Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

CHIESE DEI MIRACOLI, FABBRICHE DI SOLDI

Sul tema delle chiese evangeliche forse non siamo sereni perché siamo troppo coinvolti emotivamente: ricordiamo nel 2006 quante lacrime di gioia sgorgarono dagli occhi di Lidiane (catechista ventenne della parrocchia Cristo Libertador di Rio Branco- Amazzonia Brasiliana) quando le comunicammo che l’avremmo aiutata negli studi e invitata in Italia l’anno dopo: immaginate che colpo per chi vive con una nonna nella classica palafitta di legno senza finestre. Adesso è attivissima in una di quelle chiese Neo-Pentecostali che quando ci passi davanti il pastore grida così forte che più che annunciare Gesù sembra che te lo voglia vendere.
Chiaro che bisogna fare una distinzione tra chiese protestanti e evangeliche, e a sua volta tra chiese Pentecostali di vecchia data e neo-pentecostali: queste ultime secondo noi sono vere e proprie fabbriche di soldi.
Privilegiando i carismi ai ministeri, l’annuncio ai riti, gli incontri sono più interessanti di una “Messa”. La gente scappa dalla chiesa cattolica e sfoggia un nuovo look: dalle bermuda e birra in mano alla  camicia e cravatta, Bibbia sotto il braccio, alcool bandito per sempre come il demonio in persona, faccia seria, quasi tutte le sere al tempio.
Predicazione e strategia del territorio
Per cominciare, la predicazione è al centro dell’evento: i pastori partono da una pagina della Bibbia e fanno la loro esegesi, a volte con buona base, più spesso tra istrionismo e apocalittica sadomaso. Altro elemento è la strategia del territorio, prevalgono i saloni aperti sulle vie principali. Ogni Comunità cattolica qui a Rio Branco è circondata da almeno 6/7 templi. Su una cosa non si ammette eccezione: pagare le decime. Esse sono condizione di benedizione o maledizione da parte di Dio, e alle decime vanno aggiunte le offerte. Altri elementi comuni sono: la frequenza delle celebrazioni (quasi ogni sera, per due ore); le partecipazioni maschile (il marito con la sposa); il vestito, quasi un’uniforme; il ruolo del canto e di una partecipazioni elementare con “amen, alleluia”; l’uso di parole bibliche (quasi nominate invano) sia nei nomi di edifici, sia nella conversazione e nel commercio; il supporto della stampa, radio, televisioni, dove sanno come gestire la comunicazione.
Celebrazioni come Show
Le celebrazioni delle chiese evangeliche sonospettacoli e la chiesa è intesa come una squadra di calcio: a uno piace la squadra di cui è tifoso! L’uomo comune va nella chiesa che gli piace, come il tifoso va a uno stadio, senza porsi nessun problema rispetto alla verità.  Si tratta praticamente di un monologo di uno o più pastori. La formula funziona perché la cultura amazzonica e brasiliana è orale e non scritta e la parola di Dio ha un fascino irresistibile su tutti, uomini e donne. Raramente c’è qualcosa di più teatrale: il corridoio della liberazione formato da 70 pastori, la distribuzione del fazzoletto unto… E poi diciamocelo, ove si può assistere gratis alla roulette dei miracoli, e chi lo sa un giorno forse sarai tu il fortunato vincitore, quindi ne vale la pena di tirare via anche il più piccolo risparmio e se è necessario intestare la casa al pastore perché se è vero che la  puntata è alta, è anche vero che la vincita è ancora più alta.
Qui si fanno i miracoli!
Qui nella zona rurale ove abitiamo è nata l’ennesima chiesa neo-pentecostale ove a chiare lettere si afferma “ QUI SI FANNO I MIRACOLI “ (vedere la foto, per gli increduli) badate bene: non ”può capitare”, ma “è garantito!”, come diceva Vanna Marchi. Infatti non smettiamo mai (io è mia moglie) di rimproverare il nostro parroco perché non ne è capace.
Basilare nelle chiese è pagare le decime (10% del salario o dell’attivo di un mese di attività). È innegabile che i pastori hanno studiato bene la strategia. Essi hanno deciso di limitare il ministero alle celebrazioni serali, escludendo iniziative sociali che richiederebbero tempo, strutture, risorse umane ed economiche, controlli statali e comunali. I pastori, in maggioranza, sono liberi professionisti che arrotondano lo stipendio con le prediche serali.
Scomodando Malachia
