Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Un nuovo colonialismo Europeo sta minacciando di genocidio, biocidio e geocidio gli Indios e l’Amazzonia

Mappa delle pressioni e minacce nelle Terre Indigene nell’Amazzonia Brasiliana

Presenta um quadro completo e integrato degli interventi nel territorio dell’Amazzonia e dei contrasti nelle Terre Indigene (Tis). La pubblicazione pretende contribuire alla riflessione e dibattito sui principali problemi socioambientali di quelle aeree e offire al lettore la situazione particolare di alcune desse. Vuole appoggiare azioni e strategie di movimenti e lideranze indigene, ricercatori, tecnici, militanti, ONGs e istituzioni varie che lottano per lo sviluppo equilibrato dell’Amazzonia e per i diritti delle popolazioni.

SOMMARIO

1. TERRE  E POPOLI (ETNIE-TRIBÚ)

2. INFRASTRUTTURE

3. STRADE

4. PAC E IIRSA (PIANI DI SVILUPPO)

5. CENTRALI IDROELETTRICHE
6. DISBOSCAMENTO
7. USO DEL SUOLO

8. INCENDI

9. RISORSE MINERARIE

10. ABUSI PER LEGNAME

11. URBANIZZAZIONE E OPERE SANITARIE

12. AREE DI CONFLITTO

http://mapaambiental.blogspot.com/search/label/Terras%20Ind%C3%ADgenas

Mons. Redovino Rizzardo, cs Vescovo di Dourados – Mato Grosso del Sud commentando i dati del Ministero della Giustizia sulla Mappa della Violencia in Brasile nel 2010, si chiede: A chi interessa mantenere lo  “status quo” che possiamo paragonare a un genocídio?! Il riferimento principale e alle violenze contro afro-brasiliani e Indios.

Circa un mese fa il CIMI presentó tramite il segretario generale della Conferenza Episcopale Mons. Leonardo Urich Steiner  e del Presidente del CIMI (Consiglio Indigenista Missionario, organo della CNBB) Mons. Erwin un relatorio delle violenze sofferte dagli Indigeni brasiliani nel corso de 2010. Mons. Leonardo diceva: I nostri fratelli Indigeni meritano tutto il nostro rispetto  e ammirazione. Loro sono i popoli originari di queste terre. Noi siamo gli “invasori”, non loro. Vengo dal Mato Grosso (diocesi di São Felix do Araguaia) e é inammissíbile che  indigeni siano emarginati o esclusi dalla nostra societá come succede ai nostri giorni, per questo sempre lottaremo appoggiando il CIMI e la causa indigena in questo Paese.

Mons. Erwin presentó il triste scenario nel quale vivono gli Indigeni nel Brasile. Secondo il vescovo soltanto nel Mato Grosso (MT), su 100 bambini indigeni nati, 60 muoiono prima di completare un ano, e le cause delle morti sono, nella totalitá, malattie curabili e “anche banali”, como diarrea, sottoalimentazioone o malattie respiratorie. “Quello che piú colpisce é la mancanza di impegno e di interesse del governo che anno dopo anno non assumono iniziative per alleviare le sofferenze degli índios. Bambini muoiono per mancanza  di medicine comuni. Gli anziani non ricevono accoglienza negli ambulatori. Dove sono I DIRITTI UMANI che il Brasile si vanta di portare avanti ?

