Missionari Iblei

Centro Missionario Diocesano – Ragusa

PASQUA ESPLOSIONE DI AMORE di MONS. PAOLO URSO

Pasqua: esplosione d’amore

Buona Pasqua, amici miei! Buona Pasqua a tutti!

Con questo biglietto augurale intendo proseguire nella riflessione che vi proponevo a Natale. Lasciatevi “inquietare” dall’amore di Dio, scrivevo, e date spazio alla fantasia della carità. L’amore “accolto” chiede di essere amore “condiviso” tra i fratelli.        L’amore è la chiave interpretativa necessaria per comprendere ciò che avviene a Pasqua. La risurrezione di Gesù è come “un’esplosione dell’amore che scioglie le catene del peccato e della morte” (Benedetto VI, 19.10.2006).  Non c’è risurrezione senza amore. Penso all’ultimo breve romanzo della “trilogia del ritorno” di Fred Uhlman “Niente resurrezioni, per favore”. Simon Elsas, ebreo tedesco, aveva dovuto lasciare la sua città per emigrare in America a motivo della follia nazista. Dopo vent’anni torna in Germania, incontra la donna che aveva amato e, anche se di malavoglia, i suoi vecchi compagni di scuola. Ambedue gli incontri mettono in evidenza le profonde lacerazioni che si sono verificate nei loro rapporti e che non possono essere facilmente superate. Nella lettera di addio a Simon, Charlotte scrive: “Ormai non ho più speranze, mi auguro soltanto che questa vita sia l’unica da vivere, indubitabilmente. Niente resurrezioni, per favore. D’inferni ne basta uno”.

È proprio così: niente resurrezione, senza amore e senza perdono!  Nella “Lettera ai cercatori di Dio” (potete leggerla nel sito della Conferenza episcopale italiana, www.chiesacattolica.it), dopo le affermazioni che “siamo fatti per amare” e che “l’amore dà la vita e vince la morte”, vengono citati due testi di Gabriel Marcel (filosofo francese morto nel 1973) che ritengo utile riportarvi: “Se c’è in me una certezza incrollabile, essa è quella che un mondo che viene abbandonato dall’amore deve sprofondare nella morte, ma che là dove l’amore perdura, dove trionfa su tutto ciò che vorrebbe avvilire, la morte è definitivamente vinta”; “Amare qualcuno significa dirgli: tu non morirai!”.  Dio ama Gesù e non può permettere che suo Figlio sperimenti la corruzione del sepolcro. Il suo amore è più potente della morte. La risurrezione di Gesù è la manifestazione del nostro Dio che è amore ed è amante della vita.  Nella Messa di Pasqua, la liturgia mette in bocca a Gesù queste parole: “Sono risorto, e sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano”. Gesù vede nella sua risurrezione l’intervento della mano forte e amorosa di Dio che non lo ha abbandonato.

Papa Benedetto così ha commentato il testo liturgico: «Ma questa parola del Risorto al Padre è diventata anche una parola che il Signore rivolge a noi: “Sono risorto e ora sono sempre con te”, dice a ciascuno di noi. La mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai nelle mie mani. Sono presente perfino alla porta della morte. Dove nessuno può più accompagnarti e dove tu non puoi portare niente; là ti aspetto io e trasformo per te le tenebre in luce» (Omelia durante la veglia pasquale, 7.4.2007).

Carissimi amici, il Risorto è sempre con noi. L’amore di Dio che noi accogliamo ci fa risorgere dalle nostre “morti”. L’amore di Dio che noi doniamo ai fratelli li aiuta nel loro bisogno di risurrezione. Con affetto crescente auguro a tutti buona Pasqua!

Ragusa, Domenica di Pasqua, 4 aprile 2010

+ Paolo, vescovo

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