Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Missione Possibile… oltre il Campo

di Maria Giovanna Coltello

Il campo, iniziato sabato 30 luglio 2011, ha visto il coinvolgimento di giovani e giovani adulti della nostra provincia che, assieme ad altri giovani provenienti da Messina, Altamura (Bari) e Padova, guidati dalle Missionarie Secolari Comboniane e coadiuvati dal responsabile Diocesano dell’Ufficio di Pastorale Missionaria, hanno provato a toccare con mano le esigenze di un tessuto sociale spesso celato ai nostri occhi… Come in tutte le esperienze che sfiorano l’anima, provare a descrivere “cosa” si è fatto diventa difficile ma al contempo necessario perché altri possano, almeno in parte, percepire il senso lasciato da quest’esperienza…

 Siamo arrivati al campo con le nostre aspettative, più o meno grandi, convinti, forse, di fare un’esperienza di cui già conoscevamo il sapore e le sfumature, ma così non è stato… e lo abbiamo notato sin da subito quando, domenica 31 luglio, abbiamo fatto visita ai luoghi dove avremmo prestato SERVIZIO: Suore di Madre Teresa di Calcutta, casa famiglia “Ozanam”, centro d’accoglienza di padre Beniamino Sacco (parrocchia Spirito Santo).

 Una volta incontrate le realtà ed i loro operatori, abbiamo iniziato, a gruppi distinti, questa nuova esperienza…abbiamo “assaporato” la dolcezza delle Suore di Madre Teresa di Calcutta, scoprendo, nel loro operato silenzioso, costante, amorevole, intriso di preghiera e grande carità, una meravigliosa attenzione per i bambini più disagiati, per le persone sole, per chi, in un modo o nell’altro ha un immenso bisogno di amore… Di questa esperienza con loro, seppure breve, restano impressi gli occhi, i sorrisi, lo sguardo assente di chi ha scelto di porre un muro tra sé e il mondo esterno, tutte espressioni diverse di vite con un unico denominatore comune: un grande bisogno d’amore, che riesca a colmare, almeno in parte, il vuoto, ma soprattutto una carità che non fa distinzioni, che abbraccia l’altro in quanto fratello, figlio di Dio, degno di essere amato…

Nel servizio presso la casa famiglia “OZANAM” si è avuto modo di incrociare lo sguardo dell’ALTRO che, troppo spesso, sentiamo diverso perché incapaci di intravedere, dietro un mondo fatto di tante sfumature, sensibilità ed emozioni differenti dalle nostre… un essere umano UGUALE a noi… Si scopre l’amore di operatori che lavorano davvero come una grande FAMIGLIA e ci si rende conto di quanto differenti siano i nostri metri di misura nel mondo che sta fuori e che impone una corsa affannata alla ricerca di chissà cosa… Il tempo, alla casa famiglia, ha un’altra dimensione, perché non si lavora facendo grandi progetti ma facendone di piccoli, a piccoli passi, INSIEME agli ospiti della casa, così ogni loro piccola conquista, diventa gioia condivisa, diventa umanità a cui si cerca di dare la dignità che merita, diventa ASCOLTO, accoglienza dell’altro, dei suoi bisogni, dei suoi tempi, per accompagnarlo, mano nella mano, ad una vita di equilibrio e dignità umana…

 Alcuni di noi hanno condiviso la gioia di poter prestare servizio nel centro di accoglienza di padre Beniamino Sacco e di poter, così, veder mettere in atto il Vangelo che si fa ASCOLTO, ACCOGLIENZA, SERVIZIO all’altro… In questa realtà ci si è cimentati in vari servizi, dall’aiuto in cucina, allo smistamento degli indumenti, alla collaborazione nei corsi di alfabetizzazione, ma non è semplicemente svolgendo l’uno o l’altro servizio che ci si cala in una realtà… a molti di noi sono rimasti dentro l’anima tanti occhi, molti dei quali sperduti perché, escludendo quei pochi attimi di gioia o falsa spavalderia, sono occhi proiettati in un passato che non c’è più ed in un futuro, purtroppo, ancora terribilmente incerto… La settimana di servizio si è conclusa con una serata di musica e danze che ha visto protagonisti gli ospiti del centro ed alcuni dei nostri ragazzi, sperimentando come la musica, il ballo, possano essere un linguaggio universale che abbatte anche il muro delle differenze linguistiche…

 La collaborazione in queste realtà ha aperto una finestra sulle esigenze del territorio, sul mondo “nascosto” che c’è ed ha bisogno di noi, di OGNUNO di noi, di chi ha voglia di mettersi in gioco perché OGNI singolo essere umano possa anelare ad una vita dignitosa, per questo siamo certi che il campo ha già dato i suoi frutti, mettendo nei nostri cuori la VOGLIA di non essere una presenza che osserva e torna a casa bensì una PRESENZA ATTIVA, in quei luoghi che hanno forte bisogno di gente capace di mettersi in gioco, di mettere in gioco un pezzo della propria vita e farne dono  agli altri, per questo, partendo dall’esperienza del campo, si stanno gettando le basi per un volontariato attivo che veda protagonisti noi e riesca a coinvolgere anche altri… Abbiamo scommesso sulla possibilità di realizzare un CAMPO MISSIONARIO a Vittoria perché conoscevamo i bisogni della città, abbiamo visto che il Signore ha messo in ognuno di noi una goccia di nuovo spirito missionario e quel “MISSIONE E’…” oggi si colora di tutte le nostre sensazioni, emozioni, prospettive, iniziative… POSSIBILI…

 Noi ci siamo, vogliamo esserci e vogliamo metterci in gioco, sappiamo che il Signore ci ha voluti qui perché riuscissimo ad essere fermento… e questo è ciò che vogliamo trasmettere agli altri, la voglia di scoprire che l’ALTRO non è uno DIVERSO da noi, ma semplicemente UNO COME NOI. Vorremmo augurarci che in futuro altri giovani riescano ad assaporare il gusto del SERVIZIO e si lascino coinvolgere e non travolgere da ciò che accade attorno a noi… Ci sembra di poter dire che il campo non è finito domenica ma, come ha detto una ragazza, il vero campo è INIZIATO solo ora…

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