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Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Torna l’Agente Arancio e minaccia l’Amazzonia brasiliana

È l’indice di una nuova pericolosa strategia nel disboscamento illegale della foresta: il pericoloso erbicida ha già causato migliaia di vittime in Vietnam e ora ricompare come uno spettro in Brasile.  Non se ne sentiva più parlare dai tempi del Vietnam, quando il micidiale erbicida denominato “Agente Arancio” venne ampiamente usato dagli Stati Uniti come defoliante militare. Altamente tossico, cancerogeno, responsabile di difetti alla nascita sia nella popolazione vietnamita che nei veterani di guerra statunitensi, ora l’Agente Arancio ricompare in Amazzonia, dove ne è stato segnalato l’uso per disboscare illegalmente vaste aree di foresta. L’Istituto brasiliano per l’ambiente e le risorse naturali rinnovabili (IBAMA) lo ha scoperto attraverso le immagini trasmesse da satellite, che mostravano dei cambiamenti di colorazione anomala nella vegetazione.

Secondo le fotografie, già 440 acri di territorio sono già stati avvelenati e, oltre agli alberi, ne sono stati ovviamente coinvolte anche le numerose specie animali che vivevano nella foresta. Intervenuti nella zona, gli inviati governativi hanno scoperto quattro tonnellate di prodotti chimici che attendevano solo di essere rilasciati sopra la foresta attraverso l’utilizzo di piccoli velivoli: è stato dunque sventato un danno molto maggiore, perché sarebbero stati distrutti altri 7.500 acri di foresta. L’utilizzo dell’Agente Arancio indica un cambio di strategia in coloro che, per motivi economici immediati, stanno erodendo il polmone verde sudamericano, nonostante una strategia dichiaratamente più attenta da parte delle autorità brasiliane.
Jefferson Lobato, ufficiale dell’Ibama ha dichiarato: «attraverso gli erbicidi si riescono a distruggere enormi aree di foresta in poco tempo, senza mobilitare boscaioli per sradicare gli alberi ed eludendo più facilmente i controlli». (r.t.)

Commento del padre Angelo Pansa:
Avevo già denunciato questo fatto nel Novembre 2007 sia con protocolli ufficiali inviati a vari Ministeri – tra in quali il Ministero dell’Ambiente , del quale era Ministro Marina Silva – , sia attraverso la rete televisiva
GLOBO.  Nel Gennaio 2008 doveva essere effettuata una spedizione nella regione della Terra do Meio dove erano stati utilizzati pesticidi diserbanti e defolianti a base di Nufarm 2,4-D cui veniva mischiato altro prodotto non identificato che poteva essere il 2,5-T. Ciò avrebbe costituito la miscela del 2,4.5- TDD, ossia lo stesso che l’Agente Arancio del Vietnam. La spedizione non fu effettuata data la mia assenza, essendo stato ricoverato per intossicazione dei pesticidi che avevo trafugato nella Terra do Meio e consegnato al Pubblico Ministero Federale perché fossero effettuate le analisi di laboratorio per rilevarne il contenuto.
Nel Giugno dello scorso ano (2010) , rientrato in Brasile dopo due anni di assenza, nella qualità di Delegato della Fondazione Corte Internazionale dell’Ambiente (ICEF), ho inoltrato richieste ufficiali perché i Ministeri dell’Ambiente e della Sanità fossero verificare la situazione emergenziale di contaminazione della regione in questione e ritirassero i pesticidi che ancora si trovavano sul posto. Ho pure rinnovato l’allarme di contaminazione essendo a conoscenza che i latifondisti che li avevano utilizzati nel 2007 li stavano
riutilizzando. Nel Gennaio di quest’anno ho aperto tre Processi per indennizzo dei danni fisici e morali da me subiti per intossicazione di Nufarm 2,4-D contro il latifondista che li aveva usati nella Terra do Meio, la fabbrica del pesticida Nufarm 2,4-D per non aver monitorato l’uso e per non aver fatto nulla per
decontaminare l’area e contro lo Stato del Parà per non avere effettuato la spedizione di cui si parlava nel Gennaio 2008. Ultimamente uno dei latifondisti che si trova nella Terra do Meio é stato preso in flagrante delitto di deforestazione con l’uso degli stessi pesticidi che venivano utilizzati negli anni precedenti, comprovando che la fabbricazione e la commercializzazione degli stessi continua nonostante le denunce fatte e la comprovata pericolosità sia per le persone che per gli animali e l’ambiente trattandosi di prodotti cancerogeni e teratogeni e che lasciano contaminanti nei suoli e acque per molti anni, oltre che a contaminare qualsiasi prodotto alimentare proveniente dalle aree colpite.
I tre Processi aperti all’inizio dell’anno sono in corso e il sistema giudiziario brasiliano non ha ancora determinato le date delle udienze. ( Altre informazioni sono disponibili in internet, motore di ricerca google, sotto le voci : Amazzonia Agente Arancio Deforestazione –  padre Angelo Pansa )   

Padre Angelo Pansa – Delegato ICEF – 21.07.2011

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