva lì da oltre 30 anni. Non lo conoscevo ma ho vito quello che ha fatto in questo villaggio e sono certo di aver capito perchè l’hanno ammazzato. Abbiamo provato a spiegarlo in questo breve video che è anche un modo ri ricordarlo.

Tra le motivazioni dell’assassinio: P. Fausto si opponeva alle Multinazionali difendendo i diritti degli Indigeni.

Ucciso un missionario lecchese: “Si opponeva alle multinazionali”  http://www.corrieredilecco.it/dettaglio.php?id=MzE5&idc=MQ==&idc2=