Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa


45 Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

 

Messaggio di Benedetto XVI: “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”. http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/communications/documents/hf_ben-xvi_mes_20110124_45th-world-communications-day_it.html

Brani: Comunicare il Vangelo attraverso i nuovi media significa non solo inserire contenuti dichiaratamente religiosi sulle piattaforme dei diversi mezzi,ma anche testimoniare con coerenza, nel proprio profilo digitale e nel modo di comunicare, scelte, preferenze, giudizi che siano profondamente coerenti con il Vangelo, anche quando di esso non si parla in forma esplicita. Del resto, anche nel mondo digitale non vi può essere annuncio di un messaggio senza una coerente testimonianza da parte di chi annuncia. Nei nuovi contesti e con le nuove forme di espressione, il cristiano è ancora una volta chiamato ad offrire una risposta a chiunque domandi ragione della speranza che è in lui (cfr 1Pt  3,15).

L’impegno per una testimonianza al Vangelo nell’era digitale richiede a tutti di essere particolarmente attenti agli aspetti di questo messaggio che possono sfidare alcune delle logiche tipiche del web.

Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale   

Un gruppo di giovani sorridenti, incamminati insieme verso una stessa meta, e sotto la manina ormai a tutti familiare che “clicca” su “Parteciperò”, proprio come avviene nei social network quando si vuole esprimere la propria intenzione di esser parte di un evento che ci sta a cuore.
Un’immagine che domenica prossima, solennità dell’Ascensione, vedremo campeggiare in tutte le parrocchie del nostro Paese per celebrare la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che avrà per tema “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”.
Nel folder che è stato inviato (e che qui trovate in allegato, insieme al manifesto) ci sono il messaggio di Bendetto XVI (reso noto lo scorso 24 gennaio, per la festa di San Francesco di Sales) e due brevi riflessioni a firma di mons. Domenico Pompili, Direttore dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali, e di don Ivan Maffeis, Vicedirettore.
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XXV di ordinazione presbiterale di don Roberto Asta

Carissimo,

ricorrendo il 25* anniversario della mia ordinazione presbiterale, ti invito a ringraziare insieme a me il Signore con la Celebrazione Eucaristica nella chiesa parrocchiale del Preziosissimo Sangue di N.S. Gesú Cristo in Ragusa il 31 maggio prossimo alle ore 20.00.

In questo importante momento, mi é particolarmente gradito il dono della tua preghierta perché possa ancora continuare a servire Cristo nei fratelli e magnificare con la Vergine Maria l’infinita misericordia di Dio Padre.

Con fraterno affetto

Don Roberto Sebastiano Asta


AFFIDAMENTO ITALIA ALLA VERGINE 150° ANNIVERSARIO UNITÀ

CITTA’ DEL VATICANO, 27 MAG. 2011 (VIS). Ieri pomeriggio, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, Benedetto XVI ha presieduto la recita del Santo Rosario con i Vescovi italiani riuniti in Assemblea Generale. Con la recita del Santo Rosario i Vescovi hanno inteso rinnovare l’affidamento dell’Italia alla Vergine Maria, nel 150° dell’unità politica del Paese.

 Dopo la recita dei misteri della luce, il Papa ha rivolto ai Presuli italiani alcune parole ricordando che la Basilica di San Maria Maggiore “è la prima in Occidente dedicata alla Vergine Madre di Dio. Nell’entrarvi, il mio pensiero è tornato al primo giorno dell’anno 2000, quando il Beato Giovanni Paolo II ne aprì la Porta Santa, affidando l’Anno giubilare a Maria, perché vegliasse sul cammino di quanti si riconoscevano pellegrini di grazia e di misericordia. Noi stessi oggi non esitiamo a sentirci tali,
desiderosi di varcare la soglia di quella ‘Porta’ Santissima che è Cristo e vogliamo chiedere alla Vergine Maria di sostenere il nostro cammino ed intercedere per noi”.

 “Le disposizioni del cuore di Maria – l’ascolto, l’accoglien¬za, l’umiltà, la fedeltà, la lode e l’attesa – corrispondono agli atteggiamenti interiori e ai gesti che plasmano la vita cristiana. Di essi si nutre la Chiesa, consapevole che esprimono ciò che Dio attende da lei”.