Quanto arrotondino e chi li paghi, ce lo svela Malachia (3,8-10).  Può un uomo frodare Dio? Eppure voi mi frodate e andate dicendo: «Come ti abbiamo frodato?». Nelle decime e nelle primizie.  Siete già stati colpiti dalla maledizione e andate ancora frodandomi, voi, la nazione tutta! Portate le decime intere nel tesoro del tempio, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi pure alla prova in questo, – dice il Signore degli eserciti – se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi benedizioni sovrabbondanti!
Ogni dieci persone salariate che pagano le decime, equivale un salario per il pastore; ogni cinquanta, sono cinque salari: è matematica. Inoltre, nella Bibbia si parla anche di offerte: i pastori studiano meccanismi per avere offerte quanto e più delle decime. Ricorrere a 3 versetti di Malachia, presi alla lettera, prescindendo dal contesto di tutto il passo e del tempo in cui fu scritto è terrorismo religioso a scopo di estorsione. Al tempo di Malachia la pratica delle decime rispondeva alla struttura di una società teocratica con sovrastruttura religiosa pesante e che attendeva ad alcune attività anche sociali. Già al tempo di Gesù la pratica era differente e lui diede non il 10%, ma il 100%: “Il mio corpo è vero cibo: chi lo mangia vivrà per sempre” (GV6)  
Logiche di franchising
Per completare la strategia, c’è  il franchising (come una agenzia immobiliare o assicurativa). Ci sono chiese che hanno saputo organizzarsi meglio e con più coraggio, perfino con spregiudicatezza, come la Chiesa Universale del Regno di Dio del “vescovo” Edir Macedo (Vedere su youtube la sua casa) e la Chiesa Universale della Grazia del “missionario” R.R. Soares (su Rede Record, una delle principali televisioni brasiliane, il suo programma si chiama infatti SHOW DA Fé). In tempo di crisi, la carriera come predicatori è una possibile soluzione per operai e professionisti disoccupati o in difficoltà economica. Questo è l’iter che l’aspirante pastore deve seguire: frequentare un corso di formazione per pastori; prendere in affitto un salone; acquistare un centinaio di sedie di plastica; comprare a rate una cassa acustica con microfono, entrare in contatto con R.R. Soares della Chiesa Universale della Grazia e aprire la filiale R.R. Soares. Dovrà pagare fino a 60% di franchigia, ma c’è possibilità di guadagnare ben più di quanto guadagnava di salario. Se gli va male, il debito non sarà alto e, chissà, sarà trattato col rispetto che si deve a un religioso.
Teologia della prosperità
Inoltre al contrario della Chiesa cattolica si privilegia non la “teologia della liberazione” (che barba questi poveri) ma quella “della prosperità” che vuol dire:  se sei ricco vuol dire che il Signore ti ama e ti ha benedetto, quindi tu ringrazialo versando i soldi alla sua chiesa. Se sei povero allora puoi cambiare la tua vita con un miracolo dando tutto alla tua chiesa. Qualcuno obietterà: in Brasile sono impreparati e privi delle nostre radici millenarie. Vero!, ma noi cosi abituati a vivere di rendita e di tradizioni, tra 20/30 anni quando arriveranno anche in Europa queste forme religiose saremo preparati ? Premesso che è meglio un buon Evangelico che un cattivo Cattolico, abituati come siamo alla comodità e alle nostre tradizioni, quanto sarà forte la nostra fede? Tra processioni, flagellazioni, benedizioni di animali, della gola, novene, tridui che portano un povero sacerdote ad avere sempre meno tempo per te, la tentazione di andare da chi ti ascolta è forte, ma in fondo il vero problema non sono le Chiese evangeliche, ma noi Chiesa cattolica, perennemente impauriti dagli scandali e dal dibattito democratico al nostro interno, con la porta aperta ai laici ma con il catenaccio chiuso, come gli anziani quando aprono agli estranei, ove in tanti campi il Concilio Vaticano II è ancora una chimera e in altri è carta straccia, cosa possiamo proporre?  Un giorno perché il nostro parroco non avrebbe celebrato non so che ricorrenza di quelle sempre tra il sacro ed il profano, una anziana catechista dalla millenaria frequentazione disse: “Basta, se non lo celebra, non metterò più piede qua dentro”.
Ci consoliamo pensando che in fondo se Gesù tornasse sulla terra, non trovando una accoglienza migliore di quella ricevuta 2000 anni fa non si scandalizzerebbe, e continuerebbe a cercarci ovunque e come allora si accomoderebbe a mangiare con Matteo e con quella testa calda di Pietro.
 
Famiglia Iozzi (Gianni, Giusy e Matteo)  
missionari della Diocesi di Tortona a Rio Branco-Acre Brasile
www.missionebrasile.it
giuseppina.campioni@alice.it
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