Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

I Domenica di Avvento

“Il giorno è vicino”
 Preghiamo insieme: O Dio, Padre misericordioso, che per riunire i popoli nel tuo regno hai inviato il tuo Figlio unigenito, maestro di verità e fonte di riconciliazione, risveglia in noi uno spirito vigilante, perché camminiamo sulle tue vie di libertà e di amore fino a contemplarti nell’eterna gloria.   Ascoltiamo

Dalla Lettera ai Romani Rm 13,11-14a

Fratelli, 11questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. 12La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. 13Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. 14Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.

Meditiamo

 

Adesso la nostra salvezza è più vicina…

 

Dio è venuto nel mondo, l’Eterno è entrato nel tempo, la Luce è brillata nella notte. Dopo il Natale e ancor più dopo la Pasqua, ogni momento è pieno della presenza del Signore, ogni giorno partecipa della luce della sua Pasqua e anticipa la sua venuta finale, ogni tempo è favorevole per sperimentare la sua salvezza, deciderci per lui, rivestirci di lui.

– “Adesso…”:  Il Signore risorto che è venuto e verrà, viene anche oggi col suo Spirito. Dove lo incontriamo? Aiutiamoci a riconoscerlo in questa giornata che si chiude, in questa età della nostra vita, in quest’ora della nostra storia.

– “…la nostra salvezza è più vicina…”  Ci crediamo che il tempo che passa ci avvicina all’incontro col Signore, che non andiamo verso il tramonto ma verso l’aurora, che il bello deve ancora venire? Certo, i nostri cammini non sono lineari: ci sono ritardi, stanchezze, a volte ci sembra di tornare indietro, anche come Chiesa, di inaridirci.

– Ricordiamo come il Signore ci ha tenuto per mano dal battesimo fino ad oggi, ci ha fatto crescere, provocato, risollevato. Consigliamoci e aiutiamoci, in questo nuovo Avvento, per ridare slancio alla nostra vita cristiana.

Rivestitevi del Signore Gesù

Svegliarsi dal sonno, indossare le armi della luce, rivestirsi del Signore… Diverse immagini ci fanno ripensare al Battesimo, ai suoi effetti significati dal cero pasquale, dalla candela, dal segno della veste bianca.

– Anche il Natale è un’occasione per ripensare al nostro battesimo e al “battesimo” di Gesù che si è immerso nella nostra umanità, si è spogliato della sua gloria, si è rivestito della nostra debolezza e fragilità, perché noi ci potessimo rivestire di lui e con la veste nuziale entrare con lui alla festa del Regno. Raccontiamoci quali esperienze ci hanno fatto riscoprire il battesimo nei suoi significati e nei suoi effetti…

– Quanto Gesù è diventato nostro “abito”, nostro quotidiano riferimento, nostro modo di sentire, di agire, di relazionarci, di pensare?

Occorre educare al pensiero di Cristo, a vedere la storia come Lui, a giudicare la vita come Lui, a scegliere e ad amare come Lui, a sperare come insegna Lui, a vivere in Lui la comunione con il Padre e lo Spirito Santo.

(dal Rinnovamento della Catechesi)

Indossate le armi della luce

 

Per il battezzato non basta indossare una volta per tutte il vestito di Cristo, ma c’è una battaglia quotidiana da ingaggiare: prendete dunque l’armatura di Dio: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, col quale spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. (Ef 6,14-17)

 

Difendere Dio oggi è una grande scommessa come al tempo dei martiri… Anche qui tra la povera gente vivo questa battaglia, che è la più seria e più importante della mia vita. So che devo perderla così come l’ha persa GESÙ sulla croce… Non riesco ad essere testimone della risurrezione di Gesù se non accetto di perdere tutto me stesso, di sacrificarmi, di lavorare gratuitamente, di perdonare, aiutare fino a morire.

(P. Daniele a mons. Silvano Montevecchi)

– Come battezzati, quali sono state le nostre lotte, i nostri combattimenti spirituali? Dove facciamo più fatica? E quali le “armi della luce” che ci hanno permesso di non arrenderci? Qualche anziano, o qualcuno che ha già attraversato qualche battaglia, potrebbe dire la sua…

 

Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno

 

Che vuol dire rivestirsi del Signore, accogliere la salvezza, vivere da credenti? Paolo scende nel concreto e indica alcuni terreni in cui rinnovare il nostro stile di vita, compiere dei tagli, portare la luce del vangelo.

Un  primo campo di battaglia è quello di una vita virtuosa, edificante, alla luce del sole.

Sì, ma è notte! I cristiani lo vedono bene e non si ingannano, né ingannano gli altri facendo finta che il male non ci sia! Ma non per questo diventano lamentosi profeti di sventura, che non sanno vedere quando viene il bene (Ger 17,5) perché tutti intenti a scrutare le cose che non vanno. Né si adattano al male, minimizzandolo, coprendolo, giustificandolo.

