Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Sognava l’Africa. Una pagina inedita per la biografia di Padre Giovanni Tumino, Saveriano

di Gisella Hein.

Il 16 Novembre ho partecipato nel cimitero di Panzi, periferia di Bukavu alla messa per tutti i saveriani defunti. Tra i concelebranti Pe. Sebastiano Amato che fino a qualche mese fa lavorava tra la gente di questa periferia e che adesso é stato scelto come economo dei Saveriani per cui si é trasferito nella casa Provinciale. Nel cimitero di Panzi visitiamo la tomba di padre Giovanni Tumino.

Nella casa dei Saveriani nel quartiere di Muhumba, incontro Maria Gorla, detta Mariuccia,una missionaria laica originaria di Milano. La donna da adolescente aveva un sogno: andare in Africa e oggi la incontro a Bukavu per comprare medicinali per rifornire l’ospedale di Kampene.
Kampene è un villaggio della diocesi di Kasongo, (regione di Manyema con capoluogo Kindu), una cittadina sul grande fiume Congo. Si può raggiungere solo con un piccolo aereo e dista circa 600km da Bukavu.
14 anni fa P. Giovanni Tumino viaggiava su uno di questi aerei in missione umanitaria trasportando medicinali quando a causa di un tragico incidente non fece piú ritorno a Bukavu era il 5 ottobre 1996.

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E’ stato a Kampene che Mariuccia ha incontrato P.Giovanni Tumino per la prima volta. Lui era responsabile per la pastorale nella città; Mariuccia lo ricorda così: “non si sentiva volare una mosca quando predicava. Le sue omelie e le sue catechesi erano brevi, ma molto profonde e alla portata di tutti”.
P.Giovanni ha studiato da giovane a Parigi, conseguendo la qualifica di infermiere professionale ed amministrativo; competenze che usò per dirigere l’ufficio Diocesano Opere Mediche e l’ ospedale di Kampene, con 120 letti e diviso per i reparti maternità, pediatria, chirurgia, medicina -donne e uomini- e medicina d’urgenza. Quando P.Giovanni arrivò in quell’ospedale, non c’erano neanche i medici. Mariuccia racconta che una società belga aveva abbandonato la struttura e portato via attrezzature e medicinali. E’ da allora che se ne è presa cura la diocesi insieme ai Saveriani, nella persona di P.Giovanni.
Mariuccia lavora ancora in quell’opedale – insieme all’ amica Lucia Robba, anch’essa missionaria laica; entrambe iniziarono per dare una mano a P.Giovanni.
“Ci chiamava le sue befane”, ricordano le due donne sorridendo “era un tipo molto allegro, sempre sorridente, capace di farci sentire e gustare la gioia di lavorare bene e con criterio”.
Lucia racconta ancora: “Era un uomo di profonda preghiera, sempre disponibile e non aveva paura di mostrare la sua vulnerabilità. Quanti viaggi a piedi per incontrare e dare assistenza ai lebbrosi..”. P.Giovanni aveva una preparazione speciale per la cura di questa malattia, purtroppo molto diffusa in questa zona del Congo negli anni passati.


Nella memoria di Lucia è rimasta impressa la straordinaria semplicità di questo sacerdote missionario: “Portava con sé solo l’ indispensabile, dormiva nelle capanne in mezzo alla sua gente. Tutti lo amavano e sapevano interpretare i suoi gesti (ad esempio quando si grattava la testa, tutti sapevano che era preoccupato), la gente lo stimava come prete e come infermiere.”
“Lui lavora accanto a noi tutt’ ora” afferma Mariuccia con certezza, “quando ho problemi nella contabilità, quando c’ è qualcosa che non funziona, chiedo aiuto a lui e tutto va meglio”.
All’indomani del nostro incontro Mariuccia è ripartita da Kampene, portando con sè 300 kg di medicinali e il suo sogno da adolescente, ormai divenuto realtà: andare in Africa.
Nel cuore di questa terra, vivo più che mai, continua a crescere e a portare frutti il lavoro iniziato da P.Giovanni Tumino; grazie all’impegno, l’entusiasmo e la fede di Mariuccia, di Lucia e della loro gente.

        (foto:        Maria Gorla, detta Mariuccia,una missionaria laica originaria  di Milano)

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