In effetti la situazione va peggiorando sempre piú anche a causa del PAC (Progetto di accellerazione dello Sviluppo) che sta rivoluzionando la geografia brasiliana. Grandi opere in cantiere in tutto il Brasile e specialmente nell’Amazzonia in aree abitate dagli Indios, vicine alle aree di preservazione che si stanno riducendo sempre piú. Piani di industrializzazione, Centrali elettriche Mega e piccole, progetti di Idrovie con piani di allagamento in grandi aree. tutte opere che prevedono  disboscamento, allagamenti, distruzione di cascate e bellezze naturali di livello mondiale. Allagamenti di aree archeologiche conosciute o ancora da valorizzare, terre tradizionalmente abitate dagli indios o invase da anni da famiglie e comunitá migrate da vari stati brasiliani dietro l’illusione di una nuova ricchezza facile. Negli anni della dittatura lo stesso governo aveva incentivato l'”assalto” all’Amazzonia. Grandi progetti degli anni 70 e 80 sono stati adesso ripresi. A farne le spese di questa nuova invasione accellerata dai nuovi sistemi tecnologici sono proprio i piccoli proprietari, le comunitá indigene. La maggior parte dei progetti insiste sui grandi corsi d’acqua dove si trovano le Comunitá, i villaggi.

Le responsabilitá Europee sono grandi e gravi sia per i grandi finanziamenti e investimenti, sia per l’acquisto di materie prime, sia per il Biocarburante e Industrie di Cellulosa, incentivando processi di disboscamenti abusivi alla ricerca di sempre nuove terre da coltivare. Ultimamente si sono verificate vere e proprie tragedie. Speculatori criminali hanno usato Disserbanti alla diossina mischiati a oli vegetali  polverizzati con gli aerei agricoli su ampi tratti di foreste. Oltre a colpire gli alberi, vittima la fauna e l’habitat della foresta amazzonica la contaminazione raggiunge il suolo, le acque superficiali e le falde sotterranee. Contaminazione, come giá successo in altre parti che colpisce i lavoratori, le mandrie, le coltivazioni e i prodotti derivati. Le grandi opere attraggono avventurieri e famiglie in cerca di un futuro migliore.. causando migrazioni irregolari, disordinate verso l’Amazzonia. Nello stesso tempo multinazionali brasiliane ed estere stanno cercando di ottenere permessi per esplorare miniere di zinco e altri minerali in aree prossime alle grandi opere. Le idrovie progettate per attaversare in tutta la larghezza l’Amazzonia e facilitare l’esportazione dal Mato Grosso fino alla costa  di soia e altri prodotti fanno pensare alla colonializzazione europea che dissanguó per secoli Perú, Cile, ecc . con la costruzione della ferrovia andina per il trasporto dell’oro fino alle navi, abbandonando al proprio destino quei popoli appena finito lo sfruttamento delle risorse. …Lo stesso fenomeno, piú colpevole perché sono passati vari secoli, accade oggi con lo sfruttamento delle risorse brasiliane. La crisi economica Europea ha trovato nei paesi emergenti come il Brasile, ma non solo, nuove strade di investimento che si stanno rivelando nuove forme di colonialismo perché oggi, come 500 anni fa, non é cambiato lo stile “disumano e tragico” di una ricchezza che va a beneficio dei pochi continuando a creare nuovi schiavi, nuove miserie e povertá. Leonardo Boff ha scritto:

“Il capitalismo, como modo di produzione e come cultura, non rispetta l’ecologia tanto ambientale, quanto sociale e mentale o profonda. Lasciato alla logica della sua ingordigia  puó commettere il crimine di  ecocidio, biocidio e, nel limite, geocidio. Ragione suficiente per gli UMANI che amano la vita e che vogliono lasciare in  ereditá ai propri figli e figlie e nipoti una casa comune abitabile per opporsi sistematicamente alle sue pretese.”

A differenza di 500 anni fa oggi le cose sono cambiate e i mali provocati in America, in Africa o in Asia inquietano piú in fretta i sogni europei e statunitensi.. Malattie, contaminazioni, migrazioni umane battono rapidamente alla porta del ricco esigendo una risposta immediata. Tanto vale riflettere meglio e in tempo (se ce ne resta) per esigere e patteggiare uno sviluppo piú lento e capace di fermarsi sulla soglia del Genocidio e geocidio. Continuare a distruggere l ‘Amazzonia e a fare stragi di Indigeni e uccidere la speranza in una umanitá migliore e privare la generazione di oggi di un futuro!

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