 “La fede, infatti” – ha proseguito il Pontefice – “non è alienazione: sono altre le esperienze che inquinano la dignità dell’uomo e la qualità della convivenza sociale! (…) A ragione l’Italia, celebrando i centocinquant’anni della sua unità politica, può essere orgogliosa della presenza e dell’azione della Chiesa. Essa non persegue privilegi né intende sostituirsi alle responsabilità delle istituzioni politiche; rispettosa della legittima laicità dello Stato, è attenta a sostenere i diritti fondamentali dell’uomo. Fra questi vi sono anzitutto le istanze etiche e quindi l’apertura alla trascendenza, che costituiscono valori previi a qualsiasi giurisdizione statale, in quanto iscritti nella natura stessa della persona umana”.

 “In questa prospettiva, la Chiesa (…) continua a offrire il proprio contributo alla costruzione del bene comune, richiamando ciascuno al dovere di promuovere e tutelare la vita umana in tutte le sue fasi e di sostenere fattivamente la famiglia (…)”. Nel ricordare “la difficoltà ad accedere ad una piena e dignitosa occupazione” – il Papa ha affermato: “Mi unisco, perciò, a quanti chiedono alla politica e al mondo imprenditoriale di compiere ogni sforzo per superare il diffuso precariato lavorativo, che nei
giovani compromette la serenità di un progetto di vita familiare, con grave danno per uno sviluppo autentico e armonico della società”. 
 Il Santo Padre ha quindi esortato i Presuli con queste parole: “Non esitate a stimolare i fedeli laici a vincere ogni spirito di chiusura, distrazione e indifferenza, e a partecipare in prima persona alla vita pubblica. Incoraggiate le iniziative di formazione ispirate alla dottrina sociale della Chiesa, affinché chi è chiamato a responsabilità politiche e amministrative non rimanga vittima della tentazione di sfruttare la propria posizione per interessi personali o per sete di potere”.

 “Assumendo l’educazione come filo conduttore dell’impegno pastorale di questo decennio” – ha detto ancora il Papa – “avete voluto esprimere la certezza che l’esistenza cristiana – la vita buona del Vangelo – è proprio la dimostrazione di una vita realizzata. Su questa strada voi assicurate un servizio non solo religioso o ecclesiale, ma anche sociale, contribuendo a costruire la città dell’uomo. Coraggio, dunque! Nonostante tutte le difficoltà, ‘nulla è impossibile a Dio'”.

 “Sotto la protezione della ‘Mater unitatis'” – ha concluso Benedetto XVI – “poniamo tutto il popolo italiano, perché il Signore gli conceda i doni inestimabili della pace e della fraternità e, quindi, dello sviluppo solidale. Aiuti le forze politiche a vivere anche l’anniversa¬rio dell’Unità come occasione per rinsaldare il vincolo nazionale e superare ogni pregiudiziale contrapposizione: le diverse e legittime sensibilità, esperienze e prospettive possano ricomporsi in un quadro più ampio per cercare insieme ciò che veramente giova al bene del Paese. L’esempio di Maria apra la via a una società più giusta, matura e responsabile, capace di
riscoprire i valori profondi del cuore umano”.
BXVI-ROSARIO/VIS 20110527 (660)


In stato permanente di missione!

La 49a Assembleia Generale della CNBB (Conferenza Nazionale dei Vescovi Brasiliani) riunita in Aparecida ha scelto in questi giorni le Linee Direttive per i prossimi quattro anni 2011-2015. In primo luogo ha ribadito la scelta di essere Chiesa in stato permanente di Missione. Ricordando la visita del papa Benedetto XVI (quattro anni fa) in occasione della V Conferenza dei Vescovi dell’America Latina e Caraibi, la CNBB  orienta a perseverare nella formazione di Comunitá evangelizzanti.

In effetti in questi quattro anni trascorsi dal lanciamento della Missione Continentale le diocesi si sono organizzate per realizzare una formazione missionaria laicale ad ampio raggio scegliendo metodologie opportune. La Diocesi di Ourinhos ha scelto un sistema di formazione missionaria detta Sante Missioni Popolari che fa riferimento a Padre Luigi Mosconi, espressione alta di circa un ventennio di esperienzia realizzata nelle CEBs (Piccole Comunitá di Base) specialmente nel Nordest del Brasile. Il processo formativo per tappe é iniziato nel 2008 e prevede la conclusione nella Pentecoste del 2013. Quest’anno stiamo vivendo una tappa centrale con la realizzazione di una Settimana Missionaria in ognuna delle 34 parrocchie che compongono la diocesi.

Dal 21 al 29 Maggio sará la volta di Salto Grande dove é parroco padre Giovanni Battaglia e da 2 al 10 Giugno la parrocchia San Benedetto in Santa Cruz do Rio Pardo dove  é parroco padre Giovanni Giglio.

Programma della settimana di SALTO GRANDE lo trovate nel blog della Catechesi della parrocchia http://catequesesaltogrande.wordpress.com. Programma della parrocchia San Benedetto nel sito parrocchiale http://www.saobeneditoscrp.com.br/?s=paroquia/santas_missoes_populare


Preghiera: il respiro della vita

Mons. Bruno Forte sul nuovo ciclo di catechesi del Papa al mercoledì: la preghiera è il respiro della vita



Benedetto XVI terrà, domani, l’udienza generale in Piazza San Pietro. Mercoledì scorso, il Papa ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi dedicato al tema della preghiera, sottolineando che “pregare è parlare con Dio”. Il Pontefice ha spiegato che intento delle sue catechesi è cercare di imparare a vivere ancora “più intensamente il nostro rapporto con il Signore, quasi una ‘scuola di preghiera’”. Su questo nuovo ciclo di meditazioni all’udienza del mercoledì, Alessandro Gisotti ha chiesto un commento a mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto:RealAudioMP3

R. – Il Papa dice che il senso dell’esistenza rimane oscuro e sconfortante se non viene messo in rapporto con il mistero di Dio e il suo disegno sul mondo. Questo, in fondo, è quello che fa la preghiera. La preghiera àncora le opere e i giorni al mistero santo, ci fa riscoprire custoditi nel grembo della Trinità divina e proprio così dà fondamento ma anche orizzonti di speranza e di fiducia al nostro cammino. Ecco perché la preghiera è il respiro della vita e per il credente è la continua sorgente di luce e di pace che lo rende libero e capace di incidere nella storia secondo la volontà del Padre nella sequela di Gesù.

D. – Il Papa ha detto, nell’udienza generale di mercoledì scorso: “In ogni preghiera si esprime sempre la verità della creatura umana”…

R. – Nel senso più profondo, perché l’uomo non è una monade: l’uomo è creato da Dio come partner di un’alleanza d’amore: è l’Altro che Dio ha voluto nella gratuità del dono, perché nella libertà questo “Altro” potesse corrispondergli. Dio ci ha fatti per contemplare il suo volto: Sant’Agostino lo dice in maniera struggente all’inizio delle “Confessioni”: “Hai fatto il nostro cuore per te ed esso è inquieto finché non riposa in te”. E allora, pregando, l’uomo si pone nell’atteggiamento più radicale e vero che ci possa essere, della creatura davanti al Creatore.

D. – Con umiltà il Papa ha detto: “La preghiera non va data mai per scontata. Occorre sempre reimparare a pregare” …

R. – E’ molto bella la formula “scuola della preghiera”. E’ una formula che, anche personalmente, ho amato e amo molto, tanto che nella mia diocesi ho istituito una “scuola della preghiera”. Perché è così importante parlare di “scuola della preghiera”? Etimologicamente, “scholé” significa “l’indugiante pensare”, come dire: la preghiera non si improvvisa. Proprio perché essa investe in maniera così radicale l’essere umano davanti a Dio ed apre così profondamente alle sorgenti eterne, bisogna educarsi alla preghiera.

D. – “Orazione” non è in contrasto con “azione”: abbiamo da ultimo un esempio luminoso come il Beato Karol Wojtyla…

R. – Giovanni Paolo II – per chiunque abbia avuto la grazia di stargli vicino anche pochi momenti, durante una celebrazione eucaristica – appariva un uomo totalmente immerso in Dio e nello stesso tempo, proprio per questo profondamente umano. Ciò è la verifica sul duplice versante di quello che Papa Benedetto XVI ci ha detto iniziando questa “scuola della preghiera”: proprio perché la preghiera ci immerge più profondamente in Dio, Trinità Santa, ci rende anche più profondamente umani, capaci di sintonizzarci in ciò che di vero, bello e autentico c’è in ogni essere umano. (gf)