Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

Una presenza da accogliere

   

“Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo anoiesso da un lato illumina la profonda vocazione dell’essere umano alla relazione,allo stabilirsi di un contatto profondo con i suoi simili e con l’assoluto; dall’altro provoca e chiama a conversione. Siamo tentati infatti – talora anche nella Chiesa – di ridurre la comunicazione a sviluppo tecnologico, a moltiplicazione di strumenti informativi; anche l’educazione, in una simile visione, si limita al travaso di nozioni e conoscenze. Lo strapotere tecnologico genera spesso un’illusione di comunicazione; mentre nel Natale “un bambino è nato per noi, ci è stato dato un fi glio”: nella povertà e semplicità di quel bimbo, Dio ci rivela che comunicare ed educare autenticamente signifi ca creare comunione, relazione profonda, e ci mostra che tale possibilità è aperta a tutti, ricchi e poveri, piccoli esapienti, indipendentemente dalle loro risorse materiali. Solo da questa consapevolezza profonda sarà possibilerecuperare la dimensione umana del lavoro, della scienza e della tecnica, della vita e della comunicazione sociale.  Lo richiama anche il tema del prossimo Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona: “Signore, da chi andremo?”. Egli solo ha parole di vita, che illuminano e danno senso al nostro parlare. Egli è la ricchezza, il tesoro a cui tornare continuamente ad attingere. In tale prospettiva il sussidio, in sintonia con la tematica congressuale, offre un aiuto per cogliere e valorizzare il legame tra Eucaristia e vita quotidiana. Molto opportunamente, dunque, il sussidio pastorale per l’Avvento si incentra sul tema “Una presenza da accogliere”: l’umile e semplice accoglienza del Verbo, modellata sulla silenziosa e paziente attesa della Vergine Maria, è la condizione indispensabile per quel rinnovamento di evangelizzazione e di serio impegno educativo che attende le Chiese che sono in Italia. 

  E certamente la famiglia è uno degli ambiti privilegiati dove il Verbo vuole “mettere la sua tenda”, e dove a nostra volta siamo chiamati ad accoglierlo.

(Gv 1,14): il lieto messaggio del Natale verrà ancor una volta rinnovato nella celebrazione liturgica, segno dell’inesauribile volontà, da parte di Dio, di abitare in mezzo al suo popolo. Nel contesto della nostra società, che ha fatto dello sviluppo dell’informazione globalizzata uno dei suoi tratti distintivi, il Verbo, la Parola fatta carne, ci appare come la forza comunicativa ed educativa del Padre. Il mistero del Natale potrebbe essere interpretato oggi come il mistero dell’agire comunicativo ed educativo di Dio.   La vita della famiglia ha bisogno di ritrovare gli atteggiamenti essenziali che rischiano di essere persi nella frenesia di un’esistenza troppo condizionata dalla ricerca del denaro, di un benessere crescente, da paure e insicurezze incontrollate. La liturgia ha molto da offrire alla vita di famiglia: aiuta a recuperare il silenzio, l’ascolto, il canto, la festa semplice, il valore dei simboli, la concentrazione sui piccoli gesti, l’apertura all’orizzonte del mistero di Dio, che vuole abitare anche nelle nostre fragilità e sofferenze. E d’altra parte la liturgia esige di avere una risonanza nella famiglia, richiede che sia promossa progressivamente la partecipazione dei gruppi familiari, partendo dalle persone più sensibili e attente, fi no a ritrovare chi per un periodo anche lungo si è allontanato dalla fede.Ci auguriamo che questo sussidio – che vede la luce in concomitanza con l’inizio del cammino pastorale della CEI nel nuovo decennio – possa aiutare le nostre Chiese a rispondere alla sfi da educativa a partire dall’accoglienza al Verbo Incarnato, che vuole abitare in mezzo a noi. “A coloro che l’hanno accolto ha dato il potere di diventare fi gli di Dio”.

† Mariano Crociata Segretario Generale della CEI
Annunci

I commenti sono chiusi.