 

– Ogni generazione denuncia certi mali, ma non ne vede altri. Oggi quali disonestà rischiano di essere tacitamente accettate, quali verità sono da riportare alla luce, quali evidenze morali da riscoprire?

 

– Quali sono le sfide nell’educazione alla legalità, all’onestà, alla vita civile? Come affrontarle, collaborando con quanti desiderano una vita onesta?

 

– Ricordiamoci di chi ha portato luce lì dove sembrava esserci solo notte, delle “sentinelle del mattino” nella vita della Chiesa e del mondo:

Cari amici, vedo in voi le “sentinelle del mattino” in quest’alba del terzo millennio. Nel corso del secolo che muore, giovani come voi venivano convocati in adunate oceaniche per imparare ad odiare, venivano mandati a combattere gli uni contro gli altri… Oggi siete qui convenuti per affermare che voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario. Voi non vi rassegnerete ad un mondo in cui altri esseri umani muoiono di fame, restano analfabeti, mancano di lavoro. Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi sforzerete con ogni vostra energia di rendere questa terra sempre più abitabile per tutti.

(Giovanni Paolo II, ai giovani)

 

Consapevoli del momento

 

Un secondo campo di battaglia è quello di agire in modo consapevole da battezzati: questo significa anche non lasciarsi intontire dal fascino di certi riti pagani, comuni non solo ai tempi di Paolo ma anche ai nostri giorni.

Orge, ubriacature… Quali riti collettivi, quali droghe rischiano di fonderci il cervello, di addormentare le coscienze, di appiattirci e omologarci, magari dandoci l’illusione della libertà e della trasgressione? I mezzi di comunicazione – TV, internet, giornali – ci possono informare, aiutare ad essere più consapevoli del momento, ma ci possono anche ubriacare, stordire, sporcare, con la loro invadenza, con la continuità, la varietà e la velocità dei messaggi, con la violenza e la pornografia, con l’irrisione per il mistero dell’amore o del dolore, alimentando contrapposizioni e polemiche,  amplificando le paure…  

Essendoci un rischio di assuefazione, è bene porre degli sbarramenti. Il digiuno dai mezzi di comunicazione può aiutarci a ritrovare il gusto della comunicazione immediata, vera con le persone reali, con gli altri che abbiamo di  fronte.   Per  la formazione alla democrazia  e alla mondialità,sarà bene abituarsi a leggere giornali diversi e a seguire programmi televisivi complementari. Non abbandoniamo mai i bambini (ma anche gli anziani) alla sola compagnia del televisore. Educhiamo al discernimento, scegliendo i programmi, guardandoli e discutendone assieme.(Cfr L. Accattoli, Non mi vergogno del Vangelo)

 Non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità… Non abbiamo inventato niente: le robe che ci sembrano più trasgressive… le facevano già 2000 anni fa nei festini pagani. Ma il vero trasgressivo è Gesù e il suo messaggio sull’amore umano. Anche il tempo libero, il divertimento e il vasto campo dell’affettività e della sessualità sono ambiti in cui indossare il vestito bello di Gesù, mostrare il fascino del vangelo… Magari a quelli che si sono stancati di divertimenti che distruggono o sono stufi di un sesso ridotto a cosa, a prestazione, a merce… 

– Il Natale, festa familiare, ci può aiutare a riflettere su come facciamo festa e su come viviamo l’amore in tutte le sue espressioni.

 Non in litigi e gelosie Altro campo di azione: i conflitti. Ce ne sono tanti – oggi come ieri – nelle famiglie, tra vicini, nella politica, sul lavoro, per i soldi, per il potere, per le invidie, per i nervosismi… Non è facile stare in mezzo ai conflitti, alle tensioni, difendere i propri diritti, portare avanti i propri ideali, senza diventare persone litigiose, avvelenate, polemiche. Diamoci qualche consiglio per vivere il prossimo Natale un po’ più in pace.

 Preghiamo Ti sei rivestito della nostra umanità per rivestirci della tua vita divina

Sei nato di notte per rischiare le nostre tenebre

Per te la notte è luminosa come il giorno; le tenebre sono come luce  

L’anima mia è rivolta al Signore più che le sentinelle l’aurora

Ridesta le nostre coscienze dal sonno dell’indifferenza

Donaci di iniziare con rinnovato slancio questo Avvento

Facci sentire che adesso la nostra salvezza è più vicina

Facci andare con speranza e con impegno incontro al futuro

In mezzo ai conflitti, insegnaci ad usare solo le armi della luce

Liberaci dalla malizia, dalla menzogna, dalla doppiezza

Aiutaci a costruire onestamente la nostra città

Fa’ che non copriamo mai col nostro silenzio l’ingiustizia e l’illegalità

Ricordaci che il nostro corpo è tempio dello Spirito

Facci gustare gioie vere, divertimenti sani, feste condivise

 Santa Maria, vergine del mattino, donaci la gioia di intuire, pur tra le tante foschie dell’aurora, le speranze del giorno nuovo. (Don Tonino Bello